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Con la cultura non si mangia ... ma forse si pensa ...

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Trento, 6 giugno 2020. - di Aldo Collizzolli*

Egregio Direttore, il Cbt (Catalogo bibliografico trentino) è il motore del Sbt (Servizio bibliotecario trentino), tramite esso la rete delle biblioteche immette, a disposizione degli utenti, tutte le nuove acquisizioni che diventano patrimonio comune. Nel 2019 l'intero sistema ha prestato a residenti e turisti 1.358.863 documenti per 111.996 iscritti al servizio.

La catalogazione è un servizio fondamentale per il funzionamento delle biblioteche, in quanto, se manca, i libri acquistati non possono essere messi a disposizione degli utenti: ne consegue una perdita dell'alta qualità del servizio offerto dal nostro Sistema che rischia di essere facilmente e velocemente compromesso con grosse difficoltà di recupero (una vera contraddizione in termini per un catalogo non catalogare).

Tale servizio era ripreso dopo un lungo periodo di sospensione (più di un anno nel totale disinteresse della politica e della dirigenza). Eppure il "nuestro" dirigente aveva avuto modo di dire e scrivere che "che la catalogazione nel 2020 era garantita! ... Perché è un servizio che la provincia DEVE garantire ..."

Ora è di nuovo sospeso "sine die". Di fatto le biblioteche trentine (chiuse per Covid19 da marzo) già da gennaio scontavano le misure "antipandemia" con il taglio del loro "carburante" essenziale ovvero i libri non catalogati (è come non averli). Se è vero che la lettura è cibo per nutrire la mente, di fatto stiamo affamando i trentini (mi si perdoni il paragone per chi, di fame, con pancia e mente vuote, muore davvero).

Tra qualche mese entrerà in vigore il nuovo gestionale del Cbt per il cui affido ci sono voluti ben 4 anni (sic.), saremmo tutti pronti e formati (solo per merito di ottimi formatori di Sbt cui va un plauso), ma i libri nuovi saranno inesorabilmente negli scatoloni e "invisibili".

Già le biblioteche sono penalizzate dai protocolli di sicurezza (le regole per entrarvi sono più restrittive e prescrittive delle tavole della legge) i bibliotecari si sono sbizzarriti sui social e con ogni mezzo per raggiungere i loro "amati" utenti, e la politica?

Pare che assessore, giunta, e dirigenza (ma anche in ordine contrario) pensino, come molti, che "con la cultura non si mangia" ( e non si raccattano voti). E allora cari trentini preparatevi a "digiunare". Un saluto dalle "terme

*Bibliotecario di campagna

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