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«Gli Italiani non sono stupidi»

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Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte

Monselice, 16 luglio 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

Io sono un cittadino di questa Nazione, un comune cittadino tra i 60 milioni di veri italiani, nati in Italia, da famiglie che discendono, a loro volta, da altrettante famiglie italiane. Tutti censiti all'anagrafe da questo Stato.

Sono un cittadino come lei, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri. La sua "storia" politica tutti la conoscono, ma non mi riguarda; tuttavia, poiché Lei assume la quarta carica istituzionale che il Parlamento italiano Le ha attribuito e verso il quale Lei ha l'obbligo di onorarlo perché Lei è il titolare in rapporto di un giuramento che sempre Lei si è trovato a prestare, per onorare gli italiani, il suo governo, l'intero sistema politico, la Costituzione sulla quale ha giurato fedeltà, onorevole Giuseppe Conte è consapevole della responsabilità gravosa in cui Lei si è trovato nel ruolo che sta ricoprendo?

C'è un virus che gira e non si ha alcuna certezza quando se ne andrà via per sempre, come, in fondo, gli altrettanti virus, miliardi, che avvolgono  questo Pianeta. Questo, però, ha fatto molto, ma molto male: ha mietuto vittime in grandi quantità e ancora ne fa. Lo hanno chiamato Covid-19. A tutt'oggi ancora non è chiara la sua origine, come si è formato, non c'è un vaccino, troppa gente sono vulcani in eruzione perché perseverano, spesso inutilmente, a parlarsi addosso.

Lei, per mettersi le mani avanti, diciamo, per "precauzione", proroga, ulteriormente, uno stato di emergenza e crisi. Quest'ultima, la crisi, è disastrosa, perché è economica ed incombe su milioni di persone. Emetterà ulteriori ordinanze di restrizioni agli italiani, con la valutazione, a suo giudizio, delle proroghe; ma per chi continua a sbarcare, già sbraitando, inferocito, con belle dosi di prepotenza, dalle tante varie carrette del mare, includendo tra gli immigrati anche gente violenta, clandestini, malavitosi, individui che, certo, rifiutano a priori di voler avere intenzioni di pacifiche convivenze con il popolo italiano e perciò un rifiuto netto di tendere ad aspirare in prospettive di vite integrate e quindi civili, per loro non valgono i suoi DPCM? Questa gente non sono "perle", ne di salubrità fisica, ne purtroppo, per tanti, anche di quella mentale.

Anche loro possono essere infettati dal Covid-19, portandolo in continuazione in un, ormai, Italia martoriata da tante situazioni, troppe! Queste persone "dell'accoglienza" che per lei ed il suo governo rappresentano un valore aggiunto, nel diritto, da parte loro e nel dovere, da parte sua, di accoglierli tutti, sono pure un costo enorme, gigantesco, ma che è garantito. Come? Con vitto, alloggio, corsie privilegiate per cure mediche e molto altro ancora... Lei cosa pensa che gli italiani siano contenti di tutto ciò che, di fatto, li discrimina, li pone su un piano molto diverso da questi signori e signore che lei ed il suo governo continuate a farli sbarcare a iosa?

Senza pensare che molti rappresentanti dello Stato, forze dell'ordine, Esercito, Marina, forze armate, insomma, sono sempre gentili con loro perché sono comandati ad esserlo, prima che lo siano di cuore, ma rischiano d'inguaiarsi a contatto con loro, con l'infezione di questo virus e, insieme ai cittadini italiani che desiderano solo svolgere una vita più normale, possono generare colonne di focolai infiniti, dappertutto. Ma allora lei che fa? Protrae uno stato di emergenza per aspettare cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi? Se accadrà quello che nessun italiano ( sta già facendo i debiti scongiuri) si augura che non si ripeta più, benché sia anche consapevole di una situazione molto critica che lo fa vivere tra malumore, angoscia e paura, forse anche fobica, ripeto, lei che fa?

Ci rinchiude un'altra volta, tutti dentro casa, con puntuali, rinnovate, autocertificazioni di uscite ristrette e spietatamente sorvegliate, anche da chi non è preposto a farlo? Questo stato di emergenza che, a mio avviso, non si giustifica, deve valere, "erga omnes", per tutti, che per tutti sono anche loro, quelli che lei ed il suo governo fa entrare in Italia, fino a quando in questo Paese non sarà possibile che ci sia posto per tutti, perché è ormai come una bottiglia che sta per esplodere.

Se dopo 6 mesi di emergenza non siete stati capaci di mettere in atto un sistema di gestione in grado di governare un'eventuale e sottolineo eventuale seconda ondata di virus, significa che siamo di fronte a molto più di qualcosa che non va, o no? Il suo governo potrà trascinarsi, perché per me si trascina, nel tempo, ma non all'infinito. Guardi che il rischio di insurrezioni di piazza, anche in un Paese di "pecoroni-buonisti" come il nostro, rabboniti dai vari ..."bonus" ( non li elenco) potrebbe diventare una realtà.

È la storia che si ripete, sa! La pandemia ha sedato i popoli in varie parti del mondo, ma chiudere la gente in casa e togliere loro la libertà sarà stato anche inevitabile e necessario, ma riprovarci, a questo giro, farebbe aumentare anche la rabbia e reprimere la rabbia è pericoloso. Lo si può fare in Cina, con Hong Kong, dove, nel silenzio più assordante e paradossale che mai, in quasi tutto il mondo, là, si sta compiendo uno scempio della libertà, ma è affar loro, perché quella Nazione ha un ordinamento totalitario. Però può esserci il condizionamento che diventa una calamita, per cui certe adozioni andrebbero nella direzione sbagliata e denoterebbero solo fragilità di carattere, per cui vorrei tanto sincerarmi che lei non imiti questo modello di repressione, fondato sul terrorismo sanitario, prima ancora politico. Se ciò dovesse accadere parte la gioia, la si elimina, condannando le persone ad una vita piena di paure.

Sono un cittadino, non sono un politico, non un giornalista.

Cordiali saluti 

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