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I giganti e i nani della politica

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Trento, 20 novembre 2020. - di Giannantonio Radice

Egregio Direttore, nella difficile e drammatica situazione che con ansia quotidianamente viviamo ,appaiono chiari alcuni particolari.

Il primo ci propone la profonda incapacità governativa di gestire con razionalità ed efficacia eventi che se lo scorso marzo potevano avere parziale giustificazione nella imprevedibilità e nella non conoscenza del male che ci aveva colpito, oggi ci vede impotenti destinatari di confusi e contraddittori provvedimenti che dall'esperienza vissuta evidentemente molto poco hanno imparato.

La seconda osservazione, diretta conseguenza della prima, riguarda la cocciutaggine, legata a beceri interessi di bottega, di voler fare tutto da soli.

Le ovvie conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. I continui appelli di coinvolgimento dell'opposizione sono stati sempre ignorati o respinti fino a quando l'eterno Silvio, dando ulteriore prova della sua statura di "Statista" si è mosso con il consueto pragmatismo fatto di atti concreti e propositivi.
Apriti cielo! I pseudo e ipocriti difensori dei cittadini, della loro salute e dei loro interessi si sono scatenati eccependo che Berlusconi agisce per interessi personali, per difendere le sue aziende, per acquisire meriti su una possibile nomina presidenziale, su un recupero di consensi in termini elettorali. E allora?
Questi potrebbero essere gli effetti del suo agire ma non è certo il propellente che lo spinge, data la sua riconosciuta generosità e l'innegabile altruismo, a seguire con pervicacia e determinazione il desiderio (suo e di tutti noi) di superare la grave crisi.

Un ulteriore elemento deriva dalla consapevolezza di non poter ricorrere a nuove consultazioni elettorali, cosa questa che induce la maggioranza a fare ciò che vuole nella consapevolezza che il potere rimarrà in loro mani fino a fine legislatura costringendoci così a subire i vari Conte, Azzolina, Bonafede, Lamorgese...Arcuri e chi più ne ha più ne metta!

E quindi che strada seguire se non quella indicata dal Cavaliere?

In questo quadro desolante di eventi straordinari è davvero difficile interloquire con chi ignora che la civiltà di un popolo deve obbligatoriamente transitare attraverso una solidale e leale unione , superando colorazioni e ideologie politiche.

È per tutto questo che risulta incomprensibile la reticenza, per non dire l'ostilità di forze politiche, anche di quelle che dovrebbero essere amiche, volta a contrastare se non boicottare questo illuminato e auspicato progetto.

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