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PdL, da partito della libertà a partito degli zerbini

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Silvio Berlusconi e Mario MontiVerona, 4 marzo 2012. - Caro Direttore, che gli elettori siano buoi (la definizione di "buoi" è una risposta alla battuta di Michele Croce, il quale diceva che per il PdL è ormai tardi, perché i buoi, ossia gli elettori, sono oramai scappati) , direi che lo sappiamo purtroppo da sempre. Quanto al destino politico, ne meritavamo davvero uno migliore. Quanto alle RESPONSABILITÀ POLITICHE, bisognerebbe che qualcuno ne rispondesse. La domanda resta: dove va la mandria? Ha forse un altro recinto dove raccogliersi? Possibile che abbiamo liquidato in un attimo la casa della/delle libertà? Faccio un esempio facile: possibile che nessuno (magari uno come La Russa, invece di perder tempo col Battaglione di S. Marco, anche se potrebbe essere utile a buttar benzina sul fuoco) riesca a riconoscere l'occasione d'oro di innescare la miccia della guerra civile che ci stanno offrendo i no-TAV?

La gente ha bisogno di una bandiera e di un contenuto politico forte; ad esempio la difesa della sicurezza e del diritto di passare per strada. Luttwak ci ha detto: da noi negli USA puoi dire quello che vuoi, ma se blocchi una strada ti facciamo sgombrare, con le buone o con le cattive; perché tuo diritto è protestare, ma mio diritto è passare. Se non adoperiamo la situazione di emergenza, come ha fatto Napolitano per il suo golpe, non ne usciremo; lo stesso Paolo (ndr Paolo Danieli) aveva profeticamente detto che l'ex governo B. avrebbe dovuto, ai primi segnali di crisi, prendere "misure drastiche". L'inciucio in atto, con Monti futuro Capo dello Stato nel 2013, significa consegnare il Paese alle forze che hanno voluta l'unità (i grembiulini verdi), e sottrarlo alle forze che l'hanno ottenuta (la borghesia italiana delle diverse realtà regionali). Se i vertici del PdL non sono capaci di liberarsi di B. adesso, e di tutta la farragine di ricatti, provvedimenti ad personam, processi in corso, fili rossi, la nostra forza politica diventerà, da partito di libertà, il partito degli zerbini. B. è diventato (o lo è sempre stato?) il manico col quale M. ci tiene in pugno. Il ramo secco va reciso, è doloroso ma è così, e ho messo tempo e fatica per rendermene conto. Non è ingratitudine, è realtà. La politica fatta così è conquista di posizioni, a prescindere da quali contenuti politici si mette nello sforzo della conquista del consenso; come si diceva ai tempi della DC: l'importante è esserci, dopo vediamo a cosa servirà. Sicuramente a riempirsi le tasche, vendendo la libertà dei cittadini.

Carlo Matteo Peruzzini

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