L'etologia del centrodestra

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Trento, 23 marzo 2021. - di Filippo Degasperi*

Egregio Direttore, l'etologia della coalizione dell'ex "cambiamento" dopo i riferimenti a gufi e sciacalli (quest'ultimo, epiteto per il quale il segretario della Lega, autonominato "capitano", aveva querelato chi gliel'aveva affibbiato) si arricchisce di nuove specie.

Stavolta non fuori dal perimetro della maggioranza, ma proprio nel suo baricentro.

Mi par di capire (e sottolineo "mi par") che nella lettura del presidente della Lega la baracca di Fugatti & c. da ieri si regge su qualche leone (da tastiera), cani e t*** (anch'esse, a scanso di equivoci, con una precisa collocazione nel regno animale).

Se così non fosse, una volta chiarito a chi si riferisse il presidentissimo, la coalizione del #cambiainpeggio che, tra un disastro e l'altro, vegeta da due anni e mezzo in Piazza Dante, dovrebbe procedere con un determinato repulisti.

Invece sono pronto a scommettere che, per rimanere in campo zoologico, arriveranno ossa da rosicchiare per tutti.

Insomma, gli insulti servono per gli elettori boccaloni che si sentono traditi e vanno rincuorati, ma quando le cose si fanno serie e in gioco c'è il potere, anche t*** e cani tornano comodi.


*consigliere provinciale e regionale

L'etologia del centrodestra