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Aumenti, inflazione....pensioni

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Trento, 30 agosto 2021. - di Giannantonio Radice

Egregio Direttore, qualche giorno fa mi trovavo con mia moglie, in un negozio per degli acquisti, quando la zelante e capace commessa, ci raccomandava di rivolgere la nostra attenzione ad un apposito stand, allestito con prodotti offerti con allettanti sconti.

L'opportunità, ci veniva detto, non andava sottovalutata in quanto la imminente stagione autunnale prevede una raffica di aumenti nell'ordine del 15/20%. Ringraziandola per la segnalazione, aggiungevo ironicamente, che in ogni caso l'eventuale aggravio sopravvenuto sarebbe stato agevolmente assorbito dall'adeguamento delle nostre pensioni! Ci abbiamo, naturalmente, sorriso sopra.

Senonché analoghe comunicazioni, che nell'occasione potevo far ricadere in una abile tecnica di vendita, sono invece ormai quotidianamente lette sui giornali, trasmesse dalle televisioni, comunicate da Enti Nazionali e non (Enel e affini per l'energia elettrica e gas, Banche per prodotti finanziari e per condizioni dei rapporti, edilizia in genere per prodotti di competenza, eccetera). Ciò mi ha indotto a riflettere ancora una volta sulla condizione dei pensionati e sul comportamento dello Stato nei loro confronti in quanto puntualmente penalizzati da una mancanza di perequazione che va avanti dalla caduta del Governo Berlusconi del 2011 in poi.

Ho così tirato fuori dal cassetto la cartellina riferita ai documenti INPS per verificare quale fosse l'importo della mia pensione al 1 gennaio 2012 per confrontarla con quella attuale, nella consapevolezza che pur in presenza di una inflazione contenuta dal 2012 ad oggi, è pur sempre aumentata di circa l'8,5%.

Non mi è venuto il "coccolone" perché, ritengo, sono riuscito ugualmente a sopravvivere a ben altre ingiustizie, a prevaricazioni, ad atteggiamenti arroganti e perché in presenza di catastrofi quali quelle che continuiamo a vedere, tale problema va in parte sicuramente ridimensionato.

Ciò però non toglie che il discrimine non può essere sempre rappresentato dal paragone con il peggio ma con quello che si ispira al meglio e soprattutto al "giusto" in sintonia con i principi costituzionali e di legge purtroppo calpestati e dimenticati con estrema disinvoltura da un certo apparato politico. A questo mi sento di appellarmi per ricondurre finalmente il trattamento economico nell'alveo corretto che gli compete.

Ah! Dimenticavo: la mia pensione di oggi (2021), rispetto a quella percepita nel 2012, differisce per 33,23 euro....IN MENO.

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