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Nuova Università Valdostana e il Tartufe Milanesio

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Bruno Milanesio con Augusto RollandinAosta, 16 aprile 2012. - Caro Direttore, nella lettera del 14 aprile l'amministratore unico della Nuova Università Valdostana, il geometra Milanesio, si qualifica quale novello Tartuffe quando giudica tartufesco il criticare la NUV con "lettere firmate" e platealmente elenca i recapiti della NUV stessa per ricevere pareri sull'ateneo aostano. Premesso che il timore di esporsi è frutto dell'arrogante gestione unionista del potere di cui Milanesio è parte integrante, è ovvio che quanto evidenziato agli indirizzi della NUV, se critico, non diverrebbe mai di pubblico dominio e quindi tali recapiti sono stati tartufescamente indicati non per democrazia ma per coprire ogni pubblico dissenso.

E Tartuffe/Milanesio confessa ingenuamente la sua ipocrisia scrivendo che c'è già stata l' "approvazione conclusiva del progetto preliminare": si deduce che il tempo massimo per le critiche è scaduto. Ma andava fatta a suo tempo una disamina approfondita sull'utilità della NUV, probabile buco nell'acqua calato approssimativamente dall'alto in modo analogo agli interventi su ospedale e aeroporto. Parlo con l'esperienza acquisita accanto ai miei figli: dopo il liceo classico normale (non quello sedicente "europeo" che l'UV ha inventato affinchè si insegni anche nell'inutile francese), si sono iscritti al triennio di economia in Valle, anche se l'indirizzo non era quello preferito, ma l'unico. Ottimi docenti, ma quasi tutti pendolari dalla Lombardia. Nella NUV chi insegnerà? In Valle manca l'humus per ipotizzare docenti locali, soprattutto per le facoltà scientifiche.

Né si è aperto un dibattito su quali facoltà prevedere e se queste contempleranno anche il biennio di specializzazione o si manterranno le quasi solo mezze lauree attuali. Le facoltà tecniche richiedono spazi diversi e maggiori rispetto a quelli delle facoltà umanistiche, ma di tutto ciò nulla si sa e comunque non si può più incidere su decisioni già cristallizzate nel "progetto preliminare". Si naviga a caso.

A Torino vi sono tanti bienni di specializzazione in economia, tra cui uno omogeneo al triennio valdostano; quindi i miei figli hanno seguito un percorso logico (con un'esperienza impensabile in Valle: il maggiore ha conseguito la laurea specialistica col massimo dei voti rispondendo anche a domande della professoressa Fornero che otto mesi dopo sarebbe divenuta Ministro; il minore lo sta seguendo a ruota) anche se il punto di partenza ha pagato lo scotto di un solo indirizzo di una minifacoltà in un miniterritorio.

La mentalità condominiale dell'UV ha fatto innamorare del termine Università senza approfondire le implicazioni complessive, comprendenti anche l'identikit di chi mai studierà in questa regione scartandone altre saggiamente strutturate in funzione di un ampio bacino d'utenza. L'improvvisazione e la superficialità regnano sovrane in una Valle ove l'opinione pubblica sonnecchia e metabolizza tutto, compreso il fatto che per divenire direttori d'orchestra di erigende Università non conti l'essere laureati e il non aver soggiornato in patrie galere: basta ossequiare l'UV oggi, anche se non lo si è sempre fatto ieri.

Giancarlo Borluzzi

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