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Dissennatezza generalizzata

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Monselice, 14 aprile 2022. – di Adalberto de' Bartolomeis

Egregio Direttore, il XXI secolo è la continuazione del precedente, in fatto di errori disumani, con conseguenze catastrofiche di grandi coinvolgimenti in conflitti armati, che alla fine viene anche duro da ritenere che nelle guerre ci siano vincitori e vinti.

Se pensiamo solo come è terminata la seconda guerra mondiale, con lo sgancio di due bombe atomiche, il 6 e 9 agosto 1945 su Hiroshima e Nagasaki, così, "bello e "finito" un conflitto di quell'epoca, perdurato sei anni, la "brillante" dimostrazione da parte di chi ha palesemente detto, "nel mondo comandiamo noi", statunitensi, non trascurando, certamente i loro migliaia di morti militari, per eliminare i totalitarismi, ha consapevolmente innescato un lungo processo di sfida, dalla parte di chi, dalla parte opposta, ha semplicemente detto: " non siete solo voi, unici al mondo a dovere dettare leggi...!" I russi ( la Cina a parte e dopo) sin già dai diffidenti accordi di Yalta, in Crimea, prima ancora che terminasse la seconda guerra mondiale, avevano fatto capire che un bel grande filo da torcere sarebbe stato, subito, di lì a poco, il loro conto che lo hanno ben steso a tappeto, lo hanno scientemente presentato e tuttora, mi sembra, non abbiamo mai mollato.

Della Russia, di questa Nazione non si può fare a meno, per tutto ciò che si è voluto, per molteplici interessi economici, convenuti e necessari. Oggi, non entrando nel merito come un certo comportamento abbia trascurato le potenzialità di questa Nazione, sottovalutando rivendicazioni nazionalistiche senz'altro antipatiche, di non considerare che, come esiste una specie di imperialismo occidentale, ma liberista e fondato su valori di democrazia, dall'altra parte c'è un imperialismo nazionalista sovietico, autarchico, che lo colloca in un conteso geo-politico, di fatto, esistente, perché indifferibile e persistente.

Ciò fa sì che gli atti di guerra che vengono perpetrati contro uno Stato aggredito, quale l'Ucraina, da parte dei russi, capeggiati da un capo che comanda da oltre vent'anni e decide con pochissimi "eletti" alla sua "Coorte", sono la conseguenza storica di un'espansione incompiuta, che ha trovato, dopo Stalin, Krushov e Breznev, accomodamenti e mal tolleranze di non avere potuto mantenere un assetto politico, a seguito di false conciliazioni diplomatiche internazionali, che hanno reso indipendenti e sovrani molti Stati che erano sotto influenza sovietica, in tutto e per tutto. Questi "mal di pancia" da parte di un Cremlino, in una città, dove altri caporioni della Storia non sono riusciti ad occuparlo, significa solo una cosa: che il destino di una supremazia geografica non può essere cancellato, con contrapposizioni di atti di forza che coinvolgerebbero, un'altra volta, molte Nazioni, senza risparmio di un olocausto ben molto più grande, perché ad andare di mezzo, potrebbe essere, se non tutta, ma quasi l'umanità intera.

Ecco che allora se prevalesse un po' di buon senso, ma con l'aggiunta anche di molta umiltà, le pazzie di uno solo non si moltiplicherebbero in pazzie anche di tanti altri che, in uno scenario da isterie collettive, altro non farebbero che acuire esasperazioni e totale mancanza di lucidità mentale a cercare strade sensate e non dissennate, come invece, sta accadendo, con muscolari atti di accanimento contro la realtà che non viene accettata, perché capovolta.

C'è ed esiste un "gigante Golia". Lo è, di fatto e con costui, chi riuscirà a capire che razionalità e ragione dovrà, malgrado stia dimostrando metodi atroci pur di evitare ciò che Hitler non riuscì a fare, ma lui sì, invece, capirà pure che moralmente è condannabile, ma materialmente non potrà mai essere perseguibile e tantomeno catturato per sedere in una seconda Norimberga, in quanto, diventa pure incontrovertibile un'altra realtà: potrà essere, forse, sconfitto su alcuni piani tattici militari, ma mai capitolerà, come Adolf Hitler e la sua Germania o Hirohito ed il suo Giappone.

Quindi, aiutare, non certo con le armi, peraltro scalcinate e di fabbricazioni di vecchie carrette uno Stato invaso, come è l'Ucraina, che dimostra pure l'ipocrisia da parte di chi ritiene di dare a questo Stato solidarietà, ma solo attraverso avveduta ragionevolezza e mediazione, a mio avviso, non falcidierebbe un popolo intero.

Al contrario: porterebbe alla fine di un conflitto, con operazioni militari, perché, da che mondo è mondo, tutte le manovre militari sono operazioni, che se ne dica, soltanto se determinate condizioni siano perseguite: niente armi da parte di un Occidente piuttosto divisivo e schizofrenico; cessione da parte di questa Nazione, l'Ucraina gl' interi sbocchi sul Mar Nero alla Federazione Russa, compresi i territori di Crimea e Donbass; neutralità dello Stato; solo eventuale partenariato alla NATO, ma non membro di un'Alleanza Atlantica e, soltanto dopo la fine di tutte le ostilità, con il raggiungimento dei negoziati di pace in Turchia, con il suo presidente Erdogan, Zelensky, Putin è Xi Jinping e nessuna ombra umana occidentale, una ricostruzione di tutte le città distrutte potrà avvenire con gli aiuti economici da secondo piano Marshall da parte dell'UE e degli USA.

Questa è la visione che mi aspetto che arrivino a pensare gli attuali signori politici governanti i quali, attualmente, non mi sembra abbiano tanto capito che tra dichiarazioni ed azioni che fanno, insensate, perché sbagliate, finiscono per far ripetere una guerra per trent'anni, se "va bene", perché potrebbe protrarsi per moto di più. Nel passato ci fu pure la guerra di cento anni, tra il Regno d'Inghilterra ed il Regno di Francia. Nessuno, penso e spero, sarebbe così pazzo per far finire l'esistenza delle persone in queste condizioni.

(nella foto Hiroshima dopo l'esplosione della bomba atomica)

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