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Banale soluzione di un problema

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Trento, 13 maggio 2022. - di Giannantonio Radice

Egregio Direttore, l'Italia ha una enorme risorsa produttiva che le deriva dall'essere meta continua di turismo nazionale e, soprattutto, internazionale. Non esiste popolo al mondo che non inserisca nei primi (se non al primo) posti quello di visitare il "Bel Paese" grazie alle sue molteplici proposte che variano da scorci paesaggistici mozzafiato godibili in qualsiasi fase dell'anno, a testimonianze culturali ineguagliabili forti di un passato storico che nessun altro Paese può vantare, a offerte di moda e....culinarie inarrivabili.

Tale fenomeno, poi, ha la peculiarità di investire l'intera penisola. Non c'è contrada che non possa vantare e mettere a disposizione "bellezza e fascino". Se poi trasferiamo tali fortune in termini economici, tale settore occupa costantemente i primi posti in quanto a PIL nazionale.

Il periodo migliore (quello estivo) è ormai alle porte e gli operatori, dopo due anni di affanni, preoccupazioni e difficoltà si stanno attrezzando sull'onda di un riavvio economico che fino allo scoppio del conflitto Ucraino-Russo, sembrava inarrestabile. Recuperate il terreno è dunque diventato indispensabile in vista anche di un futuro tinto di colori non certo limpidi, chiari e favorevoli.

Ebbene, in questo contesto una ulteriore drammatica difficoltà si aggiunge alle non rosee prospettive per il futuro: la ingiustificata difficoltà se non impossibilità di reperire personale che possa assicurare efficienza e corretta operosità alle strutture esistenti, desiderose solo di trasformarsi in "macchine" produttive.

Quale il motivo di tutto ciò? E' persino stucchevole e banale dare risposta a questa retorica domanda. I danni provocati dal Reddito di Cittadinanza che, come formulato e attuato, è stato in grado di produrre solo effetti diametralmente opposti a quelli che volevano far credere e che invece nascondevano il retro intento di acquisire, come è avvenuto e avviene, voti, hanno trasformato i potenziali lavoratori in pigri seriali, molto più propensi agli ozi domestici che alla ricerca di un dignitoso e responsabile lavoro.

Non è giustificabile come un problema di tale importanza per l'intero Paese non possa essere risolto. Sarebbe sufficiente un semplice e banale provvedimento che racchiuda il concetto dell'obbligatorietà (per i mesi di giugno, luglio e agosto, cruciali e assolutamente indispensabili per il turismo italiano) dei titolari di reddito di cittadinanza ai quali viene indicato la possibilità di un impiego diretto o indiretto, senza possibilità di opzione, ad accettare l'incarico pena la decadenza dei benefici (intanto per tale periodo) derivanti dall'elargizione.

Troppo facile!

Ma chi del Governo prende questa iniziativa? Prepotente e insuperabile è il "limite della politica del rinvio" perché esiste sempre un evento che può incidere sull'esito elettorale; una volta ci sono le Amministrative Regionali, una volta quelle Comunali, una volta quelle politiche una volta..... le minacce della suocera che promette di non farti più polenta, crauti, puntine e fasoi in bronzon!

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