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Una costituzione che segna il passo

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Trento, 8 luglio 2022. - di Giannantonio Radice

Egregio Direttore, nessuna legge è "per sempre ", nemmeno la regina delle leggi: la Costituzione. Nacqui due giorni dopo la sua promulgazione ed ho quindi vissuto la mia vita in parallelo a questo caposaldo giuridico apprezzandone in più occasioni la sua solidità e validità ma avvertendone anche i limiti che, in alcune occasioni, subirono poi opportune revisioni.

Ma il divenire è in continuo movimento e gli aggiustamenti, quando l'inadeguatezza diventa patologica, non solo sono opportuni ma necessari.
Governare il Bel Paese non è mai stato facile e la cosiddetta "Prima Repubblica" strutturata su un sistema proporzionale, cambiava Governo con una cadenza imbarazzante; una media di uno all'anno dal 1948 al 1994; ma poteva contare su partiti dalla forte identità! Poi, com'è noto, nel desiderio di assicurare una legislatura più duratura, meno litigiosa e troppo dipendente da piccole realtà politiche, il sistema elettorale passò da una logica proporzionale a quella maggioritaria.

La longevità dei governi effettivamente si è allungato ma l'ingovernabilità di fatto e il tasso conflittuale sia fra i partiti di coalizione al potere che fra quelli all'opposizione non ha conosciuto soste anzi ha rappresentato e rappresenta picchi che si credevano irraggiungibili determinando così una assoluta inadeguatezza governativa.

Da oltre dieci anni il problema della gestione dei tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario, è diventato patologico. La strumentale e interessata necessità dei partiti di assicurarsi la conquista del potere ha fatto sì che venissero varate soluzioni elettorali che permettessero ai proponenti di turno di goderne immediatamente i vantaggi dimostrando scarso contenuto democratico e , al contrario, dando prova di alto menefreghismo per il bene sociale. Gli effetti di tale depravazione istituzionale sono ancora una volta sotto gli occhi di tutti. La presente legislatura dopo i primi due negativi governi che hanno portato a quello attuale, ci presenta ancora forze politiche (Movimento5stelle in primis) che incuranti della competente e capace guida rappresentata da Mario Draghi, chiamato a viva voce da uno Stato ormai in stato comatoso, continuano, pur in coalizione, ad attuare dannose, dilatorie e fastidiose ostruzioni, incuranti delle drammatiche necessità quotidiane.

Le elezioni anticipate, alle quali si sarebbe dovuto ricorrere in presenza dell'incompetenza dimostrata, sono state puntualmente bloccate in nome di una verità ben conosciuta ma ,rigorosamente taciuta dai politici, quella cioè di tagliare il traguardo temporale del prossimo 24 settembre allorquando, finalmente, sarà maturato il privilegio della pensione prevista per i parlamentari anche per un minimo temporale di loro militanza !
Come porre fine a questo malcostume ormai divenuto cronico? Una soluzione è rappresentata da un opportuno, anzi necessario, intervento di variazione costituzionale con il varo di disposizioni atte a imporre agli eletti, rei di censurabili comportamenti, quella serietà, senso di responsabilità e rispetto verso i cittadini che purtroppo quotidianamente si vedono negati. Fenomeno, questo, ormai diventato irreversibile!

Una durata di tre anni della legislatura costringerebbe i partiti, per riproporsi poi con le carte in regola per un nuovo mandato, ad affrontare e risolvere i problemi con spirito pragmatico, veloce e coscienzioso ed esalterebbe una vocazione governativa decisa e più sincera attualmente troppo vincolata ad una moltitudine di partiti più o meno corposi. Una tale scelta produrrebbe anche la positiva conseguenza di riforme procedurali e burocratiche efficaci e snelle ma soprattutto costringerebbe finalmente tutte le compagini partitiche a circondarsi di persone finalmente competenti.

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