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Polemica POS

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Trento, 15 dicembre 2022. - di Giannantonio Radice

Egregio Direttore, la querelle esplosa attorno ai provvedimenti che interessano l'uso dei pos e del contante anziché condurre alla ricerca di una soluzione equa e semplice, sta invece rappresentando una stucchevole e falsa enunciazione di principi ideologici basati sul concetto di "Libertà" che è una cosa seria e non un dogma(ahimè abusato) da utilizzare secondo le proprie convenienze.

È opportuno dunque rientrare nell' alveo di un ragionamento reale e pragmatico mettendo da parte inutili e inadatte ipocrisie. Partiamo dunque da uno stato di fatto.

Gli interlocutori interessati e di riferimento sono quattro: le Banche, lo Stato, i commercianti e gli utenti.

1 Le Banche, nel bene e nel male rappresentano un irrinunciabile ancorché imposto interprete. Nel nostro vivere quotidiano è ormai ( anche se molti ne farebbero a meno) elemento che non ha alternative. A titolo esemplificativo se non siamo titolari di un conto non siamo in grado di ritirare il nostro stipendio o pensione, non possiamo pagare, se non affrontando ulteriori costi, bollette, imposte e quant'altro, tutte incombenze che sono obbligatorie e che invece dovrebbero essere permesse senza la Forca Caudina della "piattaforma Banca". L'effetto collaterale è dunque la titolarità di un conto che, a prescindere, ha già un dovuto costo base di diverse centinaia di euro che va ad aggiungersi le mille commissioni previste per ogni tipologia di operazione che inevitabilmente verrà poi effettuata e ad ulteriori 35 euro (100 per persone giuridiche) se hai giacenza media nell'anno di 5000 euro, da riconoscere allo Stato quale imposta di bollo. Ritornando al problema Pos nessuna banca, tranne rarissime eccezioni, offre, a parziale soluzione della diatriba, la cancellazione o la revisione del balzello previsto sull'utilizzo telematico per i pagamenti.

2 Lo Stato, che incita e favorisce il ricorso all'uso della carta di credito, si chiama fuori affermando che non può intervenire sulle commissioni bancarie in quanto di esclusiva competenza di soggetti privati per cui eventuali proprie pressioni cogenti ricadrebbero nell'incostituzionalità. E se invece intervenisse con proprie e discrezionali iniziative di sostegno? Ad esempio, come atto di riscontrabile volontà risolutiva, togliendo l'odiosa imposta di bollo sui conti correnti. Chissà se tale iniziativa spingerebbe anche le banche, molte delle quali hanno usufruito molto generosamente di aiuti statali in presenza di rovesci finanziari drammatici e dannosi per i correntisti, ad analogo virtuoso comportamento!

3 I commercianti sono soggetti colpiti dalle operazioni che riguardano l'utilizzo dei Pos in quanto ad ogni transazione si vedono depauperati di una, più o meno alta, commissione; hanno però, dalla loro parte, un'arma che è quella di "girare" tale aggravio sul consumatore intervenendo opportunamente sui prodotti venduti.

4 E infine gli utenti; Per descrivere il contesto in cui vive tale categoria, desidero rivolgere ai lettori solo una domanda: secondo voi fra le quattro categorie sopra descritte quale indossa in modo perfetto l'abito di "Pantalone"?

Sono certo che se dovessi ricevere 1 centesimo da chi esclude le prime tre, diverrei ricchissimo.

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