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Mario Giuliano ci racconta la verità

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Mario GiulianoTrento. 20 maggio 2012. - di Mario Giuliano

Caro Direttore, devo rettificare alcune delle affermazioni uscite nei giorni scorsi sul giornale "L'Adige". Non è vero che il termine di un mese che ho dato a tutti gli assistiti per darmi una risposta implicita o esplicita scadesse a fine aprile. Infatti l'ultima mia raccomandata è stata ritirata il 17 aprile, quindi il relativo termine scadeva ieri e io avevo bisogno di tutte le risposte per far quadrare i conti. Oggi, puntualmente, sto procedendo con i bonifici.

Platealmente falso è invece che io non abbia difeso le ragioni di tutti in Tribunale, come chiunque da tempo può verificare consultando le memorie che ho versato nel procedimento nella sezione iniziative legali del sito: http://comitato26gennaio.blogspot.it/, e come sanno benissimo coloro che mi hanno diffamato.

Gli autori di tale affermazione meriterebbero una querela che per il momento risparmio loro. Mi auguro non vogliano insistere.

Si continua poi a fare disinformazione attribuendo all'ordinanza e alla sentenza un valore che queste non hanno, inducendo in tal modo la gente a ritenere che la partita sia chiusa, quando invece quei provvedimenti non impediscono l'esperimento di una causa civile a nessuno, neppure ai cittadini del comprensorio (e di Levico) non costituiti.

Deve invece essere chiaro che coloro che mi hanno intimato pretendendo tutto per loro, lo hanno fatto facendosi forte del volere della controparte, alcuni spingendosi addirittura a querelarmi. In modo temerario, visto che non ho mai inteso appropriarmi di alcunché ma ho solo tentato di fare chiarezza e di ottenere risposte di cui avevo bisogno. Ma tant'è.

Ho studiato l'esperibilità del sequestro liberatorio, istituto usato raramente, ma esso comporterebbe che il conflitto che ora è solo potenziale diverrebbe attuale, visto che dopo il sequestro deve essere, in un termine breve, instaurata la causa di merito. E io non posso e non voglio assumermi questa responsabilità, ed oltretutto ciò non è affatto opportuno.

Alcuni mi hanno addirittura chiesto pretestuosamente le fatture dei 50 euro pagati per l'avvio dell'azione, sapendo benissimo che tale importo è stato versato a Nimby in forma di donazione e poi Nimby ha pagato il sottoscritto. Pertanto le fatture le ho fatte a Nimby, farò invece agli interessati le fatture di saldo. Tutta la documentazione fiscale verrà messa su una sezione riservata del sito la cui password verrà comunicata ai costituiti.

Spero mi si riconosca che ho fatto tutto il possibile per cercare di evitare questa frattura, che credo lascerà purtroppo una ferita duratura.

Certo chi ha organizzato queste iniziative dissennate di aggressione al proprio legale, e ha favorito la divisione delle parti civili nella quale sperava l'imprenditore, ne risponderà moralmente.

Rimane l'assurdo che la volontà dell'imputato che se l'è cavata a buon mercato valga di più di un provvedimento giudiziale che non c'è o non vale.

Ringrazio ad ogni modo tutti coloro che hanno donato al Comitato 26 gennaio, che sarà così in grado di proseguire nella ricerca soprattutto sul versante sanitario-epidemiologico, che è quello più serio, a dispetto di coloro che hanno cercato di impedirlo.

Cordiali saluti

Mario Giuliano

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