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Lavoro in Western Australia

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borluzziAosta, 25 maggio 2012. - Caro Direttore, l'articolo sull'aostano intenzionato a trasferire a Perth l'attività di pasticciere finora svolta in Aosta mi spinge ad aggiungere alcune informazioni pratiche, utili a chi è disposto a risolvere i suoi problemi occupazionali lontano dall'Italia. Ero a Perth nel novembre scorso e racconto alcuni fatterelli indicativi di una realtà lavorativa opposta alla nostra. Con i miei figli cercavo posto in un bar/ristorante e a portare un'ulteriore sedia e ricevere l'ordine arriva un giovane padovano entrato in Australia da poco grazie a un visto online che l'autorizza a cercare lavoro.

Ha risposto all'inserzione su un quotidiano che ricercava personale per il bar nella zona centralissima ove l'abbiamo incontrato, è stato assunto sui due piedi e guadagna 800 dollari australiani alla settimana (circa 630 euro), fa liberamente colazione, pranzo e cena nel luogo di lavoro e dorme in un economico residence per stranieri da cui a piedi va al luogo di lavoro. Più banale di così...

Nell'Australia occidentale c'è un boom che attira persone da ogni parte del mondo e questo non tanto o non solo per difficoltà di impiego nel proprio paese, ma anche come scelta di vita; questo vale soprattutto per giovani donne: ho incontrato ragazze provenienti da Tokyo, Winnipeg, Hannover e da altre località certamente non "disperate".

Un esempio indicativo: nel deserto ove pullulano le miniere e i centri "abitati" distano tra loro cento chilometri ho percorso una deviazione prima asfaltata e poi in terra rossa tra una bellissima vegetazione abitata solo da canguri, struzzi e serpenti. Giunto così a Ora Banda, località storica, leggo l'insegna che riporta il numero dei residenti: uno.

C'è un parcheggio immenso, la bandiera che sventola, rari alberi strani e un pub con porticato in legno e saloon stile far-west con possibilità di dormire. L'abitante fisso non c'era, l'avevamo incrociato guidando. C'era invece la dipendente del pub, che serve birre, patate, pizzette e panini: si tratta di una giovane svizzera che abitava a Zurigo sul Limmatquai, la zona più chic della prima città della Confederazione.

Scelta di vita, anche se per immergersi tra la folla tale ragazza deve fare un'ora di auto per raggiungere Kalgoorlie, il capoluogo che ha meno abitanti di Aosta.

Il mio scritto è un invito ai giovani senza lavoro: un po' di fantasia e provate! Aggiungo: la conoscenza di un po' d'inglese è imprescindibile e il francese non serve a niente, come sostanzialmente in tutto il pianeta.

Sull'elenco telefonico c'è il mio numero, chiamatemi se desiderate consigli.

Giancarlo Borluzzi

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