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Val d'Aosta e la errata toponomastica

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pannelli valdostanipannelli valdostanipannelli valdostaniAosta, 10 agosto 2012. - di Giancarlo Borluzzi

Caro Direttore, "Ci stiamo attivando per le correzioni del caso, così da riconsegnare i pannelli al più presto a tutti i cittadini": in tal modo l'8 marzo in questa rubrica parlò non Zarathustra bensì Davide Sapinet, sindaco di Saint Nicolas. Il fatto: in un panoramico luogo di sosta poco sopra il centro di tale comune erano posti dei pannelli indicanti le vette visibili, pannelli con innumerevoli quanto grossolani errori di toponomastica. Lo segnalai in questa rubrica e il sindaco rispose con il virgolettato. Dopo 5 mesi e in piena stagione turistica i pannelli incriminati sono stati asportati, lasciando gli antiestetici supporti, ma non sostituiti con altri. Promessa non mantenuta, mica bello.

Peggiore è stato il comportamento del sindaco di Aosta Bruno Giordano. Il fatto: nel giugno 2010, poco dopo il suo insediamento, evidenziai in questa rubrica che all'inizio degli anni '90 furono posti in una decina di punti strategici in Aosta dei pannelli con l'indicazione del percorso verso i principali alberghi. Ma a metà degli anni novanta l'hotel Ambassador cambiò destinazione e i pannelli rimasero gli stessi. Una decina d'anni fa l'hotel Mont Fleury chiuse i battenti ma non ci furono aggiornamenti. Da alcuni anni l'hotel Holiday Inn ha mutato gestione e nome, ma i pannelli non sono stati corretti. Fu risposto che una ditta specializzata doveva risolvere il problema, ma dopo due estati e mezza nulla è stato fatto. L'allievo di Bruno Milanesio è insensibile verso le esigenze dei turisti, anche se vari altri pannelli, singolari nel contesto evidenziato, recitano "Aosta città ospitale". Mica bello non mantenere le promesse, soprattutto se coincidenti con doveri d'ufficio.

Più politicamente virtuosi di Bruno Giordano sono certamente i sindaci dell'alta valle del Gran San Bernardo. Il fatto: furono localmente esposti dei cartelli raffiguranti la vallata con i nomi delle vette. Non un disastro come quello di Saint Nicolas, ma quasi: presso Zermatt era posto il Monviso, forse sperando di incrementare il turismo visto che alla sua base, Bossi imperante, si tenevano noti riti e si poteva sperare in locali soste di pellegrini padani. Lo scrissi in questa rubrica, i cartelli furono tolti senza promessa di reinstalli corretti, mai avvenuti. Viva la sincerità.

Però, in tale zona, un impegno ci dovrebbe essere, anche senza pubbliche promesse. Il fatto: nella più bella area picnic della valle del Grande c'è un avviso, ripetuto quanto infarcito di errori; basti dire che una riga recita testualmente: "Nell'auguarvi una buona permannenza, Vi ringrazimo per la collaborazione". Manca una "r", c'è una "n" di troppo, manca una "a". L'avviso è anonimamente firmato "Il gestore", ma il sindaco responsabile saprà certo individuare il luogo e correggere. Così i turisti faranno delle battute solo sulle varie "gabelle" per l'uso dei tavoli, difficilmente tali da compensare i costi di esazione in una regione privilegiata che le prevede pur ricevendo dallo Stato ben più di ogni tassa qui prodotta: sarebbe positivo eliminarle curando altresì ogni cartellonistica per non essere derisi da turisti e amanti della montagna. Questo è importante, non il ridenominare alla francese i nomi di alcune frazioni, fatto che inorgoglisce solo i fanatici delle specificità costruite a tavolino.

 

Giancarlo Borluzzi

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