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Dopo l'investimento di Aosta, alcune considerazioni......

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Investimento di-mamme-e bimbi ad AostaAosta, 2 febbraio 2013. - di Giancarlo Borluzzi

Caro Direttore, sull'investimento dei due passeggini in Aosta vorrei indicare il nocciolo del problema che il triste fatto ha evidenziato, bypassando gli scontati commenti epidermici di chi si sofferma su ciò che si ritrova a valle senza riflettere sulle ragioni a monte. Parto da una considerazione epidermica pure essa: quanti 21enni vorrebbero una 500 o una Panda ma non se la possono permettere? Il nostro non-Vettel non possedeva un'Aston Martin, ma certo un'auto (l'Audi A3, manco l'A1) dal costo triplo rispetto alle due Fiat preindicate. Come ne è entrato in possesso?

Domanda legittima visto che per "guadagnare" tale non-Vettel evidenzia l'hobby di assaltare le tabaccherie; non-Vettel che assume cannabis (i chewing-gums costano assai meno!) e pure fuma sigarette dal pacchetto dichiarato ballerino in auto.

Qui mi fermo e passo all'aspetto politico. Oggi i media vogliono far pensare che esistono solo due tipi di Europa; quella "rigida" sui conti voluta dalla Merkel e accettata da Monti e in buona misura da Bersani e quella più "disinvolta" e a suo modo keynesiana proposta da Berlusconi.

Non entro in merito, ma dico che l'attuale Europa a corrente alternata è figlia della superficialità alla base dell'illusione che un accordo politico generasse ipso facto un'omogeneizzazione tra le economie.

Si è giunti a 27 Stati membri già in procinto di aumentare di numero, ma le loro economie non sono sincronizzate e chi nasce in Stati che "vanno più piano" tende a trasferirsi ove le economie sono più consolidate sfruttando i meandri di legislazioni partorite secondo finalità politiche che beffeggiano i fondamentali dell'economia stessa.

I sei Stati firmatari dei Trattati di Roma dovevano incrementare di numero in tempi più ampi aggregando economie omogenee e senza ritenere che, politicamente, il numero sottintendesse potenza.

Il non-Vettel è colpevole giuridicamente ma nel contempo vittima politica dell'assurda Europa che si è voluta costruire. E' comprensibile che Cameron proponga un referendum, anche se sarebbe preferibile ripartire dai Trattati di Roma senza utopie politiche, restando ancorati alle leggi dell'economia senza fughe in avanti che causano salti nel buio e investimenti di neonati sui marciapiedi da parte di giovani fumatori automuniti con l'hobby della cannabis e dello svaligiare tabaccherie con armi giocattolo.

Dopo l'investimento di Aosta, alcune considerazioni......

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