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Courmayeur, di fronte all' 'ipocrita' cambio del nome

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CourmayeurAosta, 25 febbraio 2013. - di Giancarlo Borluzzi

Caro Direttore, la Valle d'Aosta è la regione delle ipocrisie e una doppia conferma giunge dal mutare il nome di Courmayeur aggiungendo il riferimento al Monte Bianco. Anche se il cosiddetto gruppo omonimo è complessivamente più francese che italiano (e in piccola parte svizzero), è però indiscutibile che il Monte Bianco singolarmente considerato si trova al novanta per cento in Italia e qui si snodano le sue vie che fanno parte della storia dell'alpinismo. Posto che sul versante transalpino c'è Chamonix Mont Blanc, appare giustificato aggiungere a Courmayeur il riferimento che sarà approvato da un referendum dall'esito scontato.

Ma due ipocrisie dominano: Chamonix si trova in Francia e il riferimento al Bianco nella lingua di Voltaire è normale. Invece Courmayeur è in Italia e indicare in francese la più alta cima delle Alpi è un'anormale ipocrisia politica: in questa parte d'Italia giornalisti valdostani doc ritengono che solo lo 0,1 per cento dei residenti utilizzi la lingua francese (io penso che al massimo sia lo 0,1 per mille).

Ma non domina solo il lato faceto dell'operazione, c'è pure quello dannoso dovuto al fatto che potenziali turisti transoceanici, leggendo il termine in lingua francese aggiunto sia a Chamonix quanto a Courmayeur, non hanno immediatamente chiaro a quale Stato le due località appartengano e possono errare nelle prenotazioni o nei programmi di viaggio.

Ma, ovviamente, ai fanatici del francese in Valle scomparso interessa solo l'ideologia anche se fa a pugni con la realtà.

A questa prima ipocrisia se ne aggiunge una seconda: non esiste un amore effettivo per il Monte Bianco da parte di quanti hanno approvato la costruzione dell'indecente nuova funivia fino alla punta Helbronner. Non si rispetta l'ambiente montano prostituendolo per ottenere introiti da parte di chi, oltretutto, neppure abbisogna del pugno in un occhio costituito da tale impianto: infatti, e purtroppo, dal versante francese già si giunge alla punta Helbronner, per cui sarebbe bene che chi vuol spendere denari in mezzi meccanici partisse da Chamonix.

Oltretutto (informazione utile agli assatanati delle finzioni francofone che notoriamente non sono documentati in montagne), chi arriva al cocuzzoletto chiamato Helbronner non si trova davanti al più bello spettacolo delle Alpi, come hanno erroneamente già affermato e affermeranno ancora i cantori del micronazionalismo valdostano. Certamente trova maggior soddisfazione chi, ad esempio, sale in funivia alla Diavolezza, ai piedi dell'incombente Piz Palù e con la vista del gruppo del Bernina; oppure, altro esempio, se sale col Metro Alpin a quasi 3500 metri di fronte al grandioso Mischabel, oltretutto con un trenino totalmente interrato. Ma i fautori delle finzioni francofone non si sono documentati su tale minitunnel svizzero, anche perché probabilmente non sono neppure al corrente della sua ormai datata esistenza.

Dal cocuzzoletto preindicato si possono raggiungere panorami sicuramente notevoli, ma senza esperienza e attrezzatura è cosa off limits, per cui la nuova funivia sarà inutile: serve solo per introitare denaro offendendo la montagna con impianti e costruzioni a lei consoni quanto una gigantesca montagna russa nel cuore di Portofino.

Quindi è ipocrisia pura pensare che l'aggiungere a Courmayeur il nome, oltretutto innaturalmente francesizzato, di una montagna costituisca deferenza verso la stessa: non lo è se si mescola con l'attentare all'ambiente alpino riducendone una parte a balera diurna.

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