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Esame di ammissione alle specialità mediche: le modifiche potrebbero essere penalizzanti

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specialità medicheVerona, 6 marzo 2013. - di Veronica Chini

Buongiorno Direttore, sono una studentessa del 5° anno di medicina a Verona. Vorrei chiedervi di pubblicare questa mia lettera che raccoglie alcune riflessioni a riguardo della proposta di modifica dell'esame di ammissione alle scuole di specialità mediche. E' ormai da qualche mese che si è iniziato a parlare di modifica dell'esame, ma ora tutto questo sembra essere imminente.

In alcune Università il malcontento è tanto perché, da un momento all'altro, molti studenti rischiano di veder vanificati tutti gli sforzi fatti in questi anni. Questa modifica potrebbe modificare non poco il futuro di molti aspiranti medici, spesso penalizzandoli.

Alcuni studenti a favore di questa modifica hanno avuto ampie possibilità di far conoscere le proprie idee al Ministro Profumo, attraverso contatti diretti con il Ministero, ma esistono anche molti gruppi di studenti non favorevoli. Far sentire la propria voce attraverso i quotidiani è l'unico strumento che, al momento, è a nostra disposizione.

 

"Fin dall'infanzia ti viene insegnata una regola, la regola delle regole: le norme del gioco non si possono cambiare a carte in tavola!

Tu cresci tenendo bene a mente questo insegnamento e sai che, anche se le regole sono sbagliate, la partita si finisce comunque e poi eventualmente se ne inizia una diversa, con delle regole nuove.

Pian piano inizi a capire come tutto questo sia importante perché impari che quando farai delle scelte, dovrai tener ben presenti le regole del gioco, quel gioco chiamato "vita", perché infrangerle, andrà solo a discapito tuo.

E così, ormai grande, inizi a fare le tue scelte.

Scegli di iscriverti all'Università di medicina e fortunatamente superi quel grande ostacolo, rappresentato dal test d'ammissione, e sei finalmente una matricola! Pian piano inizi a ingranare, vivi giorno per giorno e non pensi ai due traguardi "laurea" e "specialistica", che sono ancora troppo lontani per essere presi seriamente in considerazione.

Arrivi poi al 3°-4° anno e inizi a guardarti attorno...ecco che quindi pensi di fare due calcoli sulla media dei tuoi voti, inizi a capire quali sono quei benedetti esami che, se superati con un buon voto, ti daranno qualche punticino per entrare nella specialistica e inizi a frequentare quei famosi corsi a scelta libera.

La specialistica, molto probabilmente, la farai nello stesso ateneo, sai che la maggior parte dei tuoi "rivali" per l'ammissione saranno tuoi attuali compagni che hanno trascorso con te i sei anni precedenti, che hanno fatto gli stessi tuoi esami, trovando le stesse difficoltà nelle materie più impegnative e prendendo, come te, voti alti in quelle più facili...si parte tutti più o meno allo stesso livello, e quindi forza e coraggio e si continua a studiare!

Ci sono regole scritte chiare e tonde... non puoi far altro che seguirle, ti adegui e vai tranquilla.

Non potresti mai nemmeno lontanamente pensare che un giorno tutto possa essere cambiato sotto il tuo naso, ti ricordi bene la regola delle regole!

Un giorno però senti parlare di "possibile modifica dell'esame di ammissione alle specialistiche". All'inizio non ci badi molto, sei convinta che la modifica non ti toccherà, entrerà in vigore solo con le nuove matricole di medicina. E invece no! La modifica partirà proprio dall'anno prossimo e tu, che sei "solo" a metà del 5° anno, ti troverai con un esame tutto nuovo e con delle regole nuove fiammanti.

La prima modifica: cambia proprio l'esame in sé. Inaspettato ma accettabile, maggior limpidezza e trasparenza, meno soggettività nella correzione degli esami!

Seconda modifica: esami con graduatoria nazionale! La tua facoltà è tra quelle in cui solo pochi si laureano con il 110 e lode mentre ce ne sono altre in cui la stragrande maggioranza degli studenti ottiene il massimo dei voti. Qui inizi a capire che le diverse facoltà di medicina d'Italia non sono uguali. I programmi sono diversi, il metro di giudizio è diverso, si danno pesi diversi ad esami e tirocini, ecc.

A questo punto si ipotizza di dare molta importanza all'esame di ammissione e lasciare da parte molti aspetti del curriculum dei sei anni, così da essere tutti alla pari!

Ma come, tu hai seguito le regole, hai rifatto esami per prendere voti più alti e trascorse ore a seguire corsi a scelta che ora, forse, non servono più?

Ora, da un momento all'altro, ti viene detto che il tuo voto viene paragonato a quello di un altro ateneo, dove, vista la media dei voti di laurea, si potrebbe pensare che con sforzi minori si ottengono risultati maggiori (o si può sempre pensare che in alcune facoltà si concentrino tutti i geni d'Italia!).

La nazionalizzazione del test forse è un obiettivo da raggiungere, ma è corretto raggiungerla oggi? Non ci sarebbe prima la necessità di uniformare i diversi atenei?

Inoltre, non si dovrebbe dimenticare che le norme del gioco non si possono cambiare a carte in tavola!

La firma del ministro Profumo per questa modifica sembra imminente.

E' giusto decidere del futuro di migliaia di aspiranti medici sentendo solo una campana e approvare una modifica del genere spinti da un gruppo di studenti a favore, ignorando tutto il gruppo degli studenti contro?

Si sa che solo sbagliando s'impara. Va bene, con l'attuale regolamento d'accesso alle specialistiche si sono fatti degli errori e quindi è giusto cercare di migliorare, ma non sulla pelle di migliaia di studenti che hanno ormai dipinto il proprio percorso basandosi su quelle vecchie (magari anche sbagliate, ma pur sempre certe) regole!" 

Esame di ammissione alle specialità mediche: le modifiche potrebbero essere penalizzanti

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