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Aosta, no parking pirata

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Giancarlo BorluzziAosta, 19 marzo 2013. – di Giancarlo Borluzzi

Caro Direttore, non sono assolutamente fanatico nell'osservare le regole del traffico, a meno che il non rispetto delle medesime comporti rischi per qualcuno. Come nell'indecente caso che espongo.

Aosta, ore 10.15 di martedì 19 marzo 2013: salgo a piedi lungo viale Gran San Bernardo dalla rotonda dell'Ospedale; dopo duecento metri, sul lato dei numeri pari, c'è la sede di una nota società di brokeraggio, il cui cortile ha parcheggi non sempre sufficienti. Nell'orario indicato vedo ben 5 auto, generalmente dei Suv, parcheggiati sul marciapiede di fronte alla sede tinteggiata in singolare verdino del broker rendendolo totalmente non usufruibile. Chi scende a piedi deve passare 5 volte sulla strada nello spazio di 40 metri, superando anche la neve rimasta dal giorno precedente.

Da un'auto grigio metallizzato, sicuramente chiara, esce chi mi pare fosse (lo vedo solo quando è lontano, se sbaglio chiedo venia) il presidente dell'ANCE valdostana Federico Jacquin, cui urlo che non si parcheggia così e telefonerò immediatamente ai vigili urbani perché è inaccettabile tale deridere le norme della viabilità causando pericoli: come tutti, anche chi va da un broker deve partire di casa per tempo sapendo di dover forse parcheggiare lontano. Quanto ho visto è prassi costante in tale zona: la giunta Grimod fece porre dei pali vicino all'ingresso di tale sede, ma i parcheggiatori incivili non hanno cambiato il loro hobby bensì la zona di ingombro totale dei marciapiedi.

Prima ancora di arrivare a casa chiamo i vigili che prendono nota del luogo, ma dicono di non avere al momento alcuna pattuglia.

Dopo un quarto d'ora esco in auto da casa mia, poco oltre la zona dei parcheggiatori formatisi alla scuola di Spaccanapoli, e noto totalmente sul marciapiede antistante il broker ancora 5 auto, ma con una diversa dalle precedenti; in più, però, un'altra auto sul lato stesso dell'assicuratore, occupante tutto il marciapiede in un tratto vicino alla curva, con l'obbligo per il pedone di transitare sulla strada, in zona pericolosa, per proseguire.

Ritelefono ai vigili, la stessa persona mi risponde che sono ancora impegnati altrove; mi offro di rilevare le targhe o di portare in auto un vigile sul posto: ipotesi bocciate perché non protocollari. Ma non si può invitare il broker a tenere un corso di parcheggio per quelli che paiono essere i suoi clienti?

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