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Fondazione Edmund Mach. Le precisazioni di Filippin

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Giuseppe FilippinTrento, 22 marzo 2013. - di Giuseppe Filippin *

Egregio Direttore, in seguito al punto di vista del dott. Francesco Salamini (F.E.M.) pubblicato dal quotidiano "L'Adige" in data 20.03.13, mi preme esprimere, secondo il principio del diritto di replica, le seguenti brevi considerazioni. Dopo la mia interrogazione sulla conduzione della Fondazione Edmund Mach, tesa a rendere trasparenti i comportamenti della dirigenza, sul quotidiano "L'Adige" d.d. 20.03.2012 sono state riportate sia le considerazioni dei dipendenti che del presidente.

Ora, se si possono comprendere le ragioni dei 306 dipendenti che non intendevano assolutamente assumere, con la lettera/denuncia di critica agli sprechi, posizioni politiche, meno plausibile e non condivisibile pare la considerazione del dott. Francesco Salamini contenuta nella citazione in latino che non tutti conoscono, ma che è presente sulla facciata del tribunale di Milano, sotto la scritta "Giustizia" e che recita: "La giustizia consiste nella costante e perpetua volontà di attribuire a ciascuno il suo diritto. Le regole del diritto sono queste: vivere onestamente, non recare danno ad altri, attribuire a ciascuno il suo". In particolare, il secondo precetto richiama, secondo l'autore, la necessità di comportamenti altruistici che non devono recare danno ad altri e, nell'articolo, viene ipotizzato il compimento di un'"azione disumana" (cioè il diritto di fare male agli altri) da parte di quanti non hanno seguito tale insegnamento. Ritengo necessario precisare che il rispetto delle regole, nonché la trasparenza sull'uso delle risorse pubbliche costituiscono principio inderogabile per quanti rappresentano il bene comune sia all'interno delle Istituzioni, sia all'interno dell'assemblea legislativa provinciale, che negli enti strumentali come la F.E.M.

Con l'interrogazione, strumento democratico dei consiglieri tutti, si desiderava fare chiarezza su alcuni aspetti denunciati da ben 306 dipendenti. Peraltro, il Cda ha confermato l'assoluta correttezza del reincarico, in qualità di necessaria memoria storica, affidato all'ex direttore Dini che comunque scadrà a breve. Per il brindisi di addio si conferma il pagamento personale da parte del dott. Francesco Salamini del conto "prima fatturato alla Fondazione". Nessuna volontà di recare danno ad altri quindi, ma l'esigenza di richiamare a comportamenti sobri in un momento di grande difficoltà per tanti lavoratori che non hanno più certezze per il futuro e certamente, la necessità di attribuire a ciascuno il suo.

 

* E' consigliere provinciale del gruppo misto

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