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Ivrea: il prossimo 26 maggio si eleggono sindaco e consiglio

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Alberto TognoliAosta, 7 maggio 2013. - di Giancarlo Borluzzi

Caro Direttore, l'Italia va a rotoli e la colpa è addebitabile anche ai partiti, ai loro comportamenti grettamente finalizzati al proprio esistere. Ovviamente le decisioni riguardanti il vivere collettivo vanno prese, ma queste non dovrebbero soggiacere ai giochetti che i "partiti organizzati" (marchingegni funzionali alla cattura di acritici consensi da utilizzare generalmente per incarichi di governo e sottogoverno la cui appetibilità non è data dal poter permeare della propria ideologia le scelte operative, bensì dalla prosaica remunerazione degli incarichi stessi) pongono in essere quale necessità esistenziale: quindi, ben venga ogni aggregazione temporanea quanto spontanea di cittadini mossi solo dalla volontà di risolvere con il buon senso comune questa o quella problematica.

Sul fallimento dei partiti, fallimento riconoscibile da ogni analisi collegata al buon senso comune ancorché non ammessa ovviamente dagli stessi, può bastare, quale esempio tra i tantissimi possibili, la questione legata all'Imu. Questa tassa è stata il frutto della demagogia: non ridurre l'infinità di spese inutili nel settore pubblico per non inimicarsi qualcuno, ma ricorrere a una tassa che ha penalizzato tutto il settore immobiliare, ma con il pregio di quella non evidenziazione immediata che ci sarebbe stata col taglio o il ridimensionamento di strutture pubbliche elefantiache, tali anche per assunzioni "politiche".

Tassa che lo scorso anno ha inciso sulle tasche dei cittadini, e quindi su quella loro possibilità di spesa che fa parte del volano dell'economia, nella misura di 3.5 miliardi provenienti dalle prime case e 20.5 miliardi dalle case non prime. Il rapporto tra le due provenienze la dice lunga sul rispettivo impatto nei confronti del mercato immobiliare. Ebbene, quale è stata la bella pensata di partiti organizzati (grazie soprattutto a finanziamenti pubblici)? Urlare demagogicamente per l'abolizione dell'Imu, e quindi fingendo di voler eliminare il peso dei suoi 24 miliardi complessivi, ma sottovoce sottintendere che il riferimento è solo al gettito da prima casa, ergo i 3.5 miliardi, nell'insieme una cifra marginale ma che serve a inculcare ai possessori di prime case la convinzione che essi vengono tutelati. Demagogia globalmente dannosa, quantunque elettoralmente pagante, perché il voto è personale e i possessori di prime case sono di entità ben maggiore rispetto a quelli di più case e al numero di quanti operano in società del settore immobiliare. Ovviamente si è così depressa l'economia di tutto il comparto edilizio con crisi occupazionale nel mattone e nell'indotto dello stesso. Ma la previsione elettorale è salva, almeno per i partiti che vivono mediaticamente anche con queste "operazioni"...

Digressione del momento che denota come ogni partito organizzato deve far fronte a rapporti interni e con alleati che snaturano, nel loro iter, ogni progetto politico improntato alla soluzione oggettiva dei problemi. In tale involuzione della realtà politica italiana appare benvenuta ogni aggregazione finalizzata al conseguimento di un risultato focalizzandosi sui soli problemi reali per progettare una soluzione confacente senza pagar pedaggi partitici alle correnti interne e ai rapporti esterni tra le forze godenti (finora) di finanziamenti pubblici. Di passaggio: escludo dal mio ragionamento i grillini: tanto rumore mediatico fino alla porta della politica, poi i limiti dell'impreparazione saltano fuori tutti.

Dunque il mio plauso metodologico alla "Lista dei cittadini" che in Ivrea propone l'ingegner Alberto Tognoli alla guida della città alle elezioni comunali del 26 maggio. Una lista costituita da persone animate da passione e amore per la propria città, che non è la mia e certamente ha problematiche diverse da Aosta: ma in Ivrea sicuramente non ci sono i condizionamenti e il sostanziale "controllo" del voto che imperversa in Valle, per cui auspico che tantissimi elettori abbandonino l'incongruo rito del votare per partiti nazionali di cui si parla in giornali e televisioni. Partiti nazionali sempre presenti a ogni tornata anche comunale, ma sovente per dovere d'ufficio, altra cosa dall'aggregazione spontanea locale che, senza condizionamenti di schieramento, si focalizza sui temi vissuti nel quotidiano: buon motivo per confortare con il voto la "Lista dei cittadini" e il suo candidato a sindaco.

Ivrea:  il prossimo 26 maggio si eleggono sindaco e consiglio

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