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Enti pubblici e finzioni linguistiche

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Giancarlo BorluzziAosta, 25 luglio 2013. - di Giancarlo Borluzzi

Caro Direttore, un battimani alle due Società di gestione del Tunnel del Gran San Bernardo e un pollice verso nei confronti di Usl e Agenzia delle entrate valdostane: non in relazione all'adempimento dei loro compiti, ma per un fatto legato al buon senso comune. In auto ascolto quasi solo i cd, ma giorni fa, imboccando il tunnel verso la Svizzera con la radio accesa, è successo quanto si è duplicato al ritorno: alla trasmissione radiofonica si è sovrapposto un messaggio relativo alle norme di sicurezza nel traforo e fornito prima in italiano e poi in inglese. La scelta delle lingue è stata intelligente perché realistica e quindi utile.

Il tunnel si affaccia sulla Valle d'Aosta ove si parla solo italiano (le recite davanti al microfono attestano solo un patologco dissociarsi dal reale) e su un Canton Vallese ove le lingue francese e tedesca si mescolano tra loro, con la prima prevalente all'uscita dal tunnel; ma la logica ha imposto il messaggio in inglese perché conosciuto dagli svizzeri e dalla maggioranza dei turisti in transito.

Uno schiaffo alle untuose scelte dell'Agenzia delle Entrate e dell'Usl valdostane cui non è chiara la differenza tra propaganda politica e caratteristiche cui devono essere improntate le informazioni agli utenti da parte di enti pubblici. Chi telefona ai numeri dedicati alle prenotazioni di Agenzia delle Entrate e Usl regionali deve perdere tempo ascoltando, del messaggio nell'italiano che tutti parlano e prima di entrare in contatto con gli addetti desiderati, un'inutile traduzione in francese che trasuda ipocrisia. Perchè questi due enti, cui ci si rivolge per motivi seri, cavalcano la finzione francofona, pur sapendo che nessuno sceglierà di parlare in francese e intuendo che quando inizia il discorsetto registrato in tale lingua l'utente si spazientisce, sorride, commisera e lancia un invito contenente il moto verso luogo?

E' disgustoso che più passano i decenni dalla cremazione della lingua francese nelle abitudini dei residenti in Valle, più si ricorra a questa tipologia di carnevalate nell'illusione di inculcare in chissà mai quale cervello l'immagine di una regione diversa da quella che è.

Né ci si nasconda dietro la foglia di fico di antidiluviani contenuti statutari: da un lato, questa sceneggiata anni fa non esisteva e solo la strategia politica di chi non si rassegna alla fine dei propri presupposti esistenziali ha favorito l'attuale illogica scelta; dall'altro, in Alto Adige il tedesco è parlato dal 69% del mezzo milione di residenti, mentre in Valle d'Aosta al massimo sono 69 abitanti su 128 mila quelli che saltuariamente utilizzano il francese, cioè assai meno di quanti si esprimono in rumeno, arabo, cinese, moldavo e albanese. Come sarebbe bello se la dirigenza del Tunnel del Gran San Bernardo fosse incaricata anche dell'approntamento dei messaggi telefonici ai numeri riservati alle prenotazioni degli utenti di Usl e Agenzia delle Entrate valdostane, enti che cavalcano il virus delle finzioni linguistiche!

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