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La seduta del consiglio comunale che tratta dei servizi sociali deve essere pubblica

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Palazzo ThunTrento, 20 agosto 2013. - Lettera Firmata

Egregio Direttore, siamo i genitori di un minore che a seguito di un provvedimento del Tribunale per i minorenni di Trento, è stato allontanato dalla famiglia e collocato provvisoriamente presso una struttura protetta a Trento. Scriviamo dopo aver appreso da internet che la Giunta e l'Assessorato del Comune di Trento, starebbero muovendo mari e monti per impedire la trattazione pubblica della richiesta di rimozione del Dirigente dei Servizi Sociali di Trento Paolo Frenez e desideriamo portare a conoscenza la nostra esperienza ed il nostro pensiero in merito alla questione.

Senza entrare nello specifico, anche per tutelare la privacy del minore, possiamo dire che nel nostro caso, l'allontanamento coattivo è avvenuto in esecuzione di un decreto emesso dal Tribunale per i Minorenni di Trento, il quale si basa per gran parte sulle dichiarazioni del Servizio Sociale e per una parte altrettanto rilevante su una perizia psichiatrica redatta in poche ore alla base della quale ci sono ulteriormente le valutazioni del medesimo Servizio Sociale. Appare evidente quindi che la discrezionalità degli assistenti è vastissima, come del resto è davvero inconcepibile la assoluta mancanza di controllo sul loro operato, non solo quando relazionano in base alla loro opinione, ma ancor più quando affermano dati oggettivi che non trovano riscontro nella realtà dei fatti.

Purtroppo la normativa è molto carente in materia di procedure che i Servizi Sociali devono adottare ed è per questo che taluni soggetti possono, fosse anche in buona fede, abusare di questa ampia discrezionalità che di fatto è un vuoto legislativo.

Appunto per questo motivo la disponibilità ad essere soggetti ai giusti controlli, dovrebbe partire degli Organi dei Servizi Sociali in primis, dato che soprattutto in questo campo è necessaria la fiducia dell'utenza e di tutti gli attori coinvolti vista la delicatezza della materia.

Noi siamo convinti che ci sono tanti bravi operatori del sociale che si impegnano giornalmente nei loro compiti, ma siamo altresì convinti che in ogni ambito della vita lavorativa ed in ogni corporazione ci sono anche le cosiddette "mele marce". Troppo spesso assistiamo a situazioni in cui i responsabili tendono a coprire le malefatte di qualcuno a loro sottoposto o collega in nome dell'assurdo principio che ammettere certi errori, leggerezze o condotte anche illecite potrebbe minare la fiducia che le persone hanno nell'istituzione. Noi la pensiamo in modo diametralmente opposto; partendo dal presupposto che tutti possono sbagliare, il fatto che sia imposto loro di prendersi le proprie responsabilità facendo la massima chiarezza, e che ciò sia preteso dal proprio Ordine, dalla propria Corporazione o dal Servizio di appartenenza non farebbe che aumentare esponenzialmente la fiducia di cittadini ed utenti. Se sapessimo che nell'ambito di un Servizio si agisce con trasparenza, se un appartenente ha sbagliato e viene reso pubblico, se si la certezza che chi sbaglia ne risponderà – e soprattutto in una materia così delicata come quella che riguarda la giustizia minorile e l'allontanamento dei bambini dalla propria casa e dai propri affetti – la nostra fiducia non potrà che aumentare perché avremmo la percezione che si facciano le cose giuste, chiare e senza nascondere niente. Se pensiamo a quanto sia importante la fiducia per poter lavorare bene insieme appunto in un campo così delicato, ci appare davvero incomprensibile l'atteggiamento del Comune di Trento che vuole secretare, occultare, nascondere e tendenzialmente negare le possibili problematiche sorte in seno ai Servizi Sociali di Trento che, vista la richiesta di rimozione del dirigente dott. Frenez, non devono riguardare mancanze da poco!

In virtù di tutto quanto esposto, chiediamo quindi a gran voce che si accetti di trattare pubblicamente la richiesta di rimozione del Dirigente dei servizi sociali di Trento Paolo Frenez, non solo come genitori che vivono in prima persona il dramma dell'allontanamento di un figlio sulla base di opinioni anziché di fatti accertati, ma soprattutto come cittadini che hanno diritto di sapere come operano i Servizi che noi tutti concorriamo a pagare e verso i quali avremmo così tanto bisogno di poter avere la massima fiducia.

La seduta del consiglio comunale che tratta dei servizi sociali deve essere pubblica

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