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5.300 euro di multa per aver messo dei tablet a disposizione dei clienti

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Roberto CairoAsti, 22 gennaio 2014. - di Roberto Cairo

Egregio Direttore, mi chiamo Roberto Cairo, ho 49 anni e sono titolare della piadineria "Gina la Piadina" ad Asti. Alcuni giorni fa sono stato multato perché in negozio tenevo 4 tablet a disposizione dei clienti affinché potessero utilizzare i servizi che offrono le app: informazione, intrattenimento ecc. Amo il mio lavoro e cerco di fare del mio meglio per offrire un servizio piacevole ai miei clienti. I tablet erano a disposizione per questo. Ma la burocrazia mi ha punito con 5.300 euro di multa e il sequestro dei quattro dispositivi.

Mi domando se in Italia il problema sia un tablet in una piadineria.

Credo piuttosto che in Italia il problema sia la burocrazia e l'immobilismo per il quale il cittadino viene schiacciato ogni volta che prende un'iniziativa.

Secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza, gli apparecchi «erano sprovvisti dell'autorizzazione necessaria per essere "installati" in un locale pubblico e non avevano la prevista targhetta identificativa.»

Io rispetto e voglio rispettare la legge. Ma vorrei anche che quest'ultima fosse chiara. E circa l'utilizzo di internet nei luoghi pubblici mi pare ci siano diverse zone d'ombra. Spero che il mio sfortunato caso sia una ragione per fare chiarezza e informazione in merito affinchè quello che è successo a me non succeda ad altri.

Chiedo dunque che mi siano restituiti i tablet e chiedo di poter continuare ad offrire questo importante servizio ai miei clienti.

5.300 euro di multa per aver messo dei tablet a disposizione dei clienti

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