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"Sacro Cuore": ecco la maggioranza (meno) silenziosa

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Trento, 22 luglio 2014. - Lettera al Direttore

Egregio Direttore, anche noi riteniamo che la vicenda dell'Istituto Sacro Cuore di cui, a causa di una sapiente strumentalizzazione, ormai parla l'intero Paese sia grave. Ma per ragioni diverse rispetto a quelle diffuse da organi d'informazione che nella fattispecie hanno mostrato di non conoscere i fatti così come realmente accaduti. Siamo, infatti, dell'avviso che, non essendosi verificato alcun licenziamento, ma un semplice mancato rinnovo contrattuale, sia strumentale dipingere il quadro persecutorio che qualche organizzazione politica e sindacale della Sinistra ha inteso proporre all'opinione pubblica.

Tra l'altro, la circostanza per cui il mancato rinnovo contrattuale interessa, oltre alla persona che ha sollevato la questione, una trentina d'insegnanti, rende evidente che siamo di fronte ad una strumentalizzazione, cui con ogni probabilità non è estranea la prossima discussione in Consiglio provinciale del disegno di legge in tema di omofobia ampiamente sponsorizzato dalle associazioni omosessuali.

Inoltre, oggi apprendiamo che alcuni genitori e studenti avevano manifestato il loro imbarazzo per i temi affrontati in aula dall'insegnante in questione, anche se, lo ripetiamo, non è questa la circostanza che ha determinato il mancato rinnovo contrattuale che, non a caso, ha interessato altri 30 insegnanti. La circostanza è però significativa in quanto dimostra che ad interessare la scuola dei gusti sessuali dell'insegnante non è stata certo la direzione, ma l'insegnante stessa, proponendo inopportunamente ai ragazzi temi che, con tutta evidenza, si pongono in contrasto con il progetto educativo di una scuola cattolica.

Ed a chi lamenta i finanziamenti pubblici delle scuole paritarie (non necessariamente cattoliche, peraltro), è agevole rispondere che lo Stato (da noi la Provincia) finanziando le scuole paritarie risparmia ingenti risorse. E che, per altro verso, uno Stato che non abbia tentazioni totalitarie, non può che riconoscere il diritto dei genitori di educare i propri figli, anche in ambito scolastico, secondo un progetto coerente con i valori in cui si riconosce. In definitiva, tutte le polemiche ad arte sollevate vanno considerate per quello che sono: un polverone mediatico che si vuole utilizzare per fini, decisamente poco nobili, che con la tutela del lavoro e della libertà di pensiero ben poco ha a che fare.

Rodolfo Borga

Claudio Civettini

Gianfranco Zanon

Walter Viola

Marino Simoni

Nerio Giovanazzi

Maurizio Fugatti

Giacomo Bezzi

Claudio Cia

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