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Scuola dell’infanzia di Dro: 5 bambini restano esclusi

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Trento, 21 agosto 2014. - di Valentina Matteotti e altri

Una mamma racconta: "Avevo fatto regolarmente l'iscrizione ma all'uscita delle graduatorie mi accorgo che non c'è posto nella scuola per mia figlia e altri quattro suoi coetanei. Mi è stato assicurato, e come tempistiche quando il tutto è iniziato siamo al mese di aprile, da parte di un assessore che in qualche modo l'amministrazione avrebbe trovato una soluzione. Mi è stato pure suggerito di richiedere il trasporto della mia piccola per la struttura di Pietramurata; cosa che ho puntualmente fatto ma che la Provincia mi ha negato. Ora, a ridosso dell'apertura della scuola materna, mi ritrovo con un pugno di mosche in mano, nulla di fatto nonostante i continui rinvii e le ripetute promesse".

Alcuni Cittadini, dopo aver preso parte all'ultima riunione per l'anno scolatico 2013 / 2014 del Comitato di Gestione della Scuola dell'Infanzia di Dro, attaccano l'Amministrazione Comunale accusandola di essere stata poco previdente peccando di mancata organizzazione: sapevano o non sapevano, anzitempo, che sarebbe sorto questo problema? Ma certo che sì! Ancora in sede di progettazione era stato fatto notare, da più fonti, che la crescita demografica della cittadinanza avrebbe necessitato di una struttura ben più capiente (cosa metricamente verificata ed attuabile, con poca spesa in più), ma non presa in considerazione, anzi si venne tranquillizzati, quasi fossimo dei visionari allarmisti.

La Scuola dell'Infanzia di Dro, tanto pubblicizzata in campagna elettorale come fiore all'occhiello della Comunità e che l'Amministrazione Comunale ha terminato di ristrutturare nell'anno 2011, ha dovuto subire ben 2 deroghe provinciali per aumentarne la capienza e più precisamente: nel 2012 per aprire una sesta sezione e nel 2013 per una settima, per arrivare al limite attuale dei 166 posti di capienza.

Si apprende inoltre che, stante le condizioni attuali, la struttura ha perso la sua valutazione passando da efficiente/ottimo a uno stato di appena sufficiente. Della rinnovata e completa struttura dell'inaugurazione dotata di aule per gli audiovisivi, per l'attività motoria e tre sale mensa che permettevano ai piccoli fruitori di consumare i pasti in un ambiente adeguatamente silenzioso e contenuto si è passati in due anni a far mangiare i bimbi sui corridoi, ridestinare le sale ad aule, effettuare l'attività motoria nell'ingresso (con le logiche difficoltà tanto che è in forse l'attività stessa per il futuro), nonché la stanza della "nanna" ormai insufficiente a coprire la richiesta del numero dei bambini aventi diritto, nonostante l'averla attrezzata con lettini a castello (che per l'età di 3 anni forse non sono nemmeno tanto adeguati).

Il numero così elevato di bambini nella struttura ha fatto sorgere anche il problema dello spazio verde esterno non rientrante nei parametri provinciali tanto che si è reso necessario inglobare part - time, lo spazio dell'adiacente parco pubblico di S.Antonio, sottraendolo così alla Comunità , con le conseguenti quanto plausibili contestazioni.

È giusto ricordare che anche in questo caso l'Amministrazione, su sollecitazione degli stessi Cittadini, aveva promesso di attrezzare una idonea area verde che potesse sopperire al mancato utilizzo durante le ore diurne per la restrizione imposta dello stesso parco giochi e anche in questo caso, con rammarico, si deve registrare per ora, un nulla di fatto.

Ultimo dubbio - ma non ultimo in relazione all'importanza che riveste - con un tale sovraffollamento e inflazione degli spazi comuni, le norme di sicurezza potranno essere ancora, praticamente, rispettate??

In attesa che si trovi una adeguata soluzione ai lamentati disservizi che possa far rientrare l'emergenza si chiede all'Amministrazione di farsi parte responsabile, almeno per quanto concerne l'esclusione di alcuni bambini dalla Scuola d'infanzia, e di farsi carico della maggior spesa che le famiglie dovessero affrontare per la mancata accoglienza nella citata struttura.

Un pungolo rimane insoddisfatto; come mai sono stati esclusi bambini residenti a Dro e invece accettati bambini residenti nel sobborgo di Pietramurata prima ancora che l'analoga struttura, li esistente, fosse satura? Si ha ragione di ritenere che una sollecita ed adeguata risposta è dovuta alle famiglie dei piccoli utenti.

* Valentina Matteotti - Daniela Santoni - Thomas Faitelli - Stefano Maltagliati - Alvaro Tavernini - e altri

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