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Un futuro semplice che sa di condizionale

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Mauro GilmozziTrento, 13 ottobre 2014. - di Paolo Serafini*

Caro direttore, qualcuno sembra aver trovato il vaccino. Non contro l'ebola purtroppo ma contro i "portoghesi". "Servirà un mix di azioni perché il problema non si risolve con provvedimenti a spot. Innanzitutto dovremo sicuramente ricalibrare le sanzioni. Far pagare 15 euro di multa (se si paga subito. Sono 30 se la si porta a casa e si salda in un momento successivo) è troppo poco. Praticamente dopo 11 volte che viaggio senza biglietto "risparmio" anche se prendo la multa. Il rischio è troppo basso.

Le dovremo, quindi, portare sopra i 100 euro. Un minimo di deterrenza ci vuole. Poi dovremo facilitare dei processi di educazione civica. Stiamo monitorando altre realtà italiane e europee per prendere spunto". Queste le dichiarazioni espresse dall'Assessore provinciale ai trasporti, Mauro Gilmozzi in merito all'annoso e irrisolto fino ad ora problema dei "portoghesi" a bordo autobus.

Non è mia intenzione, anche perché sarebbero parole e tempo sprecato, scendere nel merito della questione "portoghesi", sulla quale più volte, in questo ultimo decennio, sono intervenuto. Interventi che hanno solamente avuto come conseguenza "provvedimenti a spot" che non hanno, ovviamente, portato benefici ma solo alimentato il fenomeno e dimostrato senza ombra di dubbio l'incompetenza e il fallimento di certa politica.

Ora sembra si stia guardando al futuro. Certo... ma al futuro politico legato alle prossime elezioni amministrative che vedono proprio nel capoluogo la più alta percentuale di evasione tariffaria sui mezzi pubblici.

Nelle dichiarazioni dell'Assessore lo stesso ha più volte usato la forma verbale "dovremo". Una forma verbale che potrebbe far nascere degli equivoci. Il futuro semplice infatti viene usato per esprimere azioni future. E, in quanto future, è comunque dubbia la loro realizzazione. Meglio e più corretto sarebbe stato se l'Assessore avesse usato il "condizionale" trattandosi di proposizioni ipotetiche e irrealizzabili.

Vada pure l'Assessore ad istruire con un processo di educazione civica la fetta più consistente degli evasori. Basta infatti salire su un autobus e osservare per capirne la tipologia e l'etnia. Una condizione quest'ultima di privilegio che ha sempre comportato il mancato incasso della sanzione e discriminato altri. Non è sicuramente "copiando" da altre realtà nazionali ed europee (a parte l'Austria e la Germania che sicuramente non saranno considerate) che si risolve questa piaga.
Quello che si propone sono maggiori investimenti sul controllo con aumento del personale (professionalmente adibito e non improvvisato) costantemente coadiuvato dalle forze dell'ordine. Mancano le risorse? Non credo proprio visto i continui sprechi milionari del settore! "Meglio viaggiare su un autobus da 250 mila euro con a bordo personale addetto al controllo piuttosto che su un autobus da 750 mila euro dove i "soliti" non pagano". Non c'è bisogno quindi di servirsi di un "mix di chiacchere" per dare all'opinione pubblica un'immagine di se stessi e del partito che si rappresenta (ora in campagna elettorale) "impegnato" ma di azioni concrete.

* consigliere della Circoscrizione San Giuseppe – Santa Chiara

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