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La riforma dei ticket: alcune considerazione dopo gli aumenti annunciati da Rossi & C.

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esenzione-ticketTrento, 15 ottobre 2014.Lettera firmata

Caro Direttore, la problematica riguarda gli istituendi ticket sanitari aggiuntivi in corso di attuazione anche nel resto d'Italia, solo che il Trentino (assieme probabilmente all'Alto Adige) è l'unica provincia dove ai cittadini verrà richiesta anche la situazione patrimoniale (reddito e patrimonio secondo l'indicatore Icef: questo riporta un quotidiano), mentre in tutto il resto d'Italia, nel bene e nel male, viene valutato esclusivamente il reddito familiare fiscale e non anche il patrimonio.
Per rendersi conto di questo, bastano alcune notizie raccolte dalla stampa.

PATTO DELLA SALUTE (di Laura Della Pasqua)

Sanità, giro di vite sulle esenzioni: prestazioni più costose
In arrivo la riforma dei ticket. Tetto di spesa legato al reddito. Lorenzin: "Al momento non è previsto il taglio di 3 miliardi al Fondo sanitario nazionale"
«Al momento no», non è previsto un taglio di 3 miliardi al Fondo sanitario nazionale». Il ministro alla Salute Beatrice Lorenzin, mette le mani avanti: la Sanità non si tocca, almeno per ora. Non si sa quindi fino a quando durerà la tregua con il premier Renzi che comunque insiste su una «revisione della spesa». Una formula vaga che può contenere tutto. La realtà è che senza toccare pensioni, sanità e stipendi pubblici tagliare 20 miliardi di spesa non sarà impresa facile. «Quello che mi è stato chiesto - ha precisato il ministro Lorenzin - è la riduzione del 3% sulle spese del ministero e lo stiamo predisponendo». Per mettere un punto alle richieste di Renzi, la Lorenzin sarebbe pronta a rinunciare a 40 milioni sul miliardo di budget assegnato al suo ministero. Quanto alla lotta contro gli sprechi, il ministro ha rilanciato il Patto per la salute in cui è prevista la centrale unica di acquisti, con un nuovo sistema di benchmark anche per nuovi dispositivi e farmaci, e la digitalizzazione sanitaria.

Una quota importante di risparmi dovrebbe venire dalla revisione del sistema dei ticket, dai quali sono oggi esenti metà degli italiani, che secondo il Patto dovrebbe essere a impatto zero sulle tasche degli italiani ma non è detto che poi vada così. I tecnici hanno già pronta una bozza della riforma che va approvata entro il 30 novembre. Questa prevede che le esenzioni siano agganciate al reddito Irpef «equivalente», ossia scontato per chi ha più familiari a carico. In base al reddito si fisserebbe un tetto massimo di spesa per ogni ricetta. Chi guadagna 50 mila euro l'anno avrebbe un tetto di spesa di 50 euro. Sulle singole prestazioni si pagherebbe un ticket percentuale.

Per chi deve fare molti accertamenti durante l'anno è previsto anche un tetto annuale alla spesa. L'obiettivo sarebbe di ridurre la platea degli esenti. Inoltre si sta studiando un giro di vite anche per le esenzioni per patologia delle quali oggi beneficiano pure i milionari.

Dal monitoraggio della Direzione generale del sistema informativo e statistico del ministero della Salute, emerge che il 70% delle ricette per esami, visite specialistiche, analisi di laboratorio, lastre, risonanze, ecografie e altre prestazioni di diagnostica strumentale è con esenzione del ticket: 145 milioni su 207 milioni. Una percentuale che in alcune regioni raggiunge vette da record: 86% in Campania, 84% in Calabria, 82% in Puglia, 80% in Sicilia. Poco meno della metà degli esenti dal ticket (67 milioni su 144) hanno basso reddito.
Le esenzioni si concentrano soprattutto al Sud. In Campania, a fronte di 12,8 milioni di ricette complessive, si registrano ben 11 milioni di prescrizioni esenti (l'86%), mentre in Trentino Alto Adige la percentuale delle ricette sulle quali non si paga il ticket è del 53% (987 mila su 1,8 milioni).
Gli sprechi si concentrano soprattutto nelle spese per gli acquisti che presentano differenze sensibili. In base alle rilevazioni dell'Osservatorio dei contratti pubblici, per una stessa siringa, una Asl arrivava a spendere anche il 135% in più di un'altra azienda. Al momento è stata effettuata una verifica di 116 prezzi di riferimento. Ma a breve l'Osservatorio fisserà i giusti prezzi anche per i dispositivi medici e per i servizi di pulizia, lavanderia e ristorazione.

Rimborsi in base alle fasce di reddito: sparisce l'autocertificazione. I rischi di chi ha il Cud. I tecnici stanno studiando una franchigia che sarà in proporzione ai guadagni dichiarati.
Per le Regioni la sanità è il capitolo più pesante di spesa, per i cittadini una delle note più dolenti visto che nel corso degli anni la loro partecipazione alla spesa diventa sempre più significativa. E all'orizzonte si profilano cambi ancor più significativi, con l'ingresso, chiesto dalle Commissioni Bilancio e Affari sociali della Camera, di una conpartecipazione significativa da parte dei cittadini che se lo possono permettere. La sanità, con i suoi oltre 107 miliardi di spesa, diventa uno dei capitoli più aggredibili. L'idea è quella di introdurre una sorta di "franchigia" che consentirebbe di tutelare chi ha il reddito più basso mantenendo le esenzioni ai ticket e chiedendo un sacrificio a chi secondo lo Stato se lo può permettere.

LA RIVOLUZIONE DELL'ESTATE - Discorso in itinere, ma neppure tanto. Il "Patto della Salute" tra lo Stato e le Regioni recentemente siglato pone due condizioni fondamentali: l'introduzione dei costi standard, che dovrebbe porre fine al "balletto" delle cifre diverse da regione a regione (per capirci pro capite delle diverse prestazioni), per i quali 5 regioni "in salute" come il Veneto, serviranno da esempio a quelle meno diligenti. E una rivoluzione dei ticket, già partita nel mese di luglio ma non ancora a regime. Passata sotto traccia, rischia quest'ultima di costringere molti cittadini disattenti a pagare il ticket anche se non dovuto.

Il meccanismo è infatti abbastanza complesso. Con luglio è scattato il nuovo sistema per l'assegnazione delle fasce di reddito. Va tenuto conto che fino a poco prima la compartecipazione alla spesa dei farmaci e delle visite avveniva tramite autocertificazione o con l'attestazione della fascia di reddito da parte del medico di base. Ora invece la fascia di reddito compare direttamente, grazie alla sinergia con il Ministero delle Finanze, e non potrà assolutamente essere modificata dal medico o dall'Asl di appartenenze. E qui cominciano gli ostacoli per i contribuenti. Il mancato aggiornamento della tessera sanitaria o ancora la non attivazione porta al pagamento totale del ticket. Ma anche chi non presenta la dichiarazione dei redditi (ad esempio chi ha il Cud) si troverà a pagare la tariffa massima.
Al cittadino conviene quindi verificare presso la propria Asl se è avvenuta o meno la registrazione al Sistema della Tessera Sanitaria, per evitare di finire nella fascia reddituale più alta.
LA BUFERA DI AUTUNNO - Questo per ora. Ma dal 30 novembre il sistema sanitario nazionale dovrebbe essere sottoposto al secondo e ben più importante scossone: obiettivo quello di dare un colpo d'accetta significativo alla spesa. L'idea è quella di introdurre un meccanismo di partecipazione da parte del cittadino che tiene conto del reddito delle famiglie. Oltre ad un certo ingresso potrebbe essere introdotta una franchigia, come pure si parla (sempre in queste fasce) di sospendere le esenzioni per patologia.

La coperta, infatti, è sempre più corta. Nonostante il fondo sanitario per il 2014 ammonti a 107,2 miliardi (8 miliardi e 700mila per il Veneto), al 2015 a 112 miliardi e per il 2016 a 115,4 miliardi, le aumentate richieste di prestazioni (non ovunque appropriate) rischiano di far saltare il banco. I numeri sono infatti impressionanti: in Italia il 70% delle ricette per esami, visite specialistiche, analisi di laboratorio, lastre, risonanze, ecografie e altre prestazioni di diagnostica strumentale è con esenzione del ticket: 145 milioni su 207 milioni di esami. Una percentuale spaventosa in alcune regioni: 86% in Campania e 84% in Calabria ad esempio. Ma significativa anche nelle aree più virtuose, 53 per cento in Trentino, per citare un caso, in Veneto oltre il 50 per cento. Si calcola che in media il 40% dei malati esenti poi, lo è senza diritto: un danno che costa alla sanità nazionale almeno 1,5 miliardi. tanto che le Regioni stanno effettuando sempre più controlli (il Veneto è tra quelle che li ha iniziati per prima e con successo).

La stessa spesa per il ticket è infatti a macchia di leopardo: ad esempio ogni anno in Valle d'Aosta gli abitanti pagano in media 36,3 euro a testa per visite ed esami nel pubblico, in Veneto sono 36,2 ed in Emilia 33,9, in Friuli 33,6. Cifre che nel Lazio diventano 21 e che in Lombardia si fermano al 27,1. La dice lunga la media nazionale (26,7 euro) su quali sono alla fine le regioni a sostenere l'intero sistema. A guardare la mappa delle regioni italiane i segni "più", cioè quelle regioni che contribuiscono a sostenere il sistema è irrisorio (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana). Per tutte le altre il ripiano è dietro l'angolo.

L'interrogativo che ora sia la Conferenza Stato-Regioni sia le Commissioni al lavoro si stanno ponendo non è di poco conto: l'introduzione che chiede un contributo in base al reddito, di fronte ad un così macroscopico sistema di "evasione" non finirà con l'avvantaggiare proprio chi non dichiara? Ed è per questo che in sede Stato-Regioni si affaccia una ulteriore proposta: una franchigia, magari irrisoria e a scalare sulla base del reddito, ma che contempli anche chi è esente. Come si vede la parte maggiore della popolazione, secondo le regole attuali. Resta aperto l'aspetto dei tempi: l'impegno è quello di fare presto. Il "Patto per la salute" fonda le radici proprio sulla revisione dei ticket e della compartecipazione dei cittadini.

Ecco come fanno a Siena

Azienda USL 7 Siena - settembre 2014

Ticket aggiuntivo sulle prescrizioni
Il ticket aggiuntivo sanitario si applica ad ogni prescrizione medica di visite specialistiche ambulatoriali o esami diagnostici e ad ogni prescrizione di farmaci.
In Toscana questa forma di compartecipazione alla spesa sanitaria viene proporzionata in base al reddito familiare fiscale del cittadino.

LE FASCE DI REDDITO

Sono stabilite le seguenti fasce di reddito, sulla base del reddito familiare fiscale del cittadino:
fino a € 36.151,98
fra € 36.151,99 e € 70.000
fra € 70.001 e € 100.000
oltre € 100.000

La fascia di reddito di ogni cittadino viene rilevata attraverso le banche dati dell'Agenzia delle Entrate ed è riferita alle ultime dichiarazioni dei redditi presentate dai componenti del nucleo familiare oppure dall'ISEE del nucleo familiare, se è stato compilato.
Nel caso in cui il dato rilevato attraverso le dichiarazioni dei redditi sia differente da quello risultante dall'ISEE, il sistema assume automaticamente come fascia di reddito del cittadino il valore più basso fra i due, ovvero quello più vantaggioso ai fini del ticket aggiuntivo.
Quando il medico compila al cittadino una prescrizione per una prestazione sanitaria o per un farmaco, il software interroga la fascia di reddito del nucleo familiare assegnata allo stesso cittadino e la riporta automaticamente nella prescrizione. Nel caso in cui nella banca dati non sia presente per il cittadino la fascia di reddito, il sistema gli attribuisce automaticamente la fascia più alta (oltre € 100.000).

DAL 1 OTTOBRE 2014 LA FASCIA DI REDDITO NON PUÒ PIU' ESSERE AUTOCERTIFICATA DAL CITTADINO ALLO SPORTELLO DELL'AZIENDA SANITARIA O IN FARMACIA. Sarà quindi indispensabile verificare la correttezza della propria fascia di reddito, seguendo le istruzioni sotto riportate.

ATTENZIONE! Ci sono alcune categorie di utenti che non devono fare NULLA: 1) coloro che si avvalgono dell'ISEE (il dato è fornito dall'INPS per il tempo di validità dell'attestazione, è automaticamente rilevato all'atto della prescrizione medica e non può essere autocertificato);
2) coloro che sono già in possesso di attestato di esenzione per reddito/condizione lavorativa (E01, E02, E03, E04, E90, E91, E92); 3) coloro che appartengono alla fascia economica superiore ai 100mila euro.

Se la propria fascia di reddito non è presente nella banca dati dell'Agenzia delle Entrate oppure se è presente una fascia di reddito errata, il cittadino può autocertificare la propria fascia di reddito nel sistema regionale. La fascia di reddito autocertificata dal cittadino viene subito inserita nella banca dati e, da quel momento in poi, verrà trascritta automaticamente nelle prescrizioni del medico.

COME VERIFICARE LA PROPRIA FASCIA DI REDDITO

on line, con la Carta Sanitaria Elettronica attivata, attraverso questo link (con lettore di smart card collegato al pc e PIN): Certificazione della posizione economica per la definizione del ticket sanitario;
ai totem Punto Si collocati presso i seguenti presidi:
Zona Senese:
Poliambulatorio di Siena, Via Pian d'Ovile 9
Presidio di Asciano, Via dei Molini 5
Presidio di Rosia, Via delle Scuole 1
Presidio di Gaiole in Chianti, Via Tito Gradi 1
Zona Amiata Val d'Orcia:
Ospedale Abbadia San Salvatore, Via Trento
Presidio di Montalcino, Via Prato Ospedale 6
Zona Valdelsa:
Ospedale di Poggibonsi, loc. Campostaggia
Poliambulatorio di Poggibonsi, Via della Costituzione 30
Poliambulatorio di Colle Val d'Elsa, Via Marco Polo 25
Zona Valdichiana:
Ospedale di montepulciano, loc. Nottola
Poliambulatorio di Chiusi, via Petriccia
Poliambulatorio di Sinalunga, Via Guerrazzi 3

COME AUTOCERTIFICARE LA PROPRIA FASCIA DI REDDITO

on line, con la Carta Sanitaria Elettronica attivata, attraverso questo link (con lettore di smart card collegato al pc e PIN): Autocertificazione per esenzione o fascia di reddito;
ai totem Punto Si (sopra elencati);
presso gli sportelli della USL7, presentando il modello di autocertificazione del reddito debitamente compilato.
inviando il modello di autocertificazione del reddito debitamente compilato, accompagnato da fotocopia del documento di identità, all'indirizzo di posta elettronica certificata Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  .
inviando il modello di autocertificazione del reddito debitamente compilato, accompagnato da fotocopia del documento di identità, per posta raccomandata o per fax ai seguenti recapiti:
per i residenti nella Zona Senese: Ufficio Ticket Poliambulatorio Pian d'Ovile via Pian d'Ovile 9, 53100 Siena - fax 0577535984
per i residenti nella Zona Val d'Elsa: Ufficio Ticket Poliambulatorio di Poggibonsi via della Costituzione 30, 53036 Poggibonsi - fax 0577994093
per i residenti nella Zona Valdichiana: Ufficio Ticket Ospedale di Nottola via Provinciale 5, 53045 Montepulciano - fax 0578713638
per i residenti nella Zona Amiata Val d'Orcia: Ufficio Ticket Ospedale Abbadia San Salvatore via Trento, 53021 o c/o Presidio Polifunzionale di Montalcino via Prato dell'Ospedale 6 53027 - fax 0577776587.

L'eventuale evasione del ticket su dichiarazione non vera o falsa attestazione comporta il recupero degli importi non pagati per le prestazioni erogate maggiorati di sanzione amministrativa.

Per ulteriori informazioni sui ticket aggiuntivi è possibile consultare il sito della Regione Toscana:
ticket aggiuntivi
Domande frequenti sulle fasce economiche per i ticket sanitari
ticket sanitari
o rivolgersi direttamente ai servizi regionali dedicati:
numero verde regionale 800 556 060 da lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 15.00
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  

ticket aggiuntivo per VISITE ED ESAMI SPECIALISTICI AMBULATORIALI

L'ammontare del ticket aggiuntivo è determinato, oltre che dalla fascia di reddito, dal tipo di prestazione sanitaria, così come stabilito dalle delibere GRT n.722/2011, n.867/2011 e n.753/2012.
Importi dei ticket aggiuntivi per visite ed esami
Il ticket aggiuntivo per visite o esami non è dovuto se:
il cittadino è nella prima fascia di reddito (fino a € 36.152);
il cittadino è esentato dal ticket per le prestazioni specialistiche;
l'importo delle prestazioni prescritte non supera € 10.

CONTRIBUTO DIGITALIZZAZIONE

Per esami di diagnostica per immagini quali risonanze magnetiche, TAC, scintigrafie, radiografie ed ecografie è previsto un un contributo fisso di € 10 a carico del cittadino per la digitalizzazione (produzione, archiviazione, trasmissione dell'immagine). Il contributo di digitalizzazione è applicato anche se non viene rilasciato un cd o una stampa al cittadino. È dovuto anche in in caso di esame richiesto nel corso di accesso al Pronto Soccorso (purché non consegua il ricovero).
Prestazioni escluse dal contributo di digitalizzazione:
prestazioni pre ricovero e in dimissione protetta;
prestazioni erogate per la diagnosi precoce dei tumori ai sensi dell'art.85, comma 4, L.388/2000 e nell'ambito dei programmi di screening regionali.

Franchigia di € 30 per anno solare

Ai sensi della Delibera GRT 1001/2012 il contributo di digitalizzazione è dovuto fino a un massimo di € 30 nell'arco dell'anno solare. Il cittadino che, nell'anno solare in corso, abbia già effettuato 3 prestazioni di diagnostica per immagini pagando il contributo di digitalizzazione, dalla quarta prestazione in poi non è tenuto a pagarlo. Per esercitare questo diritto il cittadino deve compilare il modello di autocertificazione di avvenuto pagamento di 3 contributi di digitalizzazione e consegnarlo allo sportello al momento dell'accettazione.

Ai sensi della Del. G.R.T. n.808/2012 sono esenti dal contributo di digitalizzazione i cittadini che appartengono alle sottostanti categorie:
gli invalidi di guerra titolari di pensione vitalizia ed ex deportati in campo di sterminio (cod. esenzione G01–G02);
gli invalidi per servizio (cod. esenzione S01–S02–S03);
gli invalidi civili al 100% e grandi invalidi per lavoro (cod. esenzione C01–C02-C04-L01);
i danneggiati da vaccinazione obbligatoria, trasfusioni, somministrazione di emoderivati (limitatamente alle prestazioni necessarie per la cura delle patologie previste dalla legge 210/1992 (cod. esenzione N01);
le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata e familiari (cod. esenzione V01–V02);
i ciechi assoluti o con residuo visivo non superiore a 1/10 e sordomuti (cod. esenzione C05–C06);
gli infortunati sul lavoro per il periodo dell´infortunio e per le patologie direttamente connesse (cod. esenzione L04);
disoccupati, e familiari a carico, con reddito familiare inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e di ulteriori 516,46 euro per ciascun figlio a carico (art.8, comma 16, L.537/93) (cod. esenzione E02);
i disoccupati, lavoratori in cassa integrazione e in mobilità e familiari a carico (DGR n.1164/2011) (cod. esenzione E90-E91-E92);
i titolari di assegno sociale e loro familiari a carico (cod. esenzione E03);
i titolari di pensione minima con età superiore ai 60 anni e reddito del nucleo familiare fino a 8.263,31 euro incrementabili fino a 11.362,05 per coniuge a carico e di ulteriori 516,46 euro per figlio a carico (cod. esenzione E04).
prestazioni connesse all'attività di donazione (cod. esenzione T01);
ticket aggiuntivo per PRESCRIZIONI DI FARMACI
importi dei ticket aggiuntivi per farmaci:
quota per confezione fasce economiche
(autocertificazione
o attestazione ISEE) codici esenzione
reddito autocertificato (R)
o attestazione ISEE (I)
€ 0
(nessun ticket aggiuntivo) fino a € 36.151,98 ERA o EIA
€ 2 a confezione fino a un massimo di € 4 per ricetta € 36.151,99 – € 70.000 ERB o EIB
€ 3 a confezione fino a un massimo di € 6 per ricetta € 70.001 – € 100.000 ERC o EIC
€ 4 a confezione fino a un massimo di € 8 per ricetta oltre € 100.000

Sono esenti dal pagamento del ticket aggiuntivo sui farmaci:

27. gli assistiti con reddito familiare fiscale o indicatore ISEE fino a 36.151,98 euro (codice di esenzione: ERA-EIA);
28. gli assistiti affetti da patologia cronica e invalidante individuate dai Decreti del Ministero della Sanità 329/1999 e 296/2001 e i pazienti affetti da malattie rare individuate dal Decreto del Ministero della Sanità 279/2001 per i farmaci correlati alla patologia di esenzione, che abbiamo un reddito fiscale familiare non superiore a € 70.000;
29. gli invalidi di guerra titolari di pensione vitalizia ed ex deportati in campo di sterminio (codice di esenzione: G01-G02);
30. gli invalidi per servizio (codice di esenzione: S01-S02-S03);
31. gli invalidi civili al 100% e i grandi invalidi per lavoro (codice di esenzione: C01-C02-C04-L01);
32. i danneggiati da vaccinazione obbligatoria, trasfusioni, somministrazione di emoderivati, limitatamente alle prestazioni necessarie per la cura delle patologie previste dalla legge n.210/1992 (codice di esenzione: N01);
33. le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata e familiari (codice di esenzione: V01-V02);
34. i ciechi assoluti o con residuo visivo non superiore a 1/10 e i sordomuti (codice di esenzione: C05-C06);
35. gli infortunati sul lavoro per il periodo dell'infortunio e per le patologie direttamente connesse (codice di esenzione: L04);
36. i disoccupati, e familiari a carico, con reddito familiare inferiore a 8.263,31 euro incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e di ulteriori 516,46 euro per ciascun figlio a carico - art.8, comma16, L.537/93 (codice di esenzione: E02);
37. i disoccupati, lavoratori in cassa integrazione e in mobilità e familiari a carico - DGR n.1164/2011 (codice di esenzione: E90-E91-E92).
L'importo del ticket si somma alle eventuali quote pagate dall'assistito nel caso in cui richieda un farmaco di prezzo superiore a quello di riferimento.
Se l'importo del ticket è maggiore del costo della confezione del farmaco, il cittadino è tenuto a pagare un importo pari al prezzo del farmaco.
Nell'anno solare la somma dei ticket sulla farmaceutica convenzionata a carico di un singolo utente non può superare l'importo di € 400.

Allegati:

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modulo-autocertificazione-fascia-di-reddito.pdf
modulo per autocertificazione fascia di reddito
78 kB
ticket-aggiuntivo-specialistica-ambulatoriale.pdf
ammontare dei ticket aggiuntivi per visite specialistiche ed esami diagnostici
260 kB
ticket-aggiuntivo-farmaci.pdf
ammontare dei ticket aggiuntivi per farmaci
260 kB
autocertificazione-esenzione-contributo-digitalizzazione.pdf
autocertificazione di n3 contributi di digitalizzazione pagati nell'anno solare
68 kB
1-ottobre-2014-Ricetta-elettronica.pdf
locandina regionale 1 ottobre 2014
1233 kB

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