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Sul contrasto all'omofobia

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Contrasto omofobiaTrento, 3 febbraio 2015.Redazione

Buon giorno Signor Direttore, da alcuni esponenti dell'opposizione in consiglio provinciale si sente troppo spesso dire che l'omofobia in Trentino non esiste e che siamo già oltre. Da insegnate in una scuola superiore ho voluto scrivere quindi una lettera. Mi farebbe piacere se venisse pubblicato il testo che trovate in allegato. Certo dell'indipendenza e della pluralità del vostro quotidiano auguro un buon lavoro a tutta la redazione. ( ho aggiunto anche una foto da me personalmente scattata nel 2014 ) dottor Tiziano Pulcini

Stimatissimo dottor Pulcini, Trentino Libero ha fatto dell'indipendenza e della pluralità la ragione della sua esistenza. RingraziandoLa, pubblichiamo la lettera e la fotografia che ci ha inviato. Cordiali saluti dottor Claudio Taverna

"Negli ultimi mesi la discussione sulla legge contro l'omofobia ha fatto emergere una situazione avvilente e retrograda, in cui alcune associazioni e consiglieri del Consiglio Provinciale continuano a negare la presenza dell'omonegatività nella società trentina. Certo, se andiamo a guardare i dati della questura forse il problema non emerge, ma questa non è una prova sufficiente: negare l'esistenza di una criticità della nostra società non significa che il problema non sussista.

Ci sono ancora molti, troppi atteggiamenti che rendono il nostro territorio un ambiente infelice per un omosessuale. Sono stufo di sentire dibattiti in cui si afferma che "il Trentino è già oltre" e si insinua che nelle scuole non esiste questa bieca forma di razzismo: chi vogliamo prendere in giro?

Da insegnante in un istituto tecnico, assisto quotidianamente a battute a sfondo omofobo, sento frequentemente ragazzi insultarsi per banalità ricorrendo a termini quali frocio, finocchio e reciom senza tanti giri di parole, oppure di leggere scritte scurrili sui banchi e sulle sedie scolastiche in cui si addita qualcuno come gay quale forma di denigrazione. Io mi chiedo, qual è il limite per considerare il fatto una ragazzata senza peso o un gesto pericoloso?

Non tutti i ragazzi hanno la stessa sensibilità e la stessa forza di ignorare gli insulti subiti, a prescindere dal proprio orientamento sessuale. Sono convinto che questi fatti non arrivino in questura, ma fanno male, tanto più se un ragazzo sa di non poter contare sull'appoggio delle persone che considera suoi modelli, quali insegnanti o familiari. Purtroppo questo atteggiamento è causato dalla nostra società, in cui è ancora forte l'utilizzo degli epiteti omofobi per rafforzare la propria identità di maschio virile.

Quanti di voi sentono ancora barzellette e battute sui gay? Quanti nei nostri bei paeselli trentini ridono o commentano in senso dispregiativo quando si parla di una persona omosessuale?

Mi chiedo quando si inizierà a fare realmente informazione anche su questa tematica in modo da rendere la nostra società inclusiva per tutti. Dov'è la voce della società civile? Quando capiremo che un ragazzo gay che continua a percepire negatività solo per il fatto di AMARE una persona del suo stesso sesso sta soffrendo a causa di tutto questo?"

dottor Tiziano Pulcini

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