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Per l'immeritata analisi di Vincenzo Passerini

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Vincenzo PasseriniTrento, 22 febbraio 2015. – di Gabriella Maffioletti*

Stimato Direttore, chiedo cortese ospitalità nelle pagine del giornale per pubblicare questa mia replica alla immeritata analisi sulla vicenda "profughi" inviata ai media locali dal nuovo presidente del Cnca ( Coordinamento nazionale comunità accoglienza) del Trentino-Alto Adige, Vincenzo Passerini.

Nel mio ruolo di consigliere comunale rappresentante le istanze dei cittadini trentini/italiani e come soggetto politico impegnato da anni in materie cardine del welfare sociale mi permetto di replicare per giusta causa a fronte delle moltissime casistiche raccolte di cittadini e famiglie trentine/italiane che vivono nella loro quotidianità di stenti e nella povertà più assoluta, private in maniera vergognosa della dignità che ogni buon governo dovrebbe garantire ai propri cittadini , dignità che passa necessariamente attraverso il riconoscimento reale e certo dei diritti primari quali lavoro e casa.

Orbene mi duole registrare che su una stima di un mio campione di 500 cittadini (ma il dato è del tutto indicativo) di cui ho raccolto testimonianze l'accesso ai benefit pubblici per soggetti italiani/trentini svantaggiati e con conclamati stati di difficoltà economica diventa un vero e proprio miraggio. Tutto ciò in conseguenza della introduzione da parte del legislatore provinciale di un sistema di analisi della ricchezza del richiedente (ICEF) che è fallace e schizzofrenico nonché per una sostanziale incapacità del sistema di rete dei centri deputati alla canalizzazione degli utenti e dei servizi sociali del territorio per la presa in carico, spesso impreparati al continuo aggiornamento delle leggi di riferimento ed alla sua analisi e frequentemente inadeguato a coprire le esigenze del singolo richiedente.

Sicchè capita che proprio a causa del nostro status di regione disciplinata da uno Statuto speciale (art. 116 della Costituzione Italiana), che ci dotato di una ampia autonomia politica, legislativa, amministrativa e finanziaria nei settori principali (scuola, sanità e casa) la situazione dell'indicatore economico o delle leggi quadro per le materie delle politiche a sostegno della famiglia e delle politiche sociali in generale i diritti fondamentali diventino irragiungibili per le incomprensibili alchimie dei calcoli algebrici su cui si basa l'algoritmo dell'ICEF per cui basta un solo punto in meno o in più per perdere o non accedere al benefit richiesto! Il territorio è difficile da gestire e i continui alleggerimenti dei fondi provinciali come conseguenza del protocollo d'intesa della finanza locale che vede i comuni trentini chiamati in solido al processo di contenimento e razionalizzazione della spesa corrente del settore pubblico da conseguire attraverso processi di efficientamento stimabili in una riduzione dei trasferimenti di parte corrente pari complessivamente a 6,1 milioni di euro sta producendo già i suoi effetti nei servizi resi ai cittadini.

Soppressione di due linee di trasporti urbani nel nome della riorganizzazione dei trasporti pubblici che altro non è che un taglio netto ai percorsi e ai tragitti a scapito del servizio di mobilità urbana e tagli in generale su tutto il ramo del sociale ( mancato aggiornamento parametri personale addetto alla assistenza degli ospiti nelle RSA, personale infermieristico negli ospedali, ecc, a fronte di un continuo aumento dei ticket e delle rette sanitarie) e più in generale mancate risposte in termini reali alle molteplici situazioni di criticità economica ed alloggiativa dei nostri concittadini anziani, giovani e famiglie che non hanno sufficiente potere di acquisto per garantirsi un decoroso standard di vita. Una società sempre più esposta a mille peripezie soprattutto di ordine finanziario che non riesce a reggerne il peso e che per contro non trova negli Organismi istituzionali preposti alla presa in carico delle emergenze sociali la giusta canalizzazione e la giusta risposta!

Diritti fondamentali alla persona non riconosciuti pertanto dalla stessa amministrazione locale troppo ingessata da leggi fiscalissime per i nostri concittadini e oltremodo magnanimi per i troppi ormai senza fissa dimora, disperati e profughi del mondo intero. Il Trentino è una terra generosa lo è sempre stata e come spesso accade a essere troppo accoglienti si finisce per perdere ogni misura della liceità! Nell'attuale situazione demografica ed economica la pretesa di cedere casa o trovare sistemazioni confortevoli a questi ulteriori 431 profughi è un vero schiaffo morale alla nostra gente!

L'alzata di scudi di alcuni Sindaci dei comuni trentini verso una convenzione proposta dalla Prefettura, che prevede tra le altre cose vitalizio, pasti giornalieri e una ricarica telefonica di 15 euro all'ingresso e la forzatura verso una accoglienza obbligata promulgata dal'Assessore Borgonovo Re è una lodevole resistenza e un sussulto di difesa del riconoscimento della autodeterminazione dei popoli! Per quanto mi consta poi, giacchè il presidente del Cnca, parla strumentalmente di ostilità incomprensibile verso simili azioni voglio rassicurarlo di avere anche io nel mio piccolo ed insignificante ruolo di consigliere comunale che al contempo è anche contribuente di questo Paese in data 14 febbraio inoltrato la lettera di seguito riportato per le verifiche proprio che la situazione in ogni suo aspetto richiede.

* consigliere comunale di Trento

Riproduzione testo lettera inviata al Garante del Contribuente:

Al Garante del Contribuente per la Provincia di Trento, avvocato Andrea Di Francia

Gentile avvocato,

in periodo di difficoltà economiche crescenti, con i bilanci pubblici sempre in difficoltà, mentre notizie di stampa ci comunicano( L'Adige 11/2/2015 pag.6) che il Trentino Alto Adige risulta quarta tra le regioni più tassate, la scrivente risulta interessata a conoscere a quanto ammontino, sul nostro territorio, le risorse utilizzate in complesso per sussidi, diretti ed indiretti, a persone extracomunitarie. I sussidi e gli aiuti, provenienti da risorse pubbliche, derivano direttamente dai tributi dei Trentini, oppressi da un fisco sempre più insostenibile.
La richiesta della sottoscritta risulta motivata dalla necessità di evitare che i cittadini perdano ulteriormente la fiducia nei confronti dell'Amministrazione finanziaria.

Senza i dati circa i quali chiedo cortesemente informazioni si alimentano infinite congetture, aggravate dai resoconti dei mass media, non sempre univoci nel ritenere che i sacrifici economici dei contribuenti siano comunque finalizzati al perseguimento di nobili interessi.

In qualità di contribuente chiedo perciò di sapere quanta parte dei tributi pagati dai contribuenti trentini sia destinata a coprire spese derivanti da aiuti e sussidi diretti ed indiretti per cittadini extracomunitari. E, se non esulasse dalle competenze del garante stesso, chiederei di sapere chi e come accerta che i soggetti che fruiscono degli aiuti di cui sopra abbiano realmente lo status di profughi come disposto dalla normativa vigente.Come previsto dal comma 6 dell'art.13 dello Statuto per i Diritti del Contribuente, inoltro la mia richiesta per iscritto.

In attesa di un cortese riscontro, saluto con cordialità

Gabriella Maffioletti

Per l'immeritata analisi di Vincenzo Passerini

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