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Val d'Aosta, la singolarità: il Prefetto è il Presidente della Regione

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Augusto RollandinAosta, 2 marzo 2015. - di Giancarlo Borluzzi

Caro Direttore, Alessandro Bortot è intelligente, colto, simpatico e conosce le insensatezze recitate in Valle 24/24: per questo mi sono stupito leggendo la lettera in cui auspica una modifica dello Statuto regionale per scindere l'incarico prefettizio da quello di presidente della regione.

A scanso di equivoci: condivido totalmente la richiesta di Bortot e le motivazioni che adduce, alle quali aggiungo che è carnevalesco avere un prefetto che milita in un movimento il cui statuto auspica la sovranità, cioè l'allontanamento dallo Stato del territorio che dovrebbe rappresentare, oltre a insensatezze spaziali in contrasto con il realismo alla base dei rapporti tra Stato e Regione.

Ma è il contesto politico nostrano che rende irrealizzabile la speranza di Bortot di un Consiglio regionale che inviti i due parlamentari eletti in regione a presentare a Roma una proposta di modifica statutaria nel senso preindicato.

Il Consiglio è popolato da ineffabili localisti serviti da allineati che manco in caso di margherite che sbocciano a Natale si opporrebbero ai voleri dei loro padroni politici, al timone regionale solo grazie all'utilizzo clientelare dei trasferimenti statali; è quindi irrealistica la mozione di indirizzo suggerita da Bortot perché le funzioni prefettizie (definizione statutaria che i localisti preferiscono perché ha un profilo più basso rispetto al termine prefetto) sono gradite al palazzo che le interpreta quale elemento di distinzione della Valle rispetto a uno Stato che così pare mettere meno il becco.

Con questa disposizione statutaria, anche chi ha soggiornato in una patria galera e nel proprio curriculum annovera una condanna passata in giudicato può fare il prefetto (pardon, svolgere le funzioni prefettizie).

Se, periodo ipotetico del terzo tipo, il Consiglio approvasse la raccomandazione cui Bortot fa riferimento, come pensare che i due parlamentari, unionisti formali o sostanziali che siano, la mandino a effetto? Il senatore è un'invenzione dell'attuale presidente della giunta e mai agirebbe per ridurre gli incarichi del proprio Pigmalione; il deputato ha traversato la sua vita politica cercando di raggranellare voti cattolici senza capire che l'integralismo unionista da lui accettato e servito è agli antipodi del messaggio cattolico stesso che difende la specificità di ogni persona, da non annullarsi nel risibile calderone di bugie e imposizioni necessarie all'UV.

Questo non significa che vada accantonata la proposta di Bortot: va invece perseguita per altra via, quella del far presente a Roma, da parte di cittadini consapevoli, la bontà della richiesta specifica, assieme a numerose altre, in vista della riscrittura dello Statuto regionale, bypassando chi non è titolato a proporre qualcosa solo perché eletto, visto che agisce unicamente per anacronistici interessi di bottega spacciati per patrimonio condiviso. 

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