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Lettera aperta al Presidente del Consiglio Regionale, Chiara Avanzo

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Margherita Cogo3Trento, 6 marzo 2015. - di Margherita Cogo*

Gentile Presidente Avanzo, mi permetto di ritornare sulla questione relativa alla restituzione delle somme diversamente attualizzate.

Come Le è noto, esiste la legge regionale 4/2014 che prevede espressamente che le maggiori somme attribuite ai Consiglieri Regionali, da una precedente legge regionale, vengano automaticamente riconvertite in quote pubbliche e, quindi, non più richiedibili in futuro dai Consiglieri stessi.

Va detto che le quote di azioni non sono nelle disponibilità dei Consiglieri, perché sono depositate in un Fondo chiuso bloccato fino al 2018.

A conferma di ciò, è stato inviato un CUD che tiene conto di questo avvenuto e cioè del trasferimento da quote azionarie private, in pubbliche.

Quindi, coloro, che si trovano nella mia stessa situazione, è cioè detentori di quote azionarie, sufficienti a far fronte a quanto richiesto di restituire, risultano formalmente non più debitori di nulla nei confronti della Regione.

Per il recupero delle somme, ritenute in eccesso, é sufficiente l'applicazione della legge, che Lei stessa ha contribuito a elaborare e ad approvare.

Non voglio, però, tacere come sia intervenuta una strumentalizzazione chiara: si è trattato infatti di una vicenda in cui la classe politica attualmente al potere ha salvaguardato la propria posizione ed ha scaricato ogni responsabilità sugli ex consiglieri.

Dal punto di vista giuridico, però, si tratta di una legge che interviene e si pone in contrasto con il diritto civile, modificando retroattivamente situazioni giuridiche consolidate, non riconoscendo contratti già stipulati e sottoscritti dalla Regione e dunque insinuando il dubbio che ogni legge e contratto che la Regione approverà o stipulerà possano essere successivamente non riconosciuti, rendendo l'Ente scarsamente affidabile.

Credo che un simile modo di operare vada posto sotto la tutela della Magistratura che dovrà dire se sia legittimo o meno legiferare in tal modo; da qui deriva il mio ricorso al Tribunale e ancora ribadisco che un pasticcio politico doveva trovare una soluzione politica.

Concludendo, La invito a rendere operativa la Legge Regionale 4/2014 oppure a dichiarala inapplicabile, perché incostituzionale per un insieme di motivi tra cui quello di retroattività e di modifica del codice civile.

Ad ogni buon conto è la Regione stessa, che in base alle norme vigenti, ha a disposizione le mie quote azionarie, per il cui trasferimento non è neppure necessario il mio consenso.
Quindi, Presidente, perché non applica la legge è non incassa ciò che ritiene giusto ritorni nelle cassa regionali? Le somme eccedenti il nuovo calcolo sono nella Sua disponibilità in forza della legge e non nella mia, visto che sia il mio CUD sia la legge dichiarano che ho restituito quanto da Lei richiestomi.

Cordialmente

* consigliere provinciale-regionale

Lettera aperta al Presidente del Consiglio Regionale, Chiara Avanzo

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