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Ottobre: "La mia attività di parlamentare risulta dalla scheda pubblicata dalla Camera"

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Arco, 7 agosto 2015. - di Mauro Ottobre*

Egregio Direttore, rispondo all'articolo di Giovanni Battista Maestri riguardante la mia scarsa presenza in Parlamento. Nel lavoro alla Camera sono perfettamente in linea con i miei colleghi della Svp. L'indice di votazione non corrisponde alle assenze in Aula ma alla libertà di un deputato che possa esprimere un voto contrario o favorevole come sancito dalla Costituzione italiana.

Rispetto al Senato, la Camera ha il doppio di parlamentari e si ritrova frequentemente al fine di svolgere e discutere i lavori e ogni deputato produce emendamenti, proposte di legge, interrogazioni...

Per fare un esempio, facendo parte della maggioranza, su 200 votazioni 190 sono contrari, questo vuol dire che per far contento qualcuno devo votare NO, quindi preferisco nella maggior parte dei casi rimanere in aula e non votare piuttosto che accontentare qualcuno dal momento che mi reputo contrario al nuovo populismo che sta avanzando da parte dei grillini da loro esibito in ogni occasione sulla rete.

È evidente che qualche assenza l'ho fatta e a queste apposite assenze è applicata una riduzione dell'indennità. Devo inoltre sottolineate che non di rado gli appuntamenti con i Ministeri e altre delegazioni coincidono con i lavori d'aula e di conseguenza qualche votazione si perde.

Per concludere non è la quantità di voti che si guarda ma la qualità. Per questo pregherei di valutare la mia scheda politica pubblica rintracciabile sul sito ufficiale della Camera. Sicuramente si può notare che la mia attività ha prodotto molto più rispetto ad altri miei colleghi trentini. Le cito, per esempio, due tra i miei più importanti lavori: la mozione a favore di Chico Forti, per la prima volta nella storia italiana il Parlamento ha votato per la liberazione di un detenuto italiano e l'emendamento, di piú recente data, in merito al concordato a favore delle imprese oneste dove è stato accettato di inserire l'obbligo per l'impresa, nella proposta di concordato, di garantire il pagamento di almeno il 20% dei crediti chirografari, quale deterrente contro gli abusi dello strumento concordatario.

Auspico che il mio messaggio possa far riflettere coloro i quali attaccano basandosi su meri numeri aleatori e statistiche, anzichè analizzare il concreto operato di chi quotidianamente dedica impegno ed energie al fine di garantire la massima tutela per i nostri cittadini trentini.

* deputato

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