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Pannelli stile Fantozzi degli alberghi in Aosta

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FantozziAosta, 15 settembre 2015. – di Giancarlo Borluzzi

In Valle d'Aosta una scriteriata propaganda localista è ritenuta più importante delle incombenze legate al turismo. Va ricordato che l'assessore aostano Andrea Paron ha fatto sostituire i pannelli indicanti le vie nel centro di Aosta, piazzandone dei nuovi dal look cimiteriale, per reclamizzare personaggi del passato locale che ai residenti interessano meno della conoscenza della tassazione dei conti correnti in Mongolia; a tal fine è stata utilizzata quell'anacronistica finzione francofona cui Paron si è allineato nell'ambito della sua accettazione di qualsiasi contesto partitico se necessario per vivere nella politica.

Questa insensatezza penalizza la valenza turistica del capoluogo che richiede invece l'aggiornamento di tanti altri pannelli, sparsi nella città per indicare le direzioni da seguire per raggiungere alberghi che erano attivi o avevano determinati nomi venticinque anni fa, mentre dopo di allora in gran numero o non esistono più o hanno cambiato denominazione.

Esempio freschissimo: il primo cartello metallico visibile da chi arriva dalla Svizzera ha ora collezionato addirittura la sesta indicazione alberghiera errata su dieci (indubbio record interplanetario di inefficienza informativa da parte di un Comune!) perché l'albergo Europe, dopo una lunga ristrutturazione, è rinato quale hotel Duca d'Aosta.

Ed è proprio il presidente degli albergatori valdostani ad essere subentrato nella gestione di questo albergo: sarà interessante vedere se una famiglia di importanti imprenditori nel settore alberghiero a Courmayeur e La Thuile, ora tali anche ad Aosta, famiglia che dunque annovera anche il presidente degli albergatori valdostani, accetterà passivamente la "barzelletta" costituita da una quindicina di cartelli metallici alberghieri aostani zeppi di errori, indicanti anche hotels defunti da più di vent'anni o che da decenni hanno cambiato denominazione.

E' augurabile invece che il presidente degli albergatori, giustificato anche dalla presa in carico del più centrale hotel di alto livello in Aosta e che compare col nome precedente in tali pannelli, spinga finalmente il capoluogo valdostano verso una doverosa rivisitazione di tale cartellonistica, oggi fantozziana nella sua inattendibilità.

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