Gio08132020

Last update09:32:37

Back Home News Rubriche Lettere dei Lettori Pensieri liberi dopo l'attentato di Parigi

Pensieri liberi dopo l'attentato di Parigi

  • PDF
Valutazione attuale: / 4
ScarsoOttimo 

Gabriella MaffiolettiTrento, 18 novembre 2015. - di Gabriella Maffioletti

Caro Direttore, mi sono serviti alcuni giorni di stacco e di riflessione per scrivere dell'ennesimo attentato, con teatro a Parigi, che è costato anche questa volta tanto spargimento di sangue e di terrore. Non è nuovo per me il tema, cercando sempre di intervenire "cum grano salis" per non dare il destro ai soloni dell'area radical chic di sollevare le solite accuse di razzismo che sempre vengono evocate in queste circostanze.

Così ho scelto di guardare ai grandi "martiri culturali" di questa crociata per la difesa della civiltà e e delle libertà individuali e collettive. Libertà, parola che ha poco significato nel mondo islamico. E che sembra averne sempre meno anche in Italia. In una recente intervista il politico e giornalista Magdi Cristiano Allam commenta, con profonda cognizione di causa, i fatti terribili che hanno sconvolto Parigi e così si esprime: "Bisogna prendere atto che questa è una guerra. La mia preoccupazione è che domani o dopodomani o tra una settimana tutto venga dimenticato e archiviato come un semplice evento mediatico. Questa è una guerra vera con terroristi autoctoni perché sono cittadini europei e musulmani ed è un terrorismo endogeno perché colpisce dentro l'Europa. Ma anche micro-cellulare perché formato da piccoli gruppi di jihadisti impossibili da controllare e reprimere. Formano una rete impossibile da ricostruire come una piovra dai mille tentacoli. Sono cittadini europei che massacrano altri cittadini europei concepiti come nemici dell'Islam".

Incalzato nella intervista sul modus operandi per contrastare questi fanatici egli risponde:" L'unica via, dato che la diplomazia nulla può, è quella di dare un concreto aiuto con l'esercito di terra del regime laico di Assad ai territori dello Stato Islamico a cavallo tra Siria e Iraq per essere liberati e per questo Putin fa bene ad appoggiarlo. La soluzione migliore sarebbe procedere con un attacco su più fronti: riscattare i territori in Libia, Siria e Iraq; e poi l'Italia dovrebbe promuovere e capeggiare una coalizione internazionale per ripristinarvi legalità sicurezza, sovranità".

Magdi afferma che "L'islam è uno solo e non esiste un Islam moderato. Il Corano, Maometto e Allah sono unici. Lo dimostra il fatto che i terroristi dicono che "Allah è il più grande", iniziando e finendo gli attacchi cantellando un versetto del Corano. Per questo l'Isis rappresenta l'Islam al 100%. E' una minaccia, dice, che non riusciamo a controllare e lo dimostrano i fatti di Parigi ".

Magdi ricorda in parallelo, partendo sempre dai versetti coranici, come egli abbia sempre affrontato i temi che principalmente ci preoccupano: violenza, terrorismo islamico, odio per ebrei e cristiani, la sottomissione della donna, l'odio mortale verso i miscredenti. Fa tutto parte di una strategia che mira a islamizzare il mondo intero, perché questa è la missione dell'Islam, non ci potrà essere pace finché l'intera umanità non si sarà sottomessa alla verità dell'Islam.

Questo il pensiero di Allam che non si discosta dall'altra "cassandra" di turno, Oriana Fallaci che tanto ha fatto per aprirci gli occhi sul pericolo di essere "Eurabia". Cito un'altra donna da me molto stimata per il suo coraggio e la sua forza: Ayann Hirsi Ali, politica e scrittrice somala naturalizzata in Olanda, amica e collaboratrice del defunto Theo Van Gogh. Anche lei vive sotto scorta perché la teocrazia dell'islam fondamentalista apostrofa come infedeli tutti costoro da punire con la morte.

Ricordo che Hirsi Ali è diventata famosa per il suo impegno a favore dei diritti umani e per il riconoscimento dei diritti della donna nella tradizione islamica. Grandi scrittori e politologi e "penne libere" della nostra umanità culturale hanno rinunciato al bene più prezioso, la libertà, per la ricerca di riaffermazione dei valori che sono l'essenza della nostra umanità: la sacralità della vita, la libertà di scelta, la parità tra uomo e donna. Una coralità di voci queste che dichiarano che l' essere "moderati" si identifica solo se si riesce ad anteporre la forza della ragione e del cuore.
Pertanto i musulmani, a detta loro, non lo possono essere se antepongono il Corano e Maometto. Questo è il punto fondamentale. I musulmani pertanto possono essere moderati, l'Islam che si sostanzia del Corano non può esserlo.

Il nuovo filmato lanciato via twitter dai jihadisti di propaganda del terrorismo psicologico verso tutti i Paesi che sostengono operazioni militari a fianco di Stati Uniti e Francia in Iraq sono un chiaro segnale di quella che è la loro strategia totalitaria. E così per la paura di andare contro corrente e di essere tacciati per razzisti termine improprio perché il fulcro di tutto non è la razza ma la religione ed oggi è in atto una vera e propria crociata all'incontrario, abituati come siamo al doppio gioco, accecati come siamo dalla miopia, non vogliamo cogliere il dato fondante: che è in atto una guerra la Jihad-guerra Santa. Una guerra che non mira alla conquista del nostro territorio, forse, ma che certamente mira alla conquista delle nostre anime. Alla scomparsa della nostra libertà e della nostra civiltà. All'annientamento del nostro modo di vivere e di morire, del nostro modo di pregare o non pregare, del nostro modo di mangiare e bere e vestirci e divertirci e informarci.

Non capiamo o ci ostiniamo a non capire che se non ci si oppone, se non ci si difende, se non si combatte, la Jihad vincerà. E distruggerà il mondo che bene o male siamo riusciti a costruire, a cambiare, a migliorare, a rendere più illuminato ogni aspetto ed ogni questione che non venga esaminata con la lente della religione ma quella della ragione e della civiltà! E con quello distruggerà la nostra cultura, la nostra arte, la nostra scienza, la nostra morale, i nostri valori, i nostri piaceri.

Bisogna combattere, dunque, con le armi delle grandi potenze del mondo e noi persone libere con il verbo per la difesa del nostro patrimonio culturale e sociale per la tutela della nostra identità storica. Non possiamo avere alcun tentennamento né remora nell'essere al fianco di tutte le migliori menti intellettuali illuminate che con i loro scritti, i loro libri e le loro opere lottano contro l'instaurazione lenta e strisciante di un islam radicale ormai presente attraverso le sue cellule e i suoi iman che spesso predicano nelle pseudo-moschee, di fatto legalizzate, l'odio contro gli occidentali, nel ventre molle di un Europa troppo lassista, troppo indulgente e arrendevole nei confronti dell'Islam.

Pensieri liberi dopo l'attentato di Parigi

Chi è online

 111 visitatori online