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Sovraindebitamento: cosa fare in caso di mutui e finanziamenti diventati insostenibili

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Giorgio GarbelliniTrento, 6 giugno 2017. - di Giorgio Garbellini

In questi anni di crisi economica molte famiglie e piccole imprese familiari o individuali si sono trovate loro malgrado a dover far fronte a situazioni di cirsi di liquidità o riduzione di reddito non previste. Purtroppo in molti casi, il comportamento più frequente è stato per diverso tempo quello di ignoarare o nascondere il problema e mantenere il pagamento di rate di mutuo o di rimborso del finanziamento concessi, facendo sacrifici sempre più gravosi e riducendo spese o rinviando investimenti nella previsione o speranza che il reddito familiare o dell'attività economica avesse una ripresa.

In molti casi, purtroppo, questo non si è verificato con la conseguente progressiva perdita di liquidità familiare o aziendale che ha portato anche a situazioni di sovraindebitamento non più sostenibili anche per la normale vita quotidiana.

Ora va detto che la legge 27 gennaio 2012 n.3 sul sovraindebitamento è nata proprio per consentire a queste situazioni di sanare attività imprenditoriali e familiari da una situazione finanziariamente insostenibile di medio-lungo periodo e di riportare in equilibrio un'attività economica o di vita familiare.

Ciò che non è sufficentemente noto è che a questa legge si possono affiancare anche soluzioni tecniche-gestionali di tipo finanziario non tradizionali ma che favoriscono una soluzione di conciliazione con gli istituti di credito o fornitori aziendali.

Un esempio può essere quello di una ristrutturazione del debito di una famiglia sommando in un'unica rata più finanziamenti ad esempio per l'acquisto a rate di un'auto o di un elettrodomestico con il mutuo immobiliare, riducendo di molto l'importo mensile dell'unica rata, aumentando il numero delle rate e riducendo contemporaneamente il tasso di interesse.

Per chi ha una piccola attività si può fare un contratto di noleggio di medio-lungo periodo per l'acquisto ad esempio di una cucina di un ristorante o per l'impianto di condizionamento o attrezzature varie per un piccolo albergo, finanziamenti che sono fuori dal sistema degli affidamenti tradizionali e valutazione del rating creditizio del cliente finanziato e quindi ai quali si pùo accedere anche in situazioni di media difficoltà economico-finanziaria.

Per chi ha attività stagionali del nostro settore turistico capita spesso che il rating peggiori per eccessivo utilizzo degli affidamenti concessi, con conseguente aumento dei tassi di interesse corrisposti all'istituto di credito. E va detto che quest'aumento di costi può avvenire anche rimanendo all'interno dei limiti di affidamenti concessi, normalmente quando lo si supera l'utilizzo mediamente del 60-70% per oltre un mese, e ciò è normale in caso di stagionalità. Sono sovracosti aziendali riducibili con opportune modifiche dei contratti bancari, modifiche che difficilmente l'istituto segnala e propone al cliente dato che riduce i suoi profitti.

E qui veniamo al ruolo della figura del mediatore creditizio, previsto dalla legge bancaria.

Molto spesso situazioni di sovraindebitamento sono notevolmente peggiorate perché da un lato il cliente-consumatore non conosce bene le norme bancarie e finanziarie e le opportunità alternative di soluzione in caso di sovraindebitamento e dall'altro gli istituti di credito e finanziarie hanno insufficientemente informato per tempo i loro clienti delle alternative di soluzione per evitare che la situazione debitoria peggiorasse a livelli di non ritorno, anche per motivi di loro interesse.

La mia esperienza di mediatore creditizio mi ha portato alla convinzione che anticipare ed evidenziare un problema finanziario, e non rinviare e nasconderlo come spesso avviene, sia alla fine la linea di comportamento più conveniente per tutti per risolvere con uno o più accordi l'indebitamento familiare od aziendale.

In una situazione di sofferenze debitorie diffuse, come oggi è il nostro Paese, non vi è nulla di vergognoso nel chiedere aiuto alla nostra banca in caso di difficoltà, specie se siamo vecchi clienti o correntisti. La disponibilità che ho incontrato dagli istituti è andata via via aumentando nel tempo.

Ed in questo l'assistenza di un consulente che ci aiuti a proporre soluzioni condivise od innovative rappresenta non di rado una soluzione non presa in considerazione per i motivi e per gli esempi che ho detto prima. In generale il consiglio è di non firmare solo sulla fiducia ma di avvalersi dell'aiuto di un esperto, esercitando così del diritto alla trasparenza delle clausole senza la quale il contratto è soggetto a nullità, e prevenire così situazioni poi insostenibili.

* Mediatore creditizio

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