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Assegno unico ed indennità di accompagnamento: le ultime novità

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assegno unico provincialeIl sistema ICEF è effciente ma non trasparente. L'aumento del budget provinciale da 60 ad 80 milioni e dei beneficiari da 30 a 34 mila famiglie. La difficoltà di verifica del calcolo ICEF e la necessità di un monitoraggio per i casi anomali. Una raccolta delle segnalazioni al nostro giornale da proporre al Difensore Civico

Trento, 23 gennaio 2018. - di Giorgio Garbellini

Nelle scorse settimane, in occasione dell'avvio in Trentino del un nuovo sistema di calcolo di sostegno al reddito rappresentato dall'assegno unico, sono state segnalate diverse situazioni di preoccupazione e di mancata possibilità di verifica da parte di beneficiari e di operatori.

La nuova misura provinciale che appariva sulla carta una soluzione valida per dare più equità e universalità alle varie necessità di sostegno al reddito, ha immediatamente manifestato i suoi limiti nell'efficienza del suo software applicativo che da un lato non risulta trasparente, dall'altro non comprensibile agli stessi operatori e, dato che il monitoraggio viene effettuato ex post e solo da alcuni "esperti" risulta di fatto un tipico modello perfetto per una burocrazia che in questo modo può sostanzialmente adeguare gli importi come vuole senza alcun controllo.

E' questo forse il vero tema da affrontare oggi come nel passato nel meccanismo ICEF a base dell'assegno unico e cioè come funzionano questi sistemi automatizzati che non hanno istruzioni operative verificabili da operatori come i patronati o associazioni di cittadini.

Sebbene la nuova razionalizzazione dell'assegno unico abbia aumentato il budget complessivo provinciale da circa 60 a circo 80 milioni di euro, e fatto passare le famiglie assistite da circa 30.000 a circa 34.400, questo non significa che non vi possano essere casi di iniquità nel nuovo meccanismo di calcolo.

Tra queste misure rientrano anche le indennità di accompagnamento ed altre misure risarcitorie per inabilità che prescindono dal reddito e che pertanto non devono essere considerate fra i redditi che rientrano nel calcolo dell'indicatore ICEF provinciale.

Qui occorrerebbe una verifica tecnica della Deliberazione Giunta Provinciale 1804/2016 e dalla sua applicazione in quanto è li la vera sostanza dell'applicazione della norma, allo scopo di verificare se di fatto vengono rispettate anche le Sentenze del Consiglio di Stato del 841,842 e 838 del 2016, già oggetto di interrogazione da parte del consigliere provinciale Filippo Degasperi.

Più recentemente il consigliere provinciale Claudio Cia ha presentato un'interrogazione per una questione relativa alle modalità con cui viene riconosciuto il nuovo assegno unico in quanto se prima veniva calcolato sulla base di una semplice tabella reddituale del nucleo famigliare ora a determinare il diritto è l'indicatore ICEF che prende in considerazione i redditi, il patrimonio mobiliare ed immobiliare, alcuni oeri detraibili e deducibili, nonché altre indennità e rendite relative ad ogni singolo membro della famiglia, compresi i minori e conviventi senza legami di parentela.

Fra i funzionari provinciali si era già nel passato ritenuto una decisione illogica quella del Consiglio di Stato in quanto l'aver tolto l'indennità di accompagnamento fra la base di calcolo produce un elemento di iniquità. Fra le persone non autosufficienti ci sono infatti molti casi di anziani che non hanno l'indennità di accompagnamento, e chi non ha questa indennità ha difficoltà a pagare i servizi in più che gli sono necessari per le normali attività quotidiane.

Avviene quindi che ci siano casi in cui i 515 euro mese corrisposti non bastano perché si è sia senza redditi sia senza patrimonio, mentre altri li hanno ed accantonano tale indennità pro-futuro.

Ci sono anche giovani con indennità di accompagnamento che lavorano ed hanno quote riservate.

In pratica la formula SI/NO a volte corrisponde a soggetti con reddito e patrimonio a volte a soggetti che non hanno nulla, neppure le cure di un familiare o l'assistenza di un'associazione di volontariato.

Senza entrare troppo nei meccanismi di calcolo occorre dire che il nuovo sistema dell'assegno unico, come in precedenza le varie forme di sostegno al reddito, scontano un metodo applicativo non trasparente ne verificabile che dovrebbe essere rimesso in discussione per la delicatezza della materia, prevedendo un sistema di controllo che non lasci di fatto al controllato di controllare se stesso, al limite prevedendo una commissione di esperti indipendenti che riferiscano ditrettamente in aula consigliare.

Dato per scontato l'opposizione ad un tale sistema di vero controllo sostanziale è nostra opinione che il Difensore civico debba nel frattempo farsi carico delle segnalazioni di anomalie nell'applicazione del nuovo meccanismo derll'assegno unico così come di applicazioni che di fatto annullano sentenze o richieste di trasparenza dovute ai cittadini per una legge nazionale a difesa dei loro diritti.

Invitiamo inoltre i nostri lettori a segnalarci nel frattempo casi che dovrebbero essere monitorati dagli organi di controllo dell'APAPI. Infatti in un colloquio con l'Agenzia provinciale APAPI abbiamo avuto conferma che "è previsto un monitoraggio di situazioni che presentano anomalie impreviste e sostanziali alle quali non si esclude possibilità di intervento correttivo."

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