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Iva su Tia. Ora, scendono in campo i “paraculo” di regime

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I Trento, 16 marzo 2012. - di Claudio Taverna

Sapevamo che sarebbe andata così! La recentissima sentenza della cassazione, che ci "rispiega" come una tassa non possa applicarsi su di un'altra tassa, ripresa con rilievo dalla stampa, anche se in modo incompleto e sotto certi aspetti "censorio", fa scendere in campo i "paraculo" di regime.

Ma chi sono costoro? Sono tanti........Facciamo l'elenco: i vertici dell'Amnu (azienda municipalizzata di Pergine), della Trenta spa, gestore della raccolta rifiuti di Trento e Rovereto, la Provincia autonoma di Trento, il presidente dei comuni trentini Marino Simoni, l'assessore comunale di Trento Fabiano Condini.

In via preliminare, per far quadrare i conti e i bilanci dei gestori della raccolta rifiuti, anziché lucrare sulla tariffe, si diminuiscano i compensi agli amministratori, a cominciare dal dottor Marco Merler, amministratore delegato di Dolomiti Energia spa, di cui Trenta spa è partecipata, che si "becca" la modica somma di 175.000 euro all'anno, alla faccia della crisi.

Le numerose dichiarazioni dei "paraculo" di regime meriterebbero la nostra attenzione. Per ora ne commentiamo due. Quelle di Marino Simoni e di Fabiano Condini. Per Simoni "La sentenza probabilmente si riferisce a vecchi contenziosi che però sono stati superati da una legge del governo". E' chiaro che il capo dei comuni trentini ignora la materia, e questo ci preoccupa, perché è uomo di legge, essendo segretario comunale, oltre che sindaco. Infatti, il pregio della sentenza non è che ribadisca che la Tia sia una tassa. Lo aveva già detto, autorevolmente, la corte costituzionale con la sentenza n. 238/09. La novità è che la cassazione demolisce il fisco che pretendeva che l'interpretazione di Giulio Tremonti (art. 14, comma 33 del D.L 78/10) sulla Tia2 fosse assimilabile alla Tia1 (si rinvia ai numerosi articoli che abbiamo pubblicato sulla questione).

Per Condini, addirittura "non vale la pena chiedere il rimborso, è solo una perdita di tempo". Davvero esilarante, l'assessore comunale di Trento.

Un capitolo a parte, merita invece Carlo Biasior, del Centro ricerca e tutela consumatori, che dichiara "Facciamo attenzione a non creare false aspettative nelle persone". Affermazione che ci sconcerta. Il problema non è quello delle false aspettative, ma di difendere i cittadini in una giusta pretesa. Se il Centro Ricerca e Tutela dei Consumatori ed Utenti (CRTCU) di Trento, di cui, spesso, ci siamo occupati nella nostra rubrica "Notizie di utilità sociale", apprezzandone l'attività, avesse convintamente sostenuto la causa della restituzione dell'Iva non dovuta sulla raccolta dei rifiuti, probabilmente ora ci troveremo in ben altra condizione.

Concretamente, almeno in Trentino, solo "Lo Scudo" a difesa dei Cittadini è andato oltre alle parole e alla distribuzione dei moduli di rimborso. E' in causa contro Trenta da oltre tre anni. E questi sono fatti. Peccato che "Lo Scudo" sia rimasto da solo contro i "poteri forti"!

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