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L'Italia dimentica i suoi figli

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Tobias Fior1Trento, 17 maggio 2012. - di Tobias Fior

Non è concepibile pensare che in Italia ben il 22,6% dei bambini sia a rischio di povertà, eppure è questo l'elemento che rimbalza sul dossier "Il paese di Pollicino" curato dall'associazione "Save the children". Non è possibile pensarlo soprattutto perché siamo in Italia e non in un Paese dell'Africa Centrale, non è possibile pensarlo perché abbiamo i mezzi per tutelare l'infanzia e i suoi diritti nel nostro Paese.

I dati forniti ci inchiodano ai primi posti in tutta l'Europa per quanto riguardo la povertà minorile, mentre per quanto riguarda i finanziamenti elargiti per la difesa dei diritti dell'infanzia, per la maternità e per la famiglia siamo collocati agli ultimi posti in Europa. I dati in questione vanno inoltre a dimostrare come si siano intensificati anche gli abusi sui minori soprattutto negli asili nido e nelle scuole materne dal 2006 ad oggi. Abusi che vengono spesso taciuti o scoperti dopo anni di indagini e telecamere nascoste. Purtroppo da questo punto di vista anche la legge sembra venga aggirata grazie a quella che ormai è diventata quasi una scusa: "problemi psichici".

Dunque la fascia che dovrebbe essere tutelata e protetta di più, quella minorile, perché rappresenta il futuro e le speranze di una nazione, si ritrova a essere sempre di più degrata e umiliata, ridotta a non essere più tutelata. Ma non solo. Un altro aspetto che balza agli occhi è che questo "rischio di povertà" colpisce i bambini che si ritrovano con un solo genitore, ad esempio con la madre che spesso non riesce a far coincidere il lavoro con la cura del figlio e per non perdere il primo preferisce trascurare il secondo.

I finanziamenti per la tutela dell'infanzia dovrebbero essere elargiti in associazioni che garantiscano ai genitori, alle mamme in particolare, il modo di poter educare correttamente i figli, badando loro, senza aver la preoccupazione del domani. Tutelare l'infanzia e i minori significa anche creare delle associazioni che promuovano servizi di baby-sitting e altri servizi indispensabili per chi non riesce a badare ai propri figli, mettendo in moto anche delle agevolazioni in merito a questi servizi.

La campagna che "Save the children" sta promuovendo in questi giorni è un semplice spot che colpisce immediamente, un bambino interrompe il premier Mario Monti durante una sua conferenza, ponendogli la domanda: «Ti ricordi quando eri me?» (http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=SsMTY9EfrYY questo il link al video). Con questo breve spot della durata di una quarantina di secondi l'associazione "Save the children" vuole lanciare un appello al Governo italiano per sensibilizzarli verso questa tematica e bisogna ammettere che la situazione rispetto al tema dell'infanzia è veramente grave se il garante nazionale dell'infanzia, Vincenzo Spadafora, nominato solamente nel dicembre 2011 (prima di allora il posto era vacante), ha dovuto interrompere le azioni che stava facendo dopo appena sei mesi di attività. Lo stesso Spadafora nella relazione al Parlamento aveva sottolineato un "pericoloso arretramento dei diritti".

Il Governo sta cercando in tutti i modi di promulgare delle manovre, delle riforme che colpiscono gli italiani, ma soprattutto colpisce la fascia più debole quella dei minori. La tutela dei diritti dell'infanzia è necessaria prima di cominciare a pensare alle riforme scolastiche, ai tagli all'istruzione e ai tagli ai finanziamenti alle scuole private.

Tobias Fior  *

*  È poeta, scrittore, giornalista e studioso di Gabriele d'Annunzio. Dopo gli studi classici pubblica il primo romanzo Notte (Campanotto Editore, 2008) e comincia una breve collaborazione con il settimanale "Vita Cattolica". I suoi saggi su d'Annunzio vengono prima pubblicati sul sito www.gabrieledannunzio.it del quale è capo-redattore e successivamente sulla prestigiosa "Rassegna Dannunziana" di Pescara.

È Coordinatore Regionale del Friuli Venezia Giulia per Alleanza Italiana.

All'amico Tobias un saluto e un ringraziamento per la gradita e competente collaborazione dalla Redazione e mio personale. Claudio Taverna

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