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La 'missione': riferimento comportamentale o perfetta sconosciuta

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MissionTrento, 18 luglio 2013. - di Umberto Servadei

Tutti abbiamo, consapevolmente o inconsapevolmente, una "missione" nella vita lavorativa, nel sociale(ruolo) verso gli altri e verso noi stessi. La triade di riferimento per la definizione della "missione" individuale viene dall'alto (superiore gerarchico, politica, religione ecc.), viene dai fruitori dei nostri comportamenti (clienti, figli, terzi ecc.),da noi stessi come coscienza e regole interiori. Purtroppo la coerenza e la condivisione dell'insieme dei messaggi che inducono la "mission" (all'inglese) latita o è spesso contraddittoria determinando distonie verso l'alto (ribellione), verso i fruitori (delusioni e vane attese),verso se stessi (crisi psicologiche).

Non vorrei offendere specifiche categorie di persone, ma per spiegare perché la mancanza, in particolare, di una chiarezza di indirizzo e pulizia di guida politica costituisce la principale causa di disordine sociale, sviluppo alcuni esempi.

La "scuola": gli insegnanti di ogni ordine e grado hanno la missione di "promuovere" per migliorare i parametri di efficienza della loro scuola? Hanno la missione di "selezionare" promuovendo solo i migliori o i più meritevoli? Hanno la "missione" di insegnare ed educare i nostri figli o nipoti per prepararli ad affrontare il domani?

Le forze dell'ordine (dalla Finanza alla Vigilanza ecc.) hanno la "missione" di prevenire i reati? Hanno la missione di perseguire? Hanno la missione di punire?

Se la Polizia stradale vede quattro ragazzi un po' brilli che salgono in auto, li aspettano per multarli o li avvicinano per dissuaderli?

Ricordo un esempio, datato ma sempre valido, di missione riferita a tre scalpellini intenti a spaccare delle pietre: alla domanda "che cosa stai facendo?" le tre risposte erano: spacco pietre, realizzo delle pietre lunghe 22 cm.alte 12 cm., tutte uguali, costruisco la cattedrale nuova.

I commercianti hanno la "missione" di consigliare il cliente per il meglio? Hanno la missione di vendere il più possibile? Hanno la missione di guadagnare?

Una selezione rigida ed assoluta si rende difficile e spesso le sfumature arrotondano il problema, ma certamente dobbiamo, credo, ammettere che la società attuale manca di riferimenti ed indirizzi univoci, condivisi e armonici su questo tema.

Raramente mi è dato di riconoscere messaggi di coordinamento e guida nei sistemi democratici (è probabile che il concetto di democrazia spinto possa determinare una certa anarchia individuale in nome della libertà assoluta?) chiari ed inequivocabili per cui la vita sociale ha una frequenza di delusioni, nei servizi, nell'assistenza, nei comportamenti che supera di molto le soddisfazioni.

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