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Copertina del Settimanel Verona, 21 gennaio 2014. - di Sergio Stancanelli

Sparliamo di Berlusconi ma ne utilizziamo i doni, siamo stufi dei ludi cartacei ma continuiamo ad andare a votare, diamo una stretta ai religiosi pedofili ma li lasciamo sotto l'ombrello dell'omertà – E non sappiamo parlare correttamente la nostra lingua.

In merito alle riviste settimanali che, se pure non con regolarità settimanale, ricevo in omaggio, ho già intrattenuto i lettori dichiarandone la fonte nel corso di una serie di articoli pubblicati sulla testata di cui ero precedentemente corrispondente. Inizio l'anno nuovo col prendere in mano il primo numero di "l'Espresso" (2 gennaio 2014), che è anche l'ultimo dell'anno precedente (n°52 a.LX).

In apertura, o poco dopo (pag.15), ci viene ricordato di quando Berlusconi brindava all'euro, e faceva confezionare e recapitare agli italiani il convertitore tascabile per facilitare i calcoli da lira ad euro e viceversa. E' vero, ce l'ho anch'io: e funziona.

Più avanti, introdotte da un titolo che, da solo, occupa in esclusiva due pagine al completo (e non è il solo), quattro pagine intere son dedicate all'attuale Pontefice, che con la Chiesa pare non abbia intenzioni d'essere tenero. Già Ratzinger diede una stretta contro preti e vescovi implicati nella corruzione di minori: «ma la lotta contro l'omertà del Vaticano sarà ancora lunga» (pag.54). E' un bel programma. Perché non cominciamo col far luce sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, fatta eliminare da un cardinale che l'aveva resa incinta? Però - perdonate la mia pignoleria, - «L'orrore pedofilia è stato la spina» del Papa precedente «insieme con lo scandalo della Banca vaticana», che ne provocò il gran rifiuto, non «insieme a».

Su l'ipotetica esistenza di una particella, il bosone, definito la particella di Dio, esistenza ora confermata dal Cem (pag.83), scrissi un articolo su "Parallelo 38" di Reggio Calabria nel gennaio 2009. Il fisico britannico Peter Ware Higgs che ne ipotizzò l'esistenza, ha avuto il Nobel. L'ha avuto però «insieme con François Englert», non «insieme a». Nel cielo dei monti Urali è esploso un meteorite che percorreva gli spazi alla velocità di 54.000 chilometri l'ora e la cui massa è stata calcolata in 10.000 tonnellate (pag.106) – il dislocamento d'un incrociatore tipo Washington, ndc. – , inferiore solo a quello famoso che nel 1908 disseccò una foresta in Siberia. Gli scienziati son preoccupati perché lo stesso giorno due altri meteoriti, per fortuna piccoli, son caduti su Cuba e su Los Angelese, senza causare vittime. Tutto è bene quel che finisce bene: però i meteoriti «sono piombati sulla Terra», non «sulla terra».

Dall'ortografia ritorniamo alla grammatica con la sonda Voyager 1, che dopo trentasei anni di viaggio durante i quali esplorò Giove, Saturno, Urano e Nettuno, a 19 miliardi di chilometri dalla Terra ha lasciato il sistema solare (pag.111). Era stata progettata e lanciata nel 1977, però «insieme con la gemella Voyager 2», non insieme «a». Si torna in Vaticano con Giovanni XXIII, che mise sossopra la Santa sede indicendo il Concilio II, e di cui "l'Espresso" (pag.117) ricorda l'invito a portare una carezza ai figli. Sì: però fu, quello, «il memorabile discorso della Luna», non «della luna».

In ultima, o quasi (pag.140), un cittadino dice "Basta, non voto più". La collega che cura la rubrica "Lettere" e lo ospita, definisce scespiraneamente il 2013 «l'anno del nostro scontento». Io parlerei dei decenni del nostro scontento, e a quelli che se ne lagnano dico: Avete voluto la democrazia? Ce l'avete, godetevela. Il guaio è che dobbiamo godercela anche noi, che non la volevamo. Tornano in mente quei filosofi i quali cinquemila anni prima di Cristo proclamarono che «Il governo della maggioranza è il governo della dabbenaggine e dell'ignoranza». E Benito Mussolini, che del suffragio universale centrava la definizione perfetta chiamandolo "i ludi cartacei".

Un breve cenno anche ad un'altra testata, "il Venerdì", quella del 3 gennaio 2014, fascicolo n.1346. In una copertina piena di raggi d'un Sol dell'avvenire tutto rosso (dalla vergogna, io credo), quattordici giornalisti annunciano altrettante interviste contenute nell'interno, nel 25° dalla scomparsa del Partito politico capeggiato da un pugno di criminali e costituito da milioni d'imbecilli. Manca fra gli intervistati il reverendissimo presidente Napoletano, che inneggiò alla repressione di Praga. Per il resto, il settimanale di "Repubblica" s'apparenta a "l'Espresso": «Era il 1848, e a Parigi c'era la Rivoluzione. Tutta la terra era a Parigi» (pag.146). C'è da chiedersi se vi fossero anche sassi e macigni, ed erbacce e sterpaglie, o se la terra fosse stata accuratamente passata al setaccio. In più, «George Sand diede incarico alla sorella della Malibran di comporre una nuova Marseilleise». Come tale, non poteva esser che nuova, anzi nuovissima, e inedita: la vecchia, infatti, si chiamava – e si chiama – Marseillaise.

PARALLELO 38  Numero gennaio-febbraio 2009 pag. 19

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