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Le "folgorazioni" di Pierangelo Giovanetti

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Trento, 9 ottobre 2014. – di Claudio Taverna

Tutti sanno che sono di destra fino al midollo, e a differenza di molti altri - troppi in verità - non ho mai abiurato e vivo con coerenza le mie idee. Non ho mai avuto simpatie verso il sindacato di sinistra (CGIL) e nemmeno verso gli altri due (CISL e UIL) che a parole dicono di avere altre ispirazioni, anzi li ho strenuamente combattuti. Ma questi, con la CGIL, hanno dato vita, fin dagli anni 70, alla triplice sindacale: blocco sociale e politico che ha condizionato tutti i governi, utilizzando lo sciopero generale di soreliana invenzione come arma politica.

La Triplice ha anticipato, sul fronte sindacale, e di molto, la stagione del compromesso storico. Da mezzo secolo, l'antifascismo "militante" sindacale ha egemonizzato il mondo del lavoro. Nelle aziende, piccole o grandi, o negli uffici pubblici, una vera dittatura di classe, dove non c'era spazio per nessun altro.

Il 30 luglio 1970 alla Ignis. questo è avvenuto. E grazie allo Statuto dei Lavoratori (art. 28 della Legge 20 maggio n. 300), che il pretore di Trento aveva "legittimato", solo qualche settimana prima, l'assemblea sindacale della Cisnal che l'azienda non voleva autorizzare, per il veto (e le minacce) della triplice sindacale.

Lo Statuto dei Lavoratori (che l'allora PCI non votò) fu una conquista di civiltà giuridica. E l'Italia ha fatto scuola con una legislazione sul lavoro e sulla previdenza all'avanguardia. Basti pensare ai precedenti: la carta del lavoro, il riconoscimento giuridico dei contratti di lavoro, la socializzazione delle imprese, l'INPS , l'INAIL, il dopolavoro, le colonie per i figli degli operai ecc.

"Il sindacato o cambia o finisce.....". Allucinante il ragionamento di Pierangelo Giovanetti. L'abolizione della scala mobile sulle retribuzione è una conquista o un arretramento per il mondo del lavoro? Di certo è un arretramento. Quando venne decisa dal governo Craxi, l'inflazione era a doppia cifra. E' giusto o sbagliato, sul piano sociale, tutelare i redditi fissi (stipendi, salari e pensioni) dalla svalutazione?

E l'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, del resto ampiamente riformato dalla Forneo, è una conquista o un arretramento?

Ma Pierangelo Giovanetti ha mai letto l'articolo 18? Non credo proprio. L'art. 18 è uno strumento di garanzia che tutela i lavoratori dai licenziamenti illegittimi, in particolare discriminatori o disciplinari ed impone (altro che indennizzo) la riassunzione. Ma il lavoro è merce anche per Giovanetti, alla pari delle banane o delle patate?

E sia ben chiaro, gli investitori stranieri non vengono in Italia perché c'è l'articolo 18. Non vengono per altri e ben più seri motivi: Ne cito per economia di spazio solo due.

Cinque regioni in mano alla malavita organizzata ed altre in pericolo di finirci, dove la sola autorità riconosciuta è il mafioso o il camorrista ecc; la massiccia corruzione a tutti i livelli della realtà statuale (Stato, Regioni, Province, Comuni) è una piaga sociale.

E come la mettiamo con le leggi che favoriscono, con contributi statali, la delocalizzazione delle nostre imprese all'estero: Romania, Ungheria, Bulgaria, Polonia. Paradisi fiscali e non solo: costo del lavoro cinque volte meno caro che in Italia. Queste leggi ed una pressione fiscale inarrestabile hanno svuotato il Nordest, altro che art. 18.

Se il sindacato sparisce è per altri motivi. Ma per una caratteristica tutta italiana, l'opportunismo è di rigore. Oggi, tutti con Renzi, domani si vedraà....... Vero, Giovanetti?

Le

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