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Expo 2015 e il Trentino : una “partecipazione” senza cuore e senza anima

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Expo TrentinoTrento, 29 settembre 2015. – di Umberto Servadei

Caro Direttore, stiamo rilevando che le polemiche sulle iniziative del Trentino in Expo stanno "montando" . Premesso che siamo convinti che convenga obiettare prima o intervenire prima anziché polemizzare dopo, crediamo utile una breve riflessione.

I momenti di aggregazione a livelli elevati sono generalmente legati alla "Religione", il pellegrinaggio alla Mecca, l'Anno Santo Cattolico , ecc. ecc.

Nel sociale invece i "grandi" momenti sono le Olimpiadi, i Campionati Mondiali di ogni disciplina nelle dimensioni proporzionali alla disciplina stessa, le Esposizioni Universali.

Poi vengono le Fiere annuali o biennali di categoria con punte elevate nell'auto, nella moda ecc.
Da quando si ricordano questi eventi hanno sempre avuto criticità, momenti di difficoltà organizzativa, polemiche, corruzione (purtroppo questa è ovunque), ma salvo in occasione della GUERRA MONDIALE sono SEMPRE stati realizzati.

Nel 2014, una parte della politica italiana ha avanzato dubbi sulla realizzazione di Expo Milano 2015, il Trentino si è allineato prevalentemente su questa posizione: "non sarà pronta"; ricordiamo anche con chiarezza che tale opinione non era corredata da soluzioni tipo "per cui si rinvia", per cui verrà fatta da altri", NO solo lo scetticismo generico: "non sarà pronta".

Al di là delle opinioni questa posizione fu la più comoda per non impegnarsi: capire, promuovere, informare, progettare, lanciare il Trentino verso Expo era fatica, cervello e impegno; molto, molto più semplice "tanto non si farà" o "non servirà a niente".

Nel nostro ruolo di giornalisti, forti della premessa (MAI una esposizione è stata disdetta, persino la Grecia ha realizzato, magari rovinandosi, le Olimpiadi 2004) e della conoscenza (sono milanese e ho vissuto la "gara" con annessi festeggiamenti per l'affermazione (Sindaco la Moratti, Italia ancora sulla cresta dell'onda pre-attacco dalla Germania), abbiamo cercato di informare, abbiamo bussato, appoggiati validamente dall'Università, alle porte per organizzare convegni, incontri, ecc.

Muri di gomma, perplessità, incredulità e scetticismo.

Sottolineiamo che gli obiettivi erano almeno due: informare dei contenuti, rendere partecipi e coinvolgere i 500.000 trentini per portarli all'esperienza; pianificare e gestire come portare invece l'eccellenza trentina nel cibo e nella natura in Expo per farla conoscere alle persone.

Sul primo fronte qualche notiziola, alcuni articoli, pochissimi convegni, informazione carente e sempre venata da indifferenza.

Il campanilismo e l'autonomia (il cortile di casa), come in molte altre regioni e province europee sono radicati, per interessare a ciò che succede altrove, per convincere a leggere e farsi attrarre da eventi al di fuori della norma ci vuole ingegno, capacità comunicativa e risorse, ma soprattutto ci vuole la VOLONTA' e la CONVINZIONE.

In assenza di tali requisiti è chiaro che ADESSO cominciano a correre associazioni, pro-loco, scuole, gruppi e singoli trentini per effetto del passa-parola e della grancassa nazionale.

Un evento unico e irripetibile per due generazioni NON è stato raccontato, spiegato e diffuso.

Per quanto riguarda la presenza confermiamo al 100% le valutazioni negative emerse dal vivo dai visitatori trentini, l'investimento economico non è giudicabile se non per i risultati diretti od indiretti, considerato che la Piazzetta è stata poco più di una fiera di Paese tanto valeva investire solo quanto obbligatorio come partecipazione al Palazzo Italia (300.000 euro).

Ricordiamo solo che nel febbraio del 2014, quando bisognava cominciare a "capire" e "pensare" su internet alla ricerca Expo e il Trentino appariva SOLO un nostro articolo, ricordiamo solo che l'Associazione Artigiani ha dichiarato in scritto il proprio disinteresse a contribuire ad un convegno informativo sul tema e un funzionario disse che si stava creando "su input nazionale" un catalogo degli artigiani, ma che non sarebbe servito a niente perché tanto Expo era solo scena; 16.000.000 di visitatori, Capi di Stato, informazioni nel Mondo (come tutte le esposizioni Universali, tutte le Olimpiadi, tutti gli eventi che gli uomini e le società realizzano con collegialità e priorità)

Nessuna vanteria, successo od insuccesso particolari, semplicemente quando vi è in atto un momento di aggregazione mondiale bisogna avere l'acume di capire il contenuto, intuire gli obiettivi e le opportunità. Gestire la cosa pubblica è soprattutto informare, raccontare e coinvolgere sia sul quotidiano, sugli eventi e la vita di tutti i giorni, sia su quanto accade nel mondo o almeno sotto Ala!!!!!!

Cordiali saluti

Expo 2015 e il Trentino : una “partecipazione” senza cuore e senza anima

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