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Trentino Libero

Referendum e Comunità di Valle

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Trento, 1 febbraio 2012. - Caro Direttore, Tu e "Trentino Libero”  siete  stati i primi a proporre l' abrogazione delle comunità di valle, sollecitando i partiti dell’opposizione, Lega Nord e PdL, alla mobilitazione. Inoltre, "Trentino Libero" boicottò l'elezione delle comunità, invitando gli elettori a disertare le urne: risultato due elettori su tre non andarono a votare e certamente, in quell'occasione, Lorenzo Dellai perse la faccia.  Ti segnalo, con inoltre,  l'articolo di Mauro Bondi, una sorta di "manifesto" contro quelle che sono oggi chiamate "macchinettemangiasoldi". L'avvocato Bondi non è certo uomo di destra, anzi. Fu il primo segretario del PD e consigliere provinciale e regionale, da sempre schierato a sinistra. A differenza,  del logorroico e inconcludente Roberto Pinter,   esprime in quell'articolo, pubblicato dal blog   "Campane di Pinzolo", concetti più che condivisibili.

Carletto Venturini


Caro Venturini,

Ti ringrazio per la segnalazione e per aver ricordato che Trentino Libero ed il sottoscritto furono i primi a mobilitarsi con i fatti e non a parole contro le comunità di valle. Non solo perché lanciammo la campagna contro il voto, contribuendo, nel nostro piccolo, a far "perdere la faccia a Dellai" mentre Lega e PdL addirittura si presentarono a quelle elezioni. Se allora avessero condiviso la nostra posizione, il risultato per il "governatore" sarebbe stato ancora peggiore. Subito dopo il voto, lanciammo l'idea del referendum abrogativo delle "macchinette mangiasoldi". Scrissi  una lettera all'on. Fugatti e all'on. Del Tenno, segretari rispettivamente di Lega Nord e PdL, per realizzare, insieme,  il progetto. Nemmeno, ebbero la cortesia di una risposta. Solo, in seguito, la Lega comprese la portata politica del referendum, decidendendo, la scorsa estate, di promuoverlo, e poi come sempre accade, almeno in Trentino, anche il PdL, buon ultimo, decise di essere della partita. Ciò per la precisione. Naturalmente,  è un vero piacere pubblicare l'articolo di Mauro Bondi che dimostra che la valutazione negativa sulle comunità di valle è trasfersale. Con cordialità

Claudio Taverna

 

Referendum e Comunità di Valle

In ordine alla sopravvivenza delle Comunità di valle emergono tre linee di pensiero.  Ci sono coloro che, come direbbe Totò, le sostengono “a prescindere”, (Dellai – Gilmozzi), coloro che le sostengono poco convintamente (esistono per cui facciamole funzionare, Cossali - PD) e coloro che le vorrebbero eliminare, chi strumentalmente (la Lega) chi convintamente come, non da ultimo, Renato Ballardini. Mi colloco decisamente nella linea di pensiero espressa da Ballardini.

Il referendum è evidentemente proposto strumentalmente dalla Lega ma pericolosa, e altrettanto strumentale, è la posizione del PD che ha preso la scivolosa via dell’astensionismo. Mi interessa poco chi promuove un referendum (ovvio che non firmo se la proposta proviene da forze politiche come la Lega dai cui tavoli sto sempre a distanza di sicurezza) ma una volta indetto vado a votare con assoluta convinzione perché è sbagliato valutare un referendum sulla base di chi lo ha proposto e un invito alla astensione, specie da parte del PD, è inaccettabile. Primo perché incentiva la disaffezione al voto e secondo perché se si crede nelle Comunità di Valle va incentivato il voto popolare convincendo i cittadini della bontà di tale proposta. Diversamente devo pensare che il PD è conscio che i cittadini sono contrari alla Comunità ma siccome sbagliano è bene non farli votare: centralismo decisionista e paternalismo da lasciare ai tempi passati.

Personalmente penso che le Comunità non potranno mai funzionare, essendo il loro principale scopo quello di aumentare il personale politico, oltre alla improduttiva spesa pubblica, nella nostra già inflazionata provincia (ASUC, Magnifiche Comunità, Regole, BIM, Circoscrizioni, Comuni, Comunità di Valle, Provincia, Regione, Stato e Comunità Europea) e quello di meglio controllare il consenso attraverso le istituzioni (e relativi contributi) tanto che la sola parola referendum, fa venire l’orticaria alla classe politica.

L’inutilità delle Comunità di Valle la penso ora ma lo pensavo anche nel 2006 quando, da consigliere, così motivavo il mio voto contrario: “vedremo nell'applicazione di questa legge se i vantaggi saranno superiori agli svantaggi. Se così sarà sarò anche lieto di aver avuto torto perché comunque il mio torto non comporterebbe nessun effetto negativo nei confronti della comunità. Diverso sarebbe se i fatti dovessero darmi ragione, perché evidentemente gli effetti negativi di questa legge avrebbero una dimensione ben più ampia e ricadrebbero sull'intera comunità trentina e non soltanto sul consigliere che ha sbagliato la propria linea politica ”. La pensava così anche il nostro Gigi Olivieri con cui abbiamo promosso battaglie e referendum contro la Comunità di valle ma poi, come Paolo sulla via di Damasco, è stato fulminato sulla via per Tione e così oggi lo troviamo sulla sponda opposta. E se tra le Comunità di valle ce ne è una che meno delle altre potrà mai funzionare è proprio quella delle Giudicarie.

Si dice che soppresse le Comunità di Valle resterebbe il problema della eccessiva frammentazione dei Comuni Trentini ma non si è mai vista una semplificazione del quadro istituzionale dove, anziché creare le condizioni di aggregazione tra Comuni, si da vita a nuovi enti che si aggiungono al già citato complicato quadro istituzionale trentino. Si tratta di un quadro istituzionale che certamente rappresenta la ricchezza e la democrazia di base della nostra Autonomia ma che, nella gestione efficiente e moderna dei servizi per i cittadini, ne rappresenta anche limiti e criticità.

Va trovato, e non è difficile, un punto di equilibrio tra “il campanile”  (il senso positivo di appartenenza ad una Comunità per piccola che sia) e “il campanilismo”  (la dimensione negativa del principio di cui sopra) per cui tutti i Comuni devono avere la scuola, la piscina, il campo da calcio, l’ ufficio tecnico, l’ufficio paghe, i vigili ecc.ecc. Ci abbiamo provato nel 1996 (politicamente 1000 anni fa) quando la Giunta provinciale di cui facevo parte varò un disegno di legge che, depotenziando il centralismo della PAT, consentisse ai Comuni di aggregarsi, secondo uno schema che definimmo “a geometria variabile” per gestire i diversi servizi intercomunali (acqua, rifiuti, uffici tecnici, personale ecc.) e/o di unirsi (leggi Val di Ledro) nei casi in cui ci fossero le condizioni politiche per dare vita ad un solo Comune.

La proposta di quella Giunta non vide mai la luce e, nonostante siano passati 5 anni dalla legge istitutiva delle Comunità di Valle, non si è risolto il problema. I Comuni ci sono ancora tutti, o quasi; la P.A.T. mantiene salde competenze e personale mentre, le Comunità di Valle sono inutili o, nella migliore delle ipotesi, devono essere messe in grado di funzionare: il come non lo dice nessuno. Se poi a dirci che vanno messe in grado di funzionare sono gli stessi che almeno da 5 anni dovrebbero farle funzionare (i politici) è allora chiaro che non funzioneranno mai.

La parola fine è giusto la mettano i cittadini e se il referendum è, come certamente è, strumentale ai giochi politici a noi cittadini non può e non deve interessare. Lasciamo alla incoerenza della politica e dei suoi rappresentanti il problema di risolvere i problemi della politica e proviamo noi, con il nostro voto, a risolvere i problemi concreti, decidendo così del nostro futuro. Lo si è già fatto con molti altri referendum (dal divorzio al nucleare) e sta a noi provarci anche questa volta mentre ai partiti che appoggiano le Comunità di valle, sostenendo o agevolando l’astensionismo, vorrei dire che è frutto di un vecchio paternalismo e di una vecchia pessima politica approfittare del fatto che molti cittadini non vanno a votare per tenere in piedi un ente che sanno perfettamente non troverebbe mai alcuna legittimazione popolare.

Mauro Bondi

Cogne, dieci anni dopo.....

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Aosta, 30 gennaio 2012. - Caro Direttore, a dieci anni dalla scomparsa di Samuele Lorenzi, prescindendo dal culto del   localismo evidenziato nel servizio specifico del TG3 valdostano e attenendomi a  quell’oggettività che a molti a suo tempo mancò, vorrei fare alcune considerazioni su quanto  successo, basandomi anche sulla  conoscenza diretta di Anna Maria Franzoni. Fui il solo a criticare gli sbilenchi commenti dell’allora sindaco unionista di Cogne e la mia posizione finì sulla carta stampata,  premessa per trascorrere un’intera giornata con la sfortunata madre nel suo agriturismo nell’Appennino.

Costa Concordia: rimborsi e risarcimenti

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Trento, 27 gennaio 2012.    Il Centro Ricerca e Tutela Consumatori e Utenti di Trento ci comunica che dopo una lunga e serrata trattativa si è conclusa ieri sera, con un accordo molto soddisfacente,  la fase della vertenza relativa ai rimborsi e risarcimenti per i passeggeri coinvolti.  Ecco il comunicato stampa che integralmente pubblichiamo."È un importante risultato che varrà e potrà coinvolgere, come noi auspichiamo i passeggeri con nazionalità di oltre sessanta paesi senza distinzione alcuna. Per la prima volta inoltre si è affrontato con soddisfazione e in termini extra-giudiziali una questione così rilevante in cui vengono riconosciuti non solo i rimborsi e non solo i danni patrimoniali ma anche quelli per danno esistenziale.
La vertenza si è svolta presso la sede di ASTOI Confindustria Viaggi tra Costa Crociere e le Associazioni dei Consumatori. Alla riunione,hanno partecipato i rappresentanti delle seguenti Associazioni dei Consumatori aderenti al CNCU, Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti: Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Centro Tutela Consumatori Utenti (anche in rappresentanza del CRTCU), Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori.
L'obiettivo, condiviso da tutti i presenti, è stato quello di trovare soluzioni conciliative e transattive che puntino alla migliore soddisfazione dei passeggeri coinvolti nella vicenda di Costa Concordia, evitando le lungaggini e gli aggravi di spese conseguenti all'eventuale instaurazione di un giudizio.
I risultati raggiunti riguardano:
- un importo forfettario di euro 11.000 a persona a titolo di indennizzo, a copertura di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti, ivi inclusi quelli legati alla perdita del bagaglio e degli effetti personali, al disagio psicologico patito ed al danno da vacanza rovinata;
- il rimborso integrale del valore della crociera, comprensivo delle tasse portuali;
- il rimborso dei transfer aerei e bus, inclusi nella pratica crociera;
- il rimborso totale delle spese di viaggio sostenute per il rientro;
- il rimborso di eventuali spese mediche sostenute;
- il rimborso delle spese sostenute durante la crociera.
I costi aggiuntivi si sommano a mediamente 2.000-3.000 euro per passeggero. Costa si è impegnata altresì a non dedurre, da tale cifra, quanto eventualmente percepito dai
Via Petrarca, 32 – 38122 Trento
Tel. 0461/984751
Fax 0461/265699
clienti per rimborsi assicurativi legati a polizze individualmente stipulate. L'importo forfettario concordato a titolo di risarcimento è superiore ai limiti risarcitori previsti dalle convenzioni internazionali e dalle leggi vigenti. Tale importo verrà riconosciuto indipendentemente dall'età del passeggero, considerando anche i bambini, sebbene non paganti. Un nucleo familiare composto da due persone, in aggiunta a quanto sopra elencato, ad esempio, vedrà quindi riconosciuto un importo forfettario di euro 22.000, così come un nucleo familiare di due adulti e due bambini arriverà ad euro 44.000. In concomitanza, la Compagnia avvierà altresì la restituzione di tutti i beni presenti nelle casseforti delle cabine, ove sia possibile il recupero.
L'intera proposta non riguarda le famiglie delle vittime ed i passeggeri feriti, per i quali è stato necessario effettuare trattamenti sanitari in loco. Per costoro l'indennizzo terrà conto della gravità del danno subito dai singoli individui.
In accordo con le Associazioni dei Consumatori si sono altresì stabilite le modalità di gestione delle pratiche di indennizzo, per le quali, nella sede di Genova di Costa, verranno istituite due unità operative interamente dedicate. Gli accrediti degli importi avverranno entro 7 giorni dall'accettazione della proposta di Costa da parte dei consumatori. Costa Crociere metterà a disposizione un indirizzo e-mail ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) ed un numero per le informazioni (848505050). Tutte le Parti si impegnano a divulgare tramite i loro canali di comunicazione ogni informazione legata alle modalità di rimborso e, più in generale, all'accordo raggiunto ed a fornire la dovuta assistenza.
E' stato inoltre convenuto che la Compagnia offra l'opportunità di cancellare senza penali le crociere prenotate prima del drammatico evento, su tutte le proprie rotte, entro il 7 febbraio. Le Associazioni dei consumatori non percepiranno alcun tipo di remunerazione per tutte le attività legate all'accordo raggiunto.
Per informazioni è possibile rivolgersi allo Sportello Europeo dei Consumatori SEC, in via San Martino 30, 38122 Trento, Tel. 0461 262993.

Dimmi dove6..... ecco la sicurezza in tasca

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Trento, 25 gennaio 2012. - Il  problema della sicurezza è il principale problema delle società moderne. In verità, l'uomo cerca  da sempre sicurezza: nella storia dell'umanità, la sicurezza è sempre stato un obiettivo prioritario. In definitiva,  sicurezza è libertà! E non si tratta di realizzarla  solo  dagli attacchi dalla criminalità.  Certo, la difesa delle persone e dei loro averi, è un aspetto importante, ma non è il solo. La tecnologia ci offre importanti soluzioni, per una casistica molto variegata.

Terrorismo fiscale: un aneddoto storico

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Verona, 21 gennaio 2012. - Vogliamo raccontarvi un aneddoto che conferma che Nemesi, la dea siriaca della rimozione degli eccessi, che non permetteva che durassero troppo a lungo felicità o infelicità, tempi duri o tempi allegri, è sempre pronta ad agire.  Ricordarlo può servire anche in questi tempi di terrorismo fiscale, di persecuzione dei soliti e di verifiche fiscali, politicamente corrette se solo in nord Italia e meglio ancora se in Veneto.

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