L'Arma 'affonda' le motovedette, ma paga lo stipendio a Alex Schwazer e Armin Zöggeler

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Motovedetta dei Carabinieri in perlustrazioneRiva del Garda, 8 agosto 2012. - di Raffaele Ferroni

I recenti fatti di cronaca riportano la notizia dell'esito positivo ai test antidoping di Alex Schwazer, atleta marciatore che avrebbe partecipato alle olimpiadi di Londra 2012 (aveva vinto la medaglia d'oro all'edizione precedente a Pechino). Il fatto che che un atleta faccia uso di sostanze anabolizzanti è già di per se qualcosa di riprovevole, ma è d'obbligo considerare anche il fatto che questo atleta in realtà è un Carabiniere.

A parlare è qualcuno (il sottoscritto) che nell'Arma ha trascorso 14 anni e che quando si è reso conto che "la poesia era finita" ha avuto la decenza di farsi da parte e mettersi a fare un altro lavoro, invece di continuare a portare a casa lo stipendio indipendentemente dalla passione messa nel proprio mestiere.

In questi 14 anni ebbi anche l'occasione di conoscere un atleta dell'Arma, un mio pari corso, lo vidi la prima settimana del corso allievi Carabinieri Ausiliari, poi se ne andò al centro sportivo e mentre in quell'anno io ed altri abbiamo messo tutte le energie per meritarci di rientrare in quel 1% che ottiene la rafferma, al corso integrativo l'anno dopo ritrovai il suo nome nel nostro elenco ma fisicamente non lo vidi mai, non lo vidi nemmeno alle selezioni, lui era al centro sportivo.

Questi atleti hanno l'onore di portare la divisa con la quale c'è gente che perde la vita tentando di difendere i diritti dei cittadini onesti, la divisa che portava Salvo D'Acquisto! il tutto senza mai prendere in mano una paletta ad un posto di controllo con 10 °C sotto zero o aver sfogliato il Codice di Procedura Penale, aver dovuto calmare un ubriaco che da in escandescenze, o aver dovuto salutare la famiglia per andare in Afghanistan o in Iraq, un po' per vocazione e un po' (non c'è niente di cui vergognarsi) per pagare con un po' meno fatica qualche rata del mutuo della casa, perché per chi sta in mezzo alla strada non c'è la Nutella che sponsorizza.

E mentre l'Arma trova i soldi per dare lo stipendio ad Alex Schwazer o peggio ad Armin Zöggeler il quale ha dichiarato che l'Inno Nazionale "è una canzone che non conosce", viene razionalizzato ulteriormente il Servizio Navale sopprimendo ventisei Motovedette con relativo equipaggio e riducendone l'organico ad altre sei.

Per chi non è "addetto ai lavori" tengo a precisare che una Motovedetta è un vero e proprio reparto con un Comandante e un equipaggio proprio come la Stazione di un paese, sopprimerla non significa quindi rottamare un mezzo ma eliminare un servizio, lasciare scoperta una zona di Mare o di Lago.

Il tutto, si dice, in nome della riduzione delle spese (mi piacerebbe sapere che fine fanno le motovedette Classe 700 e 800 soppresse, le quali hanno mediamente una decina d'anni che per una barca d'altura equivalgono praticamente al rodaggio) e in nome del risparmio è prevista anche la soppressione della Motovedetta di Riva del Garda.

Io sono finito a Riva proprio perché vi fui trasferito dopo aver preso la specializzazione nel Servizio Navale e posso dire, con cognizione di causa, che quell'equipaggio nel periodo estivo fa mediamente almeno due soccorsi al giorno fra surfisti inesperti, velisti in difficoltà e bagnanti in pericolo; per non parlare della prevenzione alle attività illecite legate alla pesca e all'abusivismo edilizio, nonché alla vigilanza del rispetto delle regole sulla navigazione imposte sia dalla vigente legge nazionale che da quella provinciale. In inverno i soccorsi sono più rari ma anche più difficili e pericolosi, il lago non scherza e spesso la gente lo sottovaluta, l'acqua è dolce e a differenza di quella del Mare ghiaccia a zero gradi, significa che quando si fa un soccorso in inverno la coperta che viene bagnata dagli spruzzi d'acqua è una lastra di ghiaccio ed uscire per andare ad afferrare qualcuno in acqua, con onde di tutto rispetto, non è cosa per tutti.

Probabilmente da dopo l'estate, quando qualcuno sul Garda Trentino avrà bisogno di essere soccorso, si vedrà arrivare il Brigadiere Armin Zöggeler con lo slittino a lanciargli una cima per rimorchiarlo in porto, o a recuperarlo perché con quaranta nodi di vento e la temperatura sotto zero è uscito per farsi una "surfata estrema" ed il piedino dell'albero si è rotto  lasciandolo in mezzo alle onde.

 

Raffaele Ferroni

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