Il male delle mezze verità

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Trento, 28 settembre 2021. - di Giannantonio Radice

Egregio Direttore, sono sconcertanti la faziosità e la superficialità con cui il signor Alberto Penazzi esprime il suo pensiero in merito al "pericolo" di un Silvio Berlusconi eletto Presidente della Repubblica. E per affermarlo si affida a ricordi parziali, omissivi e fuorvianti al solo evidente fine di sfogare il suo sentimento di profondo odio e disprezzo verso colui che da sempre rappresenta per la sinistra "Il Nemico". Questa cieca furia lo distoglie dal dovere di approfondire con descrizioni più complete gli episodi ai quali si appella per le sue irridenti conclusioni, senza dare dunque ai lettori l'opportunità di formulare un equo giudizio.

È sconcertante, ad esempio, a proposito delle leggi cosiddette "ad personam tacere l'accanimento giudiziario messo in atto da una certa magistratura ben supportata dalla sinistra ad ogni livello (politico e mediatico) che ha visto a carico di Berlusconi 90 processi con più di 3800 udienze! ; tutte azioni, a distanza di tempo forse da evitare, ma allora dettate dalla esasperazione e che hanno provocato un legittimo desiderio di autodifesa.

È sconcertante, ancora, omettere che tutte le azioni giudiziarie sono andate deluse fatta eccezione di una condanna la cui conclusione fu frutto di diaboliche e inaccettabili manovre e intrighi sottobanco, figlie di metodologie che ben sono documentate nel libro "Il Sistema" di Palamara e Sallusti; volume che certamente il signor Penazzi si sarà ben guardato dal leggere.

È sconcertante, ancora, tacere come i motivi della sua unica condanna siano stati negati, come inesistenti, in un successivo processo pur di penalizzare nuovamente il Cavaliere e il suo gruppo,

È sconcertante minimizzare la malattia e le conseguenze sofferta da Berlusconi che lo ha portato a un passo dalla fine, negandogli di fatto ricoveri e controlli. Per non parlare della richiesta di un magistrato di una visita psichiatrica...

È sconcertante, ancora, non ricordare che il processo Rubi ter vorrebbe coinvolgere il Presidente per fatti che lo hanno visto assolto in un precedente processo.

E così via.

Gli obiettivi, è fin troppo chiaro, da raggiunge sono sempre i medesimi: estromettere il Presidente di Forza Italia dall'agone politico, rifiutando un confronto corretto e soprattutto leale che, lo sanno bene, vedrebbe la sinistra soccombere.

Dorma comunque sogni tranquilli il signor Penazzi; Berlusconi non sarà eletto Capo dello Stato, perché i suoi sentimenti di malevolenza nei suoi confronti occupano le menti di troppi personaggi che occupano l'attuale Parlamento. Ciò non impedirà che la macchia delle malvagità consumate rimarrà indelebile su tutti gli autori, diretti e indiretti, perché la verità ha e avrà il sopravvento.

Il male delle mezze verità