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Fenalt 'In Provincia, pari opportunità di accesso e di carriera?'

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Palazzo della Provincia autonoma di TrentoTrento, 9 agosto 2012. - Che in Provincia di Trento, l'accesso e la carriera dei pubblici dipendenti fossero poco trasparenti non è una novità. Assunzioni troppo spesso "pilotate" e confermate da grandi e piccole "sanatorie", ricorrenti negli anni è purtroppo un altro dato statistico. Che i principi di cui agli articoli 97 e 98 della Costituzione siano poco praticati è altrettanta verità. Oggi pubblichiamo il comunicato diramato dalla Fenalt  (sindacato autonomo e con il maggior numero di iscritti), qualche giorno fa. Titolo emblematico: "In Provincia, pari opportunità di accesso e di carriera?"

" E' di questi giorni la notizia, pubblicata sui quotidiani locali, che il Consiglio di Stato ha annullato una graduatoria di un concorso del 2007 per l'assunzione di funzionari in Provincia e che la Cassazione ha annullato l'assoluzione dei quattro componenti della commissione d'esame, rilevando la sussistenza di un "falso evidente".

"Era ora – penseranno molti – che qualcuno riuscisse a provare che in Provincia si fanno anche concorsi 'farsa'". Lo penseranno tutti quelli che sono stati testimoni di esperienze inquietanti a proposito di concorsi in Provincia. In vent'anni di sindacato ne ho sentite molte: c'è chi parla di concorsi annullati perché il vincitore non era persona gradita, concorsi poi rifatti con modalità più consone al vincitore predestinato, c'è chi parla di graduatorie prorogate o chiuse a seconda delle persone che ne fanno parte, c'è chi denuncia commissioni "amiche" presiedute dal dirigente del Dipartimento o Servizio dov'è inserito il posto messo a concorso o da colleghi dei candidati, solo per citare qualche esempio. Ho conoscenza diretta di numerose situazioni in cui colleghi interessati a concorsi della Provincia si sono avventurati in dolorosi calvari di rivendicazioni, conflitti, ricorsi, per chiedere il rispetto di diritti fondamentali e della correttezza dei procedimenti.

C'è da dire, però, che mentre molti mostrano di conoscere meccanismi irregolari attraverso cui – dicono - si assumono o si fanno avanzare persone "gradite" e si penalizzano o escludono persone "non gradite", sono invece pochi quelli che reagiscono, segnalando o denunciando i fatti: "tanto... si sa che è così..." – dicono.

E' chiaro che la rassegnazione o la paura non giovano alla causa, sarebbe meglio che chi sa parlasse.

Il perché una persona diventi "gradita" o "non gradita" all'apparato è una questione tutta da esplorare e che poco ha a che vedere con preparazione, professionalità e merito: l'ipotesi che si fa è che i vertici debbano poter disporre di persone di fiducia, che quindi devono potersi scegliere. In quest'ottica i concorsi sono una vera scocciatura, un ostacolo, che va dribblato, a costo di commettere qualche scorrettezza. Del resto, in un clima in cui il senso morale dell'agire pubblico si è quasi anestetizzato, probabilmente secondo il macchiavelliano principio de "il fine giustifica i mezzi", non vi è nemmeno consapevolezza di venir meno al rispetto di norme fondamentali del vivere civile.

Basti vedere "il falso" imputato alla commissione di cui si diceva in apertura: verbali redatti un mese dopo la correzione degli scritti e retrodatati, che si vuole far passare come semplice distrazione con assenza di dolo – la UIL si è affrettata a sottolineare come "nessun giudice abbia mai lontanamente prospettato il dubbio che si potesse trattare di un concorso pilotato o comunque poco trasparente". Piena solidarietà a quei colleghi che si trovano ora improvvisamente senza lavoro dopo aver meritatamente superato il concorso e che dovranno attivarsi per avere giustizia, ma non si può per questo negare che ciò sia effetto di un comportamento colpevole.

Probabilmente, in altri casi, chi non rispetta le regole sta più attento agli aspetti formali, tant'è che è molto bassa la probabilità per i dipendenti di vincere un ricorso al TAR in tema di concorsi.

Prendiamo ad esempio la questione dei concorsi per direttori e dirigenti: con i nobili obiettivi di migliorare l'efficienza, semplificare, ridurre le spese, l'Assessore Gilmozzi ha prodotto un progetto ed avviato un percorso di riorganizzazione della Provincia; di questo percorso fa parte anche la riduzione del numero di Dipartimenti, Servizi e Uffici. Dal momento che comunque la Provincia continua a bandire concorsi, i sindacati hanno chiesto di rinviare eventuali concorsi per posti resisi vacanti a riorganizzazione ultimata, considerato che a breve dovrebbero restare senza Servizio o Ufficio numerosi dirigenti e direttori, che potrebbero quindi andare a coprire i posti vacanti. O si vuole continuare ad inventare progetti speciali per sistemare persone che la riorganizzazione ha decretato non servire più in quelle posizioni? Abbiamo letto sui giornali che è stato fatto un conchiuso di Giunta per stoppare momentaneamente i concorsi, ma di fatto poi sono usciti altri bandi. Di fronte alle proteste della Fenalt, il presidente Dellai ha replicato ai giornali con un affermazione grave (l'Adige 5/07/2012): "Come abbiamo detto i concorsi banditi non vengono espletati; è solo una procedura formale per non sostituire i dirigenti facenti funzione che sono in scadenza di Servizi che magari sono destinati ad essere soppressi."  Com'è possibile bandire concorsi per non espletarli? Dal momento che poi sono uscite anche le delibere con la nomina delle commissioni d'esame, abbiamo tutti i motivi per pensare che i concorsi si faranno, anzi alcuni si sono recentemente conclusi, come quello per direttore di tre strutture del gruppo amministrativo.

Tornando alla questione della scelta delle persone "gradite", è evidente che ai livelli di dirigente e direttore diventa tanto più indispensabile poter disporre di persone di fiducia, e quindi come si agisc ? Ad esempio attraverso la scelta dei criteri di ammissione ai concorsi, che sono un potente filtro perché si può disegnare un profilo su misura della persona voluta; o la scelta dei componenti la commissione...

Vi siete mai chiesti perché ad un concorso per direttore o dirigente si iscrive magari un solo candidato o due/tre persone delle quali poi se ne presenta una sola? Le risposte più frequenti che ho avuto riguardano o l'imbuto creato dai requisiti richiesti per l'ammissione o la certezza sul nome di chi vincerà il concorso.

Dal 1999 al 2009 sono stati banditi dalla Provincia 37 concorsi per dirigente ed in 31 casi i vincitori sono stati i dipendenti che ricoprivano in precedenza l'incarico di sostituto dirigente, incarico per il quale la scelta viene effettuata dal Dirigente del Dipartimento in base a valutazioni derivanti dalla conoscenza del personale in servizio.

A questo punto mi viene un dubbio: E se avessero ragione loro? Chi meglio del Dirigente generale può sapere quale fra i dipendenti ha le caratteristiche per ricoprire al meglio quell'incarico o chi meglio del Dirigente di Servizio conosce i funzionari e quindi è in grado di valutare se ha i numeri per fare il direttore ? Ma allora, a cosa servono i concorsi? Sono quasi uno spreco di risorse pubbliche.

Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere, magari riusciamo a far rispettare le regole del gioco. "

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