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30 luglio 1970 di 43 anni fa: non era giustizia popolare ma odio rosso

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Gastone Del Piccolo e  Andrea Mitolo in ostaggioBolzano, 2 agosto 2013. - di Luigi Schiatti *

Sul Trentino del 30 luglio scorso, un articolo di spalla in prima pagina omaggia i nefasti episodi di Gardolo di quaranatre anni fa quando Andrea Mitolo, allora segretario del Movimento sociale Italiano, e Gastone Del Piccolo, segretario della Cisnal, davanti agli stabilimenti Ignis di Gardolo vennero condotti, impunemente e sotto lo sguardo inerme delle forze dell'ordine, alla gogna in corteo da un branco di estremisti rossi. Le percosse inflitte a Mitolo furono tali da procurargli gravi conseguenze e fratture agli arti superiori.

Che venga fatta ritenere ancor oggi una cosa normale e assolutamente plausibile l'aver sottoposto degli esponenti politici, rei unicamente di essere lì convenuti per l'espressione di idee e la manifestazione di opinioni, ad una cosiddetta "giustizia popolare", ma che altro non era se non una pura nefandezza, quale fu la gogna alla quale vennero costretti i missini, è inadatto per un quotidiano non di partito che si prefigga di fare informazione.

Anche perché, va detto, che se le condizioni e le circostanze del tempo vedevano molto più accentuati i toni del confronto e spesso dello scontro, che la dialettica politica molto spesso traboccava in una contrapposizione talora violenta, se è vero che in quegli anni agitavano le coscienze proprio quelle anime, tanto spocchiose quanto dannate, ree dei delitti più efferati durante la guerra civile, come ampiamente documentano dalle testimonianze rese note nei libri-verità di Gianpaolo Pansa, è altrettanto vero che dai rigurgiti dello scontro di popolo, particolarmente acceso sulla piazza di Trento, di lì a breve avrebbero trovato i natali le cellule terroristiche protagoniste degli anni di piombo.

Il tributo, deferente quanto riservato, che noi invece rivolgiamo, ora e sempre, è rivolto alla memoria di quei giovani che persero la vita per il coraggio delle proprie idee, come i fratelli Mattei, arsi vivi dall'odio rosso nel rogo di Primavalle, a Mazzola e Giralucci, trucidati dalle BR nella sede MSI di Padova, a Bigonzetti e Ciavatta, barbaramente uccisi con Stefano Recchioni davanti alla sede MSI di Acca Larentia da vigliacchi rimasti impuniti, a Sergio Ramelli, trucidato sotto casa da un commando rosso, e ancora a Ugo Venturini, a Carlo Falvella, a Nikis Mantakas.

Ed è per questo che al Direttore del quotidiano, che concede oggi spazio ad un assurdo quanto ipocrita revival del proto-terrorismo, esprimiamo tutta la nostra disapprovazione.

 

* consigliere comunale di Bolzano per Unitalia

 

Ringrazio il consigliere comunale di Bolzano Luigi Schiatti per le nobili e coraggiose parole. Ho ricevuto molte telefonate di amici che mi esprimevano solidarietà per quel tragico evento. E' comunque - mi dispiace constatarlo - sono pochi quelli che, come l'ing. Schiatti,  prendono carta e penna e hanno il coraggio di  manifestare non già la loro opinione ma la condanna per come viene manipolata la verità. Assicuro che il mio impegno, nell'immediato futuro, sarà quello di scrivere un libro per ristabilire la verità dei fatti. Claudio Taverna

 

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