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Il mondo alla rovescia

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mondo a rovesciaTrento, 4 settembre 2013. - di Marco Albertazzi *

Nel mondo ordinato il lavoro non manca, le tasse si pagano, la cultura non è un ornamento, e – manco a dirlo – i ladri vanno in prigione. Nel mondo alla rovescia non è così: il lavoro è un onore, le tasse si evadono, la cultura è un peso, i ladri governano, e ci mancherebbe altro. Nel mondo alla rovescia vige una logica onirica: il signor K. è innocente, quindi deve morire; Pinocchio subisce il furto, perciò andrà in prigione. La logica onirica non ha regole e le conviene: altrimenti Goebbels non potrebbe «mettere mano alla pistola quando sente parlare di cultura».

Alla fine dei conti, in questo incubo la vittima di oggi sei tu, e domani anche. Simone Weil lo ha insegnato una volta per tutte: l'uomo comune sogna per conto suo, il dittatore ci impone i suoi sogni.

Non abbiamo scherzato. Il mondo alla rovescia e la logica onirica esistono veramente, sulla nostra pelle. L'incubo ci si è coagulato addosso, e ora è denso, decennale: è il sistema Paese. Bene. E ora scendiamo lievemente sulla Terra: sul territorio, proprio qui. Nella realtà vera, in cui l'incubo si raggruma, esiste un centro di ricerca, lo CSAO – Centro Studii Archivio d'Occidente – di cui La Finestra Editrice è l'emanazione. Questo pezzo di realtà ha pubblicato – oltre a decine di testi medievali, barocchi, poetici, filosofici, spesso dopo assenze secolari dagli scaffali – anche una collana di testi trentini di eccellenza: Tridentum.

Marco Pola, il poeta, e le sue opere complete; Antonio Rosmini, il filosofo, a cura di Alfredo Cattabiani; e Cesare Battisti, con un progetto di riedizione totale, che culmina nel volume degli Atti processuali. Ora la collana si ferma, e perché? Perché la pubblica amministrazione non ha uno staff capace di valutare queste proposte culturali; e poi perché – il punto è proprio questo – gli amministratori non sono in grado di distinguere l'editoria commerciale da quella di ricerca. Come si fa a distinguerle? È semplice: ci sono i nomi degli autori e c'è il criterio oggettivo delle recensioni, nazionali e internazionali.

Battisti è Battisti, e la pietra d'inciampo in questa Regione è sempre lui: la serie Tridentum si interrompe anche per l'accanimento istituzionale contro le opere di un martire, di un intellettuale e di un uomo giusto. La Provincia e la Regione hanno taciuto per oltre mezzo secolo l'opera di questo Eroe. E così, nel mondo alla rovescia, oggi si sovvertono anche le leggi regionali sui contributi all'editoria, pur di rovinare l'edizione di Battisti: un lavoro che non ha confronti, per il semplice motivo che non esistono altre edizioni moderne di Battisti. È veramente onirico, da mondo alla rovescia, pubblicare i cardini intellettuali del territorio e poi scontrarsi con le autorità territoriali, che non vedono la differenza (e se la vedono la osteggiano). 

Insomma: è ora che il brutto sogno finisca. Al risveglio istituzionale si vedrà che queste opere non sono minuzie locali, che Battisti non è un traditore ma un fondatore, e il suo lavoro – prima ancora del suo martirio – illumina un territorio che cento anni fa era ben lontano dall'essere il Nord Est del miracolo economico. Un altro esempio: La Finestra editrice – che non è una casa editrice commerciale, ma un vero e proprio ente di ricerca – ha un'équipe in grado di restituire le opere complete di Nicola Cusano, il vescovo di Bressanone, tra le vette assolute del pensiero europeo. In Italia non c'è un Cusano completo: il poco che c'è è diviso tra qualche editore, senza originale a fronte, e dunque doppiamente parziale. Mancano opere fondamentali, come quelle logicomatematiche; mancano centinaia di omelie, le lettere, molti trattati. In Germania Cusano c'è, tutto, e già in edizione critica: in Italia no, ma l'amministrazione non capisce il senso di questo lavoro, e lo boccia, con il peggio del suo repertorio kafkiano. Tutto purché il pensiero non sia libero; anzi, non ci sia nemmeno il pensiero. E così le biblioteche trentine non possiedono neanche l'edizione tedesca di Cusano, così come si astengono dall'acquistare la nuova edizione di Battisti: occhio non vede e cuore non duole, si dice; ma la dignità è dignità, e l'identità non è una cosa da nulla. Senza l'identità non c'è neanche il cuore. Lo CSAO e La Finestra editrice interromperanno ogni rapporto con gli avversari del pensiero libero, con i meccanici della burocrazia. Troppi chierici da ufficio si occupano di cultura, solo perché hanno in tasca la tessera del partito giusto. La storia non fa salti, si dice: era così anche coi fascisti.

Sia chiaro: il territorio non è solo un'entità politica, anzi la politica viene dopo, a battezzarlo o a sporcarlo. Il territorio è Heimat, casa e patria. Bene: sul territorio non ci sono solo vino e mele, strudel e carne salada. Fosse così, sarebbe ben poca cosa. Sul territorio c'è una gente, e la gente ha costruito nei millenni una mentalità, cioè un pensiero. Il vinificatore si occupa del Marzemino, e una casa editrice si occupa proprio del pensiero, prodotto dal e sul territorio, esattamente come la terra produce i suoi frutti. In realtà è tutto un prodotto, materiale o immateriale, del territorio.

Sul pensiero si lavora con ostinazione per ridurlo ad una forma pubblicabile decentemente; lo si pubblica, soprattutto se è pensiero di eccellenza (Rosmini, Battisti), e così il pensiero – dimenticato da decenni o da secoli – ritorna alla comunità in cui è nato. Così vuole la normale logica della realtà. Sta di fatto che oggi, tra il pensiero e la comunità c'è un intermediario onirico, da mondo alla rovescia: è la politica, l'amministrazione, la Provincia, la Regione, il legislatore.

Sono gli enti di governo, quasi astratti nel loro imporsi su tutto; mentre un'editoria di ricerca internazionale ha un'identità ben definita (in quanto è reale), e sono definiti – in quanto reali – gli autori dello specifico trentino: Cusano, Rosmini, Prati, Battisti, Pola. Sta di fatto che nel mondo alla rovescia Battisti è un peso da onorare col marmo ma da dimenticare nei fatti; ancora peggio il cardinale Cusano: è il passato e stia nel passato. E Pola? Peggio che mai: è un poeta, e Roncegno gli basta.

Ma non è così. Non è così perché questi autori, importantissimi, addirittura mondiali nella loro levatura, sono più grandi delle cornici locali e degli attuali interlocutori politici. Ma ammettere e favorire il rigore della grandezza – una grandezza oggettiva e mondiale – non è facile, nel mondo alla rovescia: per esempio, Battisti è un dito puntato tanto contro De Gasperi quanto contro l'Austria di allora; Cusano è il fautore di un cristianesimo mistico e scientifico libero dalle incrostazioni che hanno nauseato anche i credenti. E allora tanto vale tacere, impedire, affossare. La comunità – la vera proprietaria dell'eredità di questo pensiero – non ne sa nulla di nulla: ancora una volta l'amministrazione sogna e impone l'incubo a tutti. Fino a quando? È proprio ora di svegliarsi, prima che il sonno diventi il coma profondo, l'assenza di reazioni. E prima che il Trentino dimentichi chi è, per ridursi ad una periferia dell'impero.

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