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«Lasciate ogni speranza voi ch'entrate»

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Il titolo dice tutto. Il sommo poeta Dante Alighieri non lasciò, certamente margini di fraintendimenti nel suo richiamo nel primo canto dell'Inferno; vv. 1 - 9

Monselice, 14 giugno 2022. - di Adalberto de' Bartolomeis

Quali frasi migliori di queste possano essere più che adatte in questa "Patria", in questa Nazione, dove, purtroppo si va, appunto, in una "città dolente", che altro non è che lo Stato italiano, dove la "perduta gente" non è smarrita o se lo è lo è per colpa di chi la governa, semplicemente, perché non ne può più: è stanca da matti!

Tre anni di pandemia, costrizioni, obblighi, soprusi, inganni, cattivissima gestione di tutto! Poi arriva una tranvata ancora più micidiale: la guerra tra Ucraina e Russia. Si rischia di temere, costantemente il peggio per un futuro, che appartiene a questo mondo: non ce ne sono altri, se non quello di Nostro Signore. Per ora qui stiamo e con il "vantaggio" delle stagioni, così i nostri politici s'illudono nel pensarlo, il popolo italiano, che non è affatto perduto, ma è soltanto stanco, ha dimostrato ai politici del Parlamento, ma anche al Quirinale, alle Istituzioni che, nella storia dei Referendum ha raggiunto il primato dell'astensionismo e si è aggiudicato di essere primo partito astensionista ai referendum "balneari". Non era solo prevedibile: era scontato. Forse ancora qualcuno ingenuo è ancora convinto che sarebbe stato il contrario? Non sarebbe stato così? ...

Ma come si fa, intanto, a proporre cinque quesiti con una sicumera tale da pensare che il popolo italiano sia così edotto su temi di giustizia, che sono stati posti in termini di quesiti talmente difficili, complessi, astrusi che io, anche se sono andato a votare, ( ho ritirato 4 schede, non 5 perché l'ultima, quella sul CSM appartiene ai magistrati o al Parlamento e non certo alle decisioni dell'elettore), chi ha votato, ma cosa mai ne sa di una formulazione così tecnica? Mah... io dico: era proprio così necessario ritornare negl'infuocati bugigattoli di urne allestite in varie scuole della Penisola per scervellarsi sopra veri e propri geroglifici, dai contenuti così contorti e complicati, in un momento, poi, così? Ma davvero questi politici decidono di avere un dominio di comprendonio così fortemente "artistico", perché credono di possedere un acume intellettivo assai "elevato" che forse nemmeno lo Stato del Botswana sarebbe capace di superarli! Pertanto la legnata che gli italiani hanno manifestato con la loro disaffezione a non raggiungere un "quorum"che si ostina a continuare ad essere così granitico di un 50% + 1, sempre, da quando esistono i referendum abrogativi dei SI e dei NO e, con tanto di un puntuale, bel servito "amen", per i loro risultati, non può dimostrare che una cosa: la rinuncia al protagonismo popolare.

Chi il 12 giugno non si è recato a votare è quella parte dell'Italia della disaffezione che pone in evidenza un sentimento dentro il quale ci sono tanti possibili sviluppi della crisi italiana: una rabbia sopita, una rivolta potenziale alla ricerca di forme di espressione, una secessione più o meno stabile tra popolo e sistema politico che non funziona più. Peccato che a buttare così tanti soldi, uno spreco di denaro pubblico, tutto questo denaro lo si poteva impiegare, per esempio, per quelle famiglie che non riescono più a mettere insieme il pranzo con la cena. Tutto ciò ha una netta responsabilità, a mio avviso: bisogna dirlo al "convitato dei migliori" che hanno pensato che i problemi della giustizia, siccome sono problemi del popolo, è il popolo che si deve esprimere, ma loro che non sanno fare le leggi, non le avrebbero, forse, fatte anche se si fosse riuscito a superarlo questo encefalitico "quorum".

«Lasciate ogni speranza voi ch'entrate»

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