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Socrate e il bagnino

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SocrateLettera Numero: 685

Verona, 25 luglio 2017. - di Paolo Danieli*

Mentre l'Italia è invasa da migliaia di africani al giorno e il governo comincia a rendersi conto che la situazione è insostenibile ecco la manovra diversiva. I mondiali di calcio sono lontani? Il campionato è fermo? Non c'è un delitto che tiene banco nei salotti televisivi? No problem! Si tira fuori il pericolo fascista e via! Funziona sempre!

E così del povero bagnino chioggiotto nostalgico di Mussolini se ne fa un caso nazionale, in modo che appaia che il problema non sia l'invasione, ma le bottiglie di vinazzo col testone del Duce, i cimeli del ventennio e il saluto "romano" di qualche tifoso.

Farsi trascinare in questa manovra diversiva significa fare il gioco di chi vuole nascondere la polvere sotto il tappeto. Dal problema immigrazione non sanno più come uscirne. Da un lato capiscono che per la legge fisica dell'impenetrabilità dei corpi è impossibile trasferire in Italia un miliardo di negri, dall'altro non possono rimangiarsi tutte le balle sull'accoglienza che fanno parte del bagaglio politico della sinistra. Sono insomma in un vicolo cieco. O abiurano ai loro principi o scateneranno la rivolta degli italiani esasperati.

Ed è qui che la destra ha un'occasione d'oro per presentarsi agli elettori con un programma semplice per risolvere l'emergenza: in Italia non entra più nessuno! Costi quel che costi.
Non facciamoci irretire in inutili discussioni sulla legge Scelba e altre proposte di legge demenziali!

Uno dei motivi per i quali il Msi non riuscì mai a diventare un partito di massa fu il messaggio che lanciava: "avremo anche perso la guerra, ma avevamo ragione noi! ". Oggi i termini vanno rovesciati. Bisogna utilizzare la maieutica socratica e chiedere alla gente:

perché i nostri giovani per trovare lavoro sono costretti ad andare all'estero?
perché i poveri continuano ad aumentare?
perché le garanzie sociali e le conquiste dei lavoratori sono messe in discussione?
perché di fatto abbiamo perso la sovranità?
perché non siamo più padroni del nostro destino?
perché non siamo più sicuri nelle nostre case?
perché la mafia è tornata a controllare porzioni di territorio?
perché agli ultimi arrivati si vogliono dare gli stessi diritti di chi questo paese l'ha costruito?
perché non abbiamo più una moneta?
perché si proteggono le banche e non coloro che dalle banche sono stati truffati?
perché il potere d'acquisto degli stipendi è fermo da 20 anni?
perché l'Italia a livello internazionale non conta più niente.

Alla risposta, aiutando a concatenare gli eventi e comprendere cause prossime e remote, ci arriveranno da soli.

* già senatore della repubblica

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